Origine, produzione e utilizzi

Si narra che la prima coltivazione di soia sia avvenuta cinquemila anni fa e che l'imperatore, a quel tempo, volle classificarla tra le cinque piante sacre, insieme al riso, al frumento, all'orzo e al miglio. Solo nel 1804 avverrà la prima esportazione al di fuori della Cina, verso l'europa e gli Stati Uniti, grazie ad un veliero americano.

In cucina la soia è molto duttile e può trovarsi sotto svariate forme, quali: farina di soia, "carne" di soia (bocconcini), germogli di soia, olio, salsa, miso, latte.

Il latte di soia è un prodotto ricavato dalla lavorazione dei semi dell’omonimo legume attraverso processi di essiccazione, macinazione, macerazionebollitura.

Questa bevanda vegetale può essere consumata al naturale ma si presta anche a sostituire l’uso del latte comune in molte ricette dolci e salate.

Il sapore di questo latte può variare molto da un prodotto e all’altro ma è in genere delicato e non troppo dolce. Si trovano però in commercio anche tipologie aromatizzate e dolcificate. Chi apprezza questa bibita la beve sia fresca che all’interno del caffè e dei frullati di frutta. Il latte di soia biologico si rivela anche un ottimo ingrediente per la preparazione di creme, besciamelle e gelati.

Da questa caratteristica bevanda si ottengono infine anche prodotti caseari di origine vegetale come il tofu, la ricotta e lo yogurt.

 

Caratteristiche nutrizionali e proprietà

Questa bevanda a base di soia è una delle più sane e valide alternative al latte di origine animale. Insieme al latte di avena e al latte di mandorle è infatti una delle fonti proteiche vegetali più gradite e ricercate dell'ultimo periodo. È consumata specialmente da intolleranti al lattosio e da chi segue alimentazioni vegane e vegetariane.

Questa bibita dal gusto gradevole e particolare è ricca di sostanze antiossidanti e racchiude oltretutto proteine, minerali e vitamine. Il calcio in esso contenuto è minore rispetto a quello presente nel latte vaccino, tuttavia possiamo al contrario individuare maggiori quantità di magnesio e ferro.

Se confrontato con il latte animale quello di soia è anche più leggero sotto il profilo dei grassi, delle calorie e dei carboidrati. Racchiude invece una percentuale superiore di fibre così come di vitamine A, B3, B6, C ed E. Essendo inoltre privo sia di colesterolo che di glutine il latte di soia bio può essere considerato un prodotto davvero salutare e adatto a tutti.

Il suo uso è consigliato infatti anche ai soggetti diabetici e a coloro che seguono diete dimagranti.

 

Il latte di soia per i neonati

Il latte di soia può essere consumato anche dai neonati. È infatti nutriente e indicato specialmente in caso di allergie e intolleranze alle proteine animali. Il suo impiego si rivela utile anche in caso di disturbi gastrointestinali: essendo infatti privo di lattosio risulta  facilmente digeribile e non produce i tipici effetti collaterali del latte tradizionale.

L’uso di questo latte in polvere è in genere raccomandato soltanto per periodi di tempo limitati in quanto sembra non poter sostituire in tutto e per tutto il latte tradizionale. Il latte di soia per bambini si trova in vendita online, in farmacia e in alcuni supermercati.

 

 

Il latte di soia fatto in casa

Il latte di soia bio è molto diffuso: si può trovare nei negozi che vendono bio, nei supermercati della grande distribuzione, on-line…

Ma il latte di soia si può fare anche a casa; l’occorrente è semplice da reperire: soia gialla (servono circa 200 grammi di fagioli di soia gialla biologica), acqua (circa 2,5 litri), pentola, colino, fazzoletto di cotone.

I fagioli di soia dovranno essere sciacquati e messi in ammollo per un giorno intero. Trascorse 24 ore e dopo aver rimosso le bucce (è sufficiente mescolare i fagioli nell’acqua), si portano a bollore 2 litri d’acqua in una pentola capiente: se ne versa qualche cucchiaio alla volta sopra i fagioli di soia e si inizia a frullare con un frullatore a immersione. Si continua in questo modo fino a quando non si ottiene una purea omogenea. Si versa il composto nella pentola dove vi è ancora dell’acqua, si fa cuocere abbassando le fiamme per un quarto d’ora, mescolando di continuo, fino a quando la schiuma in superficie verrà eliminata del tutto. Si può aggiungere, mentre il miscuglio cuoce, le spezie, lo zucchero di canna o il sale integrale, a seconda delle preferenze; l’alga kombu è un ingrediente molto valido per aggiungere l’apporto di calcio mancante. Trascorso il tempo della cottura e una volta intiepidito il composto, questo viene filtrato attraverso il tessuto di cotone e attraverso il colino. Mentre il liquido setacciato verrà inserito nelle bottiglie (di vetro possibilmente), la polpa bianca, detta okara, che rimane dopo la preparazione del latte di soia (200 grammi circa) potrà essere utilizzata per tantissime ricette: tortini, ripieni, pizza, biscotti, polpette…

Il latte ottenuto (due litri all’incirca) deve essere conservato in frigorifero ed utilizzato entro una settimana.

 

Chi può bere il latte di soia

Il latte di soia, come tutte le bevande vegetali, è indicato per i soggetti intolleranti al latte vaccino, per chi ha il colesterolo cattivo alto, per le donne in menopausa: poiché il latte di soia è ricco di fitoestrogeni (sostanze naturali simili agli estrogeni, gli ormoni femminili), questi sono utili per ridurre alcuni inconvenienti del periodo, come le vampate di caldo o il rischio di osteoporosi.

In questi casi è consigliato comunque il parere del proprio medico, soprattutto se si stanno seguendo terapie ormonali.

 

 

Chi non può bere il latte di soia

Le donne in gravidanza dovrebbero escludere il latte di soia dalla loro alimentazione e preferire bevande ricche di calcio e sali minerali importantissimi sia per la crescita del feto, che durante l’allattamento del nascituro. Sono tante le persone intolleranti non al latte vaccino, ma alla soia e in questo caso la bevanda vegetale deve essere assolutamente evitata.