Le origini del tè verde

Il tè verde è avvolto da miti e leggende tramandate dal popolo cinese e giapponese: non riguardano solo le sue origini misteriose, ma anche le sue doti miracolose che, negli ultimi trent’anni, sono state comprovate e supportate dalle ricerche scientifiche.

Le origini del tè verde si perdono nel tempo, ma si narra che l’imperatore Shen Nung, che regnò la Cina nel 2700 a.C., fu il primo a bere il tè verde, semplicemente adagiando foglie secche di Camellia sinensis in acqua bollente. Da questo gesto nacque l’usanza di consumare tè verde… un’usanza che ha percorso la linea del tempo, arrivando immutata fino ai giorni nostri.

In Giappone il tè verde fu introdotto dal predicatore buddista Eisai, chiamato “Il Padre del tè”, che ne fece elemento di rito religioso, associato alla ritualità del buddismo Zen. Egli, nel 1211 d.C, scrisse il libro “Mantenere la salute attraverso il te” sostenendo che il tè verde fosse una medicina miracolosa per la salute dell’uomo, in grado di allungare la vita. Attraverso i monasteri il tè verde divenne un’arte, che si diffuse dalla Corte Imperiale a tutto il paese.

 

 

Caratteristiche della pianta del tè verde

L’arbusto del tè verde, la Camellia sinensis, privilegia le pianure delle zone tropicali, ma non disdegna i rilievi oltre i 2000 metri. Le piante giovani vengono potate regolarmente, affinchè l’altezza della pianta non superi un metro o un metro e mezzo, in modo da favorirne la raccolta manuale (se lasciate incustodite, le camellie possono raggiungere i trenta metri di altezza). Il suolo deve essere ben drenato, il clima caldo e umido, le temperature comprese tra i 13 e i 28/32 gradi centigradi. Tutti questi fattori influenzano la resa e la qualità del raccolto.

Il tè verde, a differenza degli altri tipi di tè, non viene fermentato ed è per questo che le foglie rimangono verdi.

I principali produttori e consumatori di tè sono la Cina e il Giappone, seguiti dal sudest asiatico. Vi è una sostanziale differenza fra la coltivazione cinese e quella indiana: in Cina il tè è coltivato in piccoli appezzamenti collinari, dove l’uso di macchinari per la raccolta è davvero difficoltoso se non impossibile; in India, al contrario, i terreni di coltivazione sono pianeggianti e la raccolta è del tutto meccanizzata. Quando è manuale, la raccolta delle foglie avviene attraverso un antico gesto: strappando con le unghie verso il basso.

Anche nella produzione del tè verde si possono distinguere due differenti metodi: quello cinese e quello giapponese.

Il metodo cinese consiste nella pulizia delle foglie fresche, poste poi ad appassire e successivamente ad essiccare al caldo. Esistono anche qui diversi metodi di essiccamento, il più classico consta nell’utilizzo di contenitori di rame, dove le foglie vengono scottate sul fuoco a 100°.

Nel metodo nipponico le foglie vengono sottoposte al calore del vapore in appositi cesti o contenitori: le foglie divenute tenere e duttili, vengono arrotolate e in ultimo essiccate; questo particolare procedimento dona al tè il sapore di erba fresca.

 

 

Ci sono svariati tipi di tè verde in Oriente, ma i più famosi in Occidente sono:

  • il tè verde Matcha, che si usa per la cerimonia del tè
  • il tè verde Sencha, il più diffuso in Giappone, viene considerato il tè da servire agli ospiti
  • il tè verde Bancha, particolarmente povero di teina
  • il tè verde Genmaicha, detto tè pop-corn perché contiene riso integrale tostato, che in Giappone viene dato ai bambini per la prima colazione
  • il tè verde Gunpowder, diffusissimo in nord Africa per preparare il tè alla menta
  • il tè verde dell’isola di Ceylon (Sri Lanka), coltivato ad un’altitudine tra i 600 e i 1200 metri.

 

Le proprietà curative del tè verde

Il tè verde è conosciuto da sempre come uno strumento coadiuvante il benessere dell’organismo. Ora anche la scienza ne ha evidenziato le proprietà antiossidanti, diuretiche e antiinfiammatorie.

Le virtù del thè verde sono dovute alla presenza di numerose sostanze che compongono la foglia:

  • Alcaloidi, come la caffeina o teina, la teofillina e la teanina
  • Polifenoli, tra cui catechine, epigallocatechine (EGCG), epicatechine
  • Oli essenziali e sostanze resinose
  • Sali minerali come alluminio, calcio, rame, ferro, niacina, manganese, silicio, sodio, zolfo, zinco
  • Proteine, fibre, grassi, cellulosa

La teanina riduce lo stress psicofisico, mentre la teina svolge un’azione tonica e stimolante.

I polifenoli svolgono non solo un’azione antinfiammatoria, ma anche antitumorale (grazie alla presenza dell’EGCG); prevengono le malattie cardiovascolari e neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer.

Il tè verde sembrerebbe avere effetti benefici sul diabete di tipo 2, poiché riequilibra i tassi di glucosio nel sangue; è consigliato anche nelle cure dimagranti perché drena, depura e riduce l’assorbimento dei grassi; è utile nell’igiene orale, poiché le catechine e il fluoro, presenti nelle foglie di tè, prevengono le carie.

 

Gli utilizzi del tè verde

Il tè verde, dopo l’acqua, sembra essere la bevanda più consumata al mondo: venduto sfuso o in bustine da infusione, è bene evitare di utilizzare acqua troppo calda (max 75-85°) per non correre il rischio di deterioramento dei principi nutritivi.

In commercio esistono anche capsule e compresse di estratto secco, usati in cucina per fare dolci al tè verde.

Per uso cosmetico si possono creare fantastiche ricette per il viso e il corpo: uno scrub per il corpo al tè verde per un’azione esfoliante ed idratante; una lozione rinfrescante al tè verde per rinfrescare e profumare la pelle durante l’estate, una maschera per il viso al tè verde idratante, emolliente, antiossidante, antirughe.

 

Commercio equo-solidale.

I più grandi paesi produttori di tè sono Cina e India, seguono poi Kenia, Sri Lanka, Indonesia; il livello di produzione è altalenante, perché segue la politica dei prezzi in mano ai Paesi consumatori e alle multinazionali, che non permettono un reale sviluppo economico di questi territori. Il commercio equo-solidale è un’alternativa valida: il prezzo del prodotto deve coprire i costi di produzione e fornire un margine di miglioramento della vita degli agricoltori (che includa salario minimo, istruzione, formazione di confederazioni di agricoltori, assistenza sanitaria, investimenti economici per affrontare il mercato).

 

Controindicazioni

Il tè verde è uno stimolante naturale che non risulta dannoso se non se ne abusa: bere litri di tè verde, esagerando con le quantità, provoca ripercussioni a carico del sistema cardiovascolare e nervoso; ipertensione, insonnia, nervosismo sono alcuni degli effetti collaterali ben noti.

Per queste ragioni è bene assumere tè verde con moderazione se si soffre già di qualche patologia cardiovascolare oppure di ipertensione.

Andrebbe evitato anche in caso di gravidanza o durante terapie farmacologiche.