Il Tarassaco è una pianta erbacea perenne con un rizoma che prosegue nella parte inferiore con una radice a fittone. Le foglie sono tutte basali, disposte in rosetta, lanceolate o bislunghe, irre­golarmente incise. I fusti, semplici e senza foglie, sono alti fino a 30 centimetri. I fiori sono riuniti in capolini di color gial­lo e portati singolarmente all'apice dei fusti. Il frutto è un achenio ovale.

Cresce spontanea in tutta Italia, nei prati, nei luoghi incolti ed erbosi, anche nei boschi. Fiorisce da febbraio a ottobre.

Tra leggenda e realtà

Il tarassaco o dente di leone è segnalato per la prima volta in Europa nell'Ortus Sanitatis del 1485; mentre negli erbari cinesi è menzionato a partire dal VII secolo, li nome "dente di leone" fu attribuito alla pianta da un chirur­go del XV secolo, che aveva paragonato la forma delle sue foglie a quella dei denti dei leoni.

Il nome "soffione" deriva invece dal fatto che i suoi frutti sono sormontati da una for­mazione piumosa che la brezza più leggera è in grado di far volare lontano; e, proprio per questo motivo, la pianta è sim­bolo dell'impermanenza della vita materiale.

Il termine "tarassaco" secondo alcuni deriverebbe dal greco taràsso/tarachè, cioè turbamento; altri lo fanno invece deri­vare dall'arabo tarakchaken, nome che indica una pianta delle cicoriacee.

Nel XV e XVI secolo il tarassaco faceva parte delle piante dedicate a Cristo e alla Madonna.

Nel vocabolario dei fiori, il tarassaco è un oracolo; infatti, gli innamorati che soffiano sui frutti di questo fiore credono che, se tutti gli acheni volano via al primo soffio, la persona amata ricambierà il loro amore.

Proprietà curative

Il tarassaco esercita azione diuretica, depurativa, antidiabe­tica, antireumatica, moderatamente lassativa; è tonico del fegato e dell apparato digerente; facilita il flusso della bile. Viene impiegato nelle gastriti, nelle dispepsie, nelle malattie renali. È indicato contro il catarro bronchiale, le emorroidi, l'acne e il diabete.

Le foglie sono ricche di potassio. Foglie e radici contengo­no, tra gli altri elementi, anche le vitamine A, B, C, D.

Come usare il tarassaco

Per depurare l'organismo, stimolare le funzioni di fegato, intestino e reni, preparate un decotto con 1/2 cucchiaio di rizoma essiccato e triturato per 1 tazza di acqua; fate sob­bollire per 5-10 minuti, quindi lasciate intiepidire e filtrate. Prendetene una tazza al giorno, lontano dai pasti.

Chi ha il cuore debole può aggiungere agli altri rimedi anche 30 gocce di tintura diluite in un poco di acqua due volte al giorno, si assicurerà in questo modo un adeguato apporto giornaliero di potassio.

Se avete bisogno di un azione diuretica, assumete tre volte al giorno 2 cucchiai di succo estratto frullando le foglie di tarassaco. Per uso esterno, il succo è indicato nella cura delle ulcere.

In primavera, le foglie fresche aggiunte alle insalate sono un ottimo rimedio depurativo.

Le radici tostate sono un buon surrogato del caffè.

Precauzioni

Se consumata alla giuste dosi, questa pianta non ha effetti collaterali.

Tarassaco e consapevolezza

Il tarassaco come simbolo dell'impermanenza, ecco un buon alleato! Si, perché è bene ogni tanto riflettere sul fatto che tutto ciò che esiste è destinato, prima o poi, a finire, a trasformarsi in qualche cosa d'altro... a ritornare nella cor­rente dell'energia dell'Universo. Nelle filosofie orientali questa idea è ben radicata, soprattutto nel buddismo, dove si parla di impermanenza e di non attaccamento, dove per attaccamento si intende quell'atteggiamento interiore orien­tato al possesso, a trattenere le cose buone della vita, più che a trarne godimento, e produce nell'anima un senso di pesantezza e di fame insaziata.

Anche noi, o meglio i nostri corpi, siamo impermanenti e quindi è bene chiedere a questo alleato di insegnarci a godere di ciò che siamo e di ciò che abbiamo senza attac­camento, ma con gioia e serenità. Infatti, sviluppare il non attaccamento non significa essere tristi, depressi, austeri, ma gioiosi, attivi, pronti a vivere pienamente nel qui e ora ogni momento della nostra vita ... proprio perché tra un istante potrebbe non essere più.

Il bel colore giallo del fiore di tarassaco ci invaderà allora come un raggio di luce e farà vibrare ogni nostra cellula nella gioia della vita infinita.

 

 

 

Tratto da "La Magia delle Erbe - Conoscere le energie delle erbe e dei fiori per guarire il corpo e l'anima" di Maria Fiorella Coccolo. Edizioni Centro di Benessere Psicofisico