Cos’è?

Il tamari è un condimento giapponese a base di salsa di soia. È caratterizzato da un sapore forte e deciso ed ha una colorazione sui toni del caramello scuro.

La salsa tamari è ottenuta dalla cottura a vapore e dalla successiva fermentazione dei semi del Glycine max, una pianta erbacea annuale nativa dell’Asia. Una volta fermentato, il liquido viene poi filtrato e talvolta pastorizzato.

Pregi e benefici per la salute

La salsa tamari può sostituire in cucina l’uso del sale e del dado ed è per questo una valida alternativa per chi soffre di ipertensione. Contiene infatti - rispetto ad altri cibi - un bassa percentuale di cloruro di sodio ed è quindi, per chi è affetto da pressione alta, un condimento meno dannoso rispetto al comune sale da cucina.

A differenza di tutte le altre tipologie di salsa di soia, questa è adatta anche per chi è allergico o intollerante ai cereali e per chi soffre di celiachia; la ricetta originale della salsa tamari non prevede infatti l’uso del frumento.

Rispetto alla più classica e conosciuta salsa shoyu (salsa di soia), la salsa tamari ha un gusto più netto, un colore più scuro e una consistenza più densa. Inoltre non contiene glutine. Queste salse derivano entrambe dalla cosiddetta soia gialla e, in quanto fonti proteiche, sono ambedue utilizzate all’interno dei regimi alimentari vegani e vegetariani. Rispetto alla salsa shoyu, il tamari è meno economico tuttavia è anche più ricco di sostanze benefiche.

Valori nutrizionali per 100 g di Salsa Tamari
Valore energetico 60 Kcal
Grassi totali 0,1 g
Carboidrati 4,8 g
Proteine 10,5 g
Fibre 0,8 g
Zuccheri 4,3 g
Acqua 66 g
Colesterolo 0 mg
Calcio 20 mg
Sodio 5586 mg
Fosforo 130 mg
Potassio 212 mg
Ferro 2,4 mg
Zinco 0,4 mg
Tiamina, vitamina B1 0,06 mg
Riboflavina, vitamina B2 0,015 mg
Niacina, vitamina B3 o PP 4 mg
Piridossina, vitamina B6 0,2 mg
Acido folico 18 mcg

Il tamari contiene buone quantità di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti. Grazie alla presenza dei fermenti favorisce inoltre la flora intestinale e i processi digestivi. Oltre che dalla cucina orientale, questo condimento è molto apprezzato anche nel campo dell’alimentazione macrobiotica.

Non solo favorisce il benessere dell’intestino, ma aiuta anche a mantenere in salute il cuore e i vasi sanguigni.

Come usarla in cucina

La salsa tamari è particolarmente indicata per la preparazione del sushi e del sashimi ma è adatta anche per marinature, intingoli e brodetti. Può essere usata anche per preparazioni dolciarie e, più comunemente, per condire e insaporire le verdure, le insalate, i legumi e i cereali.

Il tamari si presta sia per essere unito ai piatti durante la cottura sia per essere aggiunto a crudo. È ideale per insaporire e accentuare il gusto di zuppe e minestre evitando in questo modo l’uso del sale.

Se non si è pratici della cucina orientale ma si vuole comunque beneficiare delle caratteristiche organolettiche e dei nutrienti di questa salsa, basta aggiungere qualche goccia di tamari nell’acqua di cottura della pasta o nei sughi: il tamari può infatti essere un’alternativa sfiziosa e originale per preparare deliziosi condimenti con cui condire il riso o la pasta.

Si presta per essere utilizzata da sola oppure combinata insieme ad olio, aceto, spezie ed erbe aromatiche che ne accentuino il sapore. Il prezzo della salsa tamari può variare a seconda del tempo di invecchiamento del prodotto e della qualità degli ingredienti utilizzati.

Scritto da Tania