I sigari di Moxa e i poteri curativi dell’Artemisia vulgaris

I sigari di Moxa sono dei bastoncini a base di erbe naturali, utilizzati come strumenti terapeutici nell’antica e tradizionale pratica cinese della moxibustione. Questi sigari misurano una lunghezza di 20 cm e la loro capacità curativa è essenzialmente dovuta alla materia vegetale di cui sono composti: l’Artemisia vulgaris, conosciuta anche come assenzio selvatico o erba scacciadiavoli.

L’Artemisia, pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Asteracee, è una specie molto comune e diffusa un po’ ovunque: dalle zone di origine come l’Europa, l’Asia e Nord Africa, alle zone in cui è stata efficacemente trapiantata come il Nord America. Oltre ad essere di facile reperibilità (cresce dappertutto, sia in zone impervie che in campi coltivati), ha da sempre posseduto per la medicina popolare diverse proprietà mediche: antisettiche, antispasmodiche, carminative, diaforetiche, espettoranti e antidiabetiche.

Ma la peculiarità e la virtù, che ha reso indispensabile questo vegetale nella tradizione della medicina cinese, consiste negli effetti che la sua combustione provoca. Quando brucia, l’Artemisia è in grado di raggiungere e irradiare una temperatura di circa 500/600 gradi, terapeuticamente molto efficace.

La moxibustione: origine e funzionamento

La moxibustione è una pratica terapeutica cinese le cui origini sono antichissime. Le prime testimonianze scritte, che attestano l’utilizzo di questa tecnica, risalgono al II-I secolo a.C. e fanno riferimento al ritrovamento di un libro di seta presso le tombe di Mawanngdui appartenute alla famiglia Li Zang. Nonostante la moxibustione sia patrimonio della cultura cinese, l’etimologia del termine trova la propria radice nel vocabolario giapponese.

Moxa è un termine inglese che deriva dagli ideogrammi giapponesi Moe e Kusa, che significano rispettivamente “bruciare” e “erba”.

Dunque, “erba che brucia” è l’espressione che ci introduce all’interno dei segreti di questa affascinante pratica terapeutica, sconosciuta all’occidente fino a qualche decennio fa.

I principi su cui si fonda sono gli stessi che regolano il funzionamento della più celebre agopuntura: si ricerca il ripristino dell’equilibrio Yin-Yang dell’organismo, agendo su specifici punti posizionati lungo il percorso dei Meridiani energetici.

Quindi, la tecnica della moxibustione si concretizza nella combustione dell’Artemisia e nel conseguente riscaldamento di quelle aree cutanee che interessano i punti di agopuntura, con l’obbiettivo di risolvere un evento patologico. Nella tradizione cinese il ricorso a questo metodo terapeutico è consigliato in relazione a patologie croniche e altri disturbi di lunga durata.

Nello specifico, la medicina cinese afferma la validità e l’efficacia della moxibustione in presenza di malattie riconducibili alla presenza di Freddo o Umidità all’interno del corpo, sia che questi abbiano una derivazione esterna (agenti climatici) o interna (scompensi di yang).

Il calore trasmesso ristabilisce il flusso ordinario dell’energia e del sangue nel corpo, ripristinando l’equilibrio psico-somatico.

Un altro elemento interessante della moxibustione riguarda la relativa facilità con cui si può apprendere e mettere in atto. A differenza dell’Agopuntura, che necessità di speciali competenze ed abilità manuali, i metodi Moxa si possono acquisire facilmente e in tempi brevi. Ognuno, dunque, ha la possibilità di praticare questa preziosa tradizione applicandola su di sé o suoi propri cari.

Infine, per completezza, va ricordato che i sigari di Moxa non sono l’unica soluzione per l’esercizio della moxibustione. Quest’ultima, infatti, può essere esercitata anche attraverso altri strumenti: coni o aghi riscaldati. Ma, ciò che non muta in questa diversa tipologia di applicazioni, è la materia prima alla base di questa antica terapia cinese: la tanto popolare quanto preziosa Artemisia vulgaris.

I sigari di Moxa a servizio della Moxibustione

I sigari di Moxa sono lo strumento indispensabile attraverso cui il calore svolge la propria azione benefica e rigeneratrice. L’Artemisia, racchiusa all’interno di essi sotto forma di polvere lanuginosa, nel momento della combustione sprigiona un calore profumato ed intenso, che diffondendosi nel corpo riequilibra i meridiani energetici.

Ma ora vediamo come si svolge nel concreto questo trattamento terapeutico. Originariamente, erano previste due modalità di trasmissione del calore: quella diretta e quella indiretta. Quest’ultima risulta essere, di gran lunga, la più diffusa e utilizzata.

Attraverso questo trattamento il calore viene trasmesso per induzione: il sigaro di Moxa viene acceso ad un’estremità e, quindi, avvicinato alla superficie cutanea da cui dipende l’evento patologico.

A questo punto, la terapia indiretta può proseguire in due modi differenti: mantenendo fermo il sigaro, oppure effettuando dei movimenti rotatori, sempre in prossimità del punto prescelto.

Nella prima ipotesi, il sigaro deve distanziare dalla cute 3 cm e tale posizione deve essere protratta per 5 minuti. In questo frangente di tempo, il paziente deve avvertire il calore ma quando questo è troppo intenso e diventa insopportabile, deve avvisare il terapista che, a sua volta, provvederà a distanziare il sigaro dalla pelle per poi, una volta cessato il fastidio, riavvicinarlo.

Nella seconda ipotesi, invece, la distanza tra sigaro e cute può essere accorciata, ma il movimento rotatorio deve durare più a lungo: dai 20 ai 30 minuti.

Secondo i dettami della medicina tradizionale cinese, i meccanismi d’azione di questa terapia sono riassumibili nel seguente modo:

  • Riscaldamento dei meridiani e dispersione del freddo: agisce sui disturbi legati alla penetrazione del vento freddo, i dolori articolari che bloccano la circolazione energetica all’interno dei Meridiani.

  • Riscaldamento degli organi interni ed azione analgesica.

  • Effetto antishock e rianimazione.

  • Rispetto a varie forme di ascessi cutanei, esercita con efficacia azione antiedematosa, cicatrizzante e disinfettante.

  • Rafforza le difese immunitarie opponendosi e respingendo le energie patogene.

  • Regolazione del “Qi ribelle”: ci si riferisce all’alterazione energetica che comporta l’insorgenza di una patologia. Secondo la medicina cinese tradizionale, infatti, la soluzione del disturbo passa attraverso il riequilibrio energetico di una determinata area. In questo modo, la moxibustione può ripristinare i movimenti contrari dell’energia dello Stomaco e del Polmone, curando vomito, nausea e tosse.

Le controindicazioni

Questa antica pratica curativa, a differenza dell’Agopuntura, può essere esercitata senza specifiche competenze professionali in ambito medico. Tuttavia, prima di cimentarsi con questo metodo terapeutico, si consiglia la partecipazione ad un corso base e la piena consapevolezza circa le sue controindicazioni.

La moxibustione è perentoriamente sconsigliata a persone con ipertensioni arteriose o che presentano temperature corporee molto alte, in genere sopra i 38°. È sempre vietata alle donne durante il ciclo mestruale e ai bambini.

Infine, è assolutamente vietata la trasmissione per via diretta, in quanto, prevedendo il contatto tra il sigaro e la pelle, determina sempre un ustione di secondo grado e la conseguente comparsa di una vescicola subepidermica.