La pianta della quinoa. Che cos’è?

La quinoa, Chenopodium quinoa, è una pianta erbacea, originaria del Sud America e appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae, di cui fanno parte anche gli spinaci e le barbabietole. Pur non essendo una graminacea, il suo utilizzo e consumo non differisce da quello dei veri cereali e, per questa ragione, viene indicata come “pseudo-cereale”.

In natura esistono più di 250 varietà di questa pianta che si caratterizza per un ciclo di vita annuale ed un’altezza massima di tre metri. Il suo aspetto rispecchia alla perfezione la vivacità che contraddistingue la cultura del continente latino: con le sue foglie che variano dal verde al rosso è un tripudio di colori vividi ed accessi. Difficile non notarla o rimanerne indifferenti.

Tanto attraente e variopinta quanto resistente e avvezza alle condizioni più estreme: da più di 5000 anni, la quinoa prospera con successo lungo le altitudini della Cordigliera delle Ande e nei territori che circondano il vasto lago Titaca al confine tra Bolivia e Perù. Né siccità, né gelo, né terreni impervi e caratterizzati da alta salinità hanno potuto ostacolare la crescita e lo sviluppo di questa splendida pianta che, ancora oggi, continua a riempirci di meraviglia per l’aspetto e gli straordinari valori nutrizionali.

Valori nutrizionali della quinoa

La quinoa, per quanto riguarda proprietà benefiche e caratteristiche nutrizionali, non ha più segreti da nascondere. Il 21 febbraio del 2013, presso la sede delle Nazioni Unite, è stato annunciato l’anno internazionale della quinoa, con lo scopo di promuovere e diffondere l’eccezionalità di questo alimento.

Questa pianta, infatti, non solo si afferma per la grande capacità di adattamento a situazioni ambientali differenti, ma anche per l’indubbio valore nutritivo. Per queste ragioni, di fronte all’esigenza di soddisfare il fabbisogno alimentare di una popolazione in costante crescita, si presta come la soluzione ideale, una ricca fonte di cibo per tutti quei paesi che giacciono in una situazione d’insicurezza alimentare.

Ora vediamo, nel dettaglio, le componenti biologiche e nutrizionali di questo cosiddetto pseudo-cereale. 

Valori nutrizionali per 100 g di Quinoa
Parte edibile 100%
Valore energetico 368 Kcal
Grassi totali 6,07 g
Carboidrati 64,16 g
Proteine 14,12 g
Fibre 7 g
Acqua 13,28 g
Amido 52,22 g
Ceneri 2,38 g
Acidi grassi monoinsaturi 1,613 g
Acidi grassi polinsaturi 3,292 g
Acidi grassi saturi 0,706 g
Colesterolo 0 mg
Calcio 47 mg
Sodio 5 mg
Fosforo 457 mg
Potassio 563 mg
Ferro 4,57 mg
Magnesio 197 mg
Zinco 3,1 mg
Rame 0,59 mg
Manganese 2,033 mg
Selenio 8,5 mcg
Betaina 630,4 mg
Tiamina, vitamina B1 0,36 mg
Riboflavina, vitamina B2 0,318 mg
Niacina, vitamina B3 o PP 1,52 mg
Acido Pantotenico, vitamina B5 0,772 mg
Piridossina, vitamina B6 0,487 mg
Vitamina E, alfa-tocoferolo 2,44 mg
Colina, vitamina J 70,2 mg
Beta-Carotene 8 mcg
Folati 184 mcg

Proprietà benefiche della quinoa

Grazie all’elevato contenuto di vitamine, micronutrienti e amminoacidi essenziali, il consumo della quinoa, nelle forme più diverse (zuppe, insalate o derivati della sua farina), può apportare al nostro organismo molti benefici. Allora, vediamo, nel dettaglio, quali sono i fattori che suggeriscono l’assunzione di questo alimento:

  • Elevata concentrazione di flavonoidi: nella quinoa è stata individuata, in grandi quantità, la presenza di quercetina e Kaempferol. Queste due sostanze appartengono alla categoria dei flavonoidi, molecole antiossidanti che possono svolgere importanti e differenti funzioni: antiinfiammatorie, antivirali, antitumorali e antidepressive.

  • Basso indice glicemico: nella quinoa l’indice glicemico misura 53, un valore basso che permette alle persone affette da diabete o malattie cardiache di consumarla senza correre il rischio di innalzare il livello di glucosio nel sangue.

  • Importante fonte di minerali: contiene potassio, magnesio, zinco e ferro. Si tratta di elementi chimici fondamentali per il nostro organismo, in quanto adibiti alla produzione e regolazione di diversi enzimi e ormoni.

  • Buona concentrazione di fibre solubili: le fibre solubili contribuiscono ad abbassare il colesterolo ed il livello degli zuccheri nel sangue. Sono caratterizzate da un forte potere saziante e, pertanto, si conciliano benissimo nelle diete.

  • Assenza di glutine: è ideale per i celiaci e per tutti coloro che seguono una dieta priva di glutine.

  • Presenza di tutti gli amminoacidi essenziali: una delle virtù più importanti della quinoa consiste proprio nella presenza di tutti i 9 amminoacidi essenziali. Queste sostanze, che non possono essere prodotte automaticamente dal nostro organismo, ricoprono un ruolo fondamentale nella sintesi proteica.

Coltivazione biologica della quinoa in Sud America

Il Sud America è la patria incontrastata della quinoa ed, in particolar modo, il Perù dove si concentra più del 50% della coltivazione mondiale.

In questi territori, che rappresentano l’habitat naturale di questa pianta, il metodo colturale è profondamente legato alle pratiche manuali ed alle tradizioni. Qui, infatti, gli agricoltori non sono semplici contadini ma attenti e fedeli custodi di un’eredità preziosa e millenaria. Non svolgono un semplice lavoro ma una missione: preservare la purezza della quinoa da ogni tipo di contaminazione, bandendo l’innovazione e qualsiasi metodo convenzionale.

Pertanto, il terreno non viene mai sfruttato con concimi chimici ma solo valorizzato nella sua naturale vocazione ad ospitare questo tipo di coltivazione. La semina viene fatta a spaglio e la raccolta è realizzata rigorosamente a mano, pianta per pianta.

quinoa-in-ciotola

 

In Sud America coltivare la quinoa significa rispettare le abitudini e gli insegnamenti del passato, aderendo spontaneamente ad un regime di coltivazione biologica; una condizione indispensabile per conservare il grande valore nutritivo che ha fatto di questo alimento un autentico ambasciatore del benessere e della biodiversità.

Paella alla quinoa: una gustosa ricetta

Ingredienti: 300 gr di quinoa, 40 gr di piselli lessati, olio extravergine d'oliva, sale marino grosso, curcuma in polvere, 3 spicchi d'aglio, 2 peperoni rossi, 2 zucchine, 1 cipolla.

Procedimento:

  • Per prima cosa versate la quinoa in una pentola d’acqua bollente salata e poi aggiungete la curcuma in polvere. I tempi di cottura possono oscillare tra i dieci e i 15 minuti.

  • Prendete gli ortaggi e, dopo averli tagliati a tocchetti, cuoceteli in padella con un filo d’olio.

  • A questo punto unite la quinoa, cotta e scolata, con i piselli lessati e fate saltare il tutto, per qualche minuto, nella padella già contenente gli ortaggi.

Pochi, semplici passaggi e avrete a vostra disposizione un’interessante rivisitazione vegana del celebre piatto spagnolo.

Un po’ di storia: quando la quinoa rischiò l’estinzione

La storia della quinoa è legata indissolubilmente a quella della popolazioni indigene che abitavano i territori delle Ande più di 5000 anni fa. Il popolo Inca nutriva una vera e propria devozione nei suoi confronti. Tale pianta, infatti, all’interno di un ecosistema poco generoso ed addirittura ostile, rappresentava una sicura fonte di sostentamento. Capace di crescere ad elevate altitudini e di resistere alle condizione più avverse, era considerata come un vero e proprio dono divino. Venne battezzata Chisaya Mama, “la madre di tutti i semi”, e messa al centro di numerosi rituali religiosi. Un vero e proprio simbolo, costituente parte integrante della cultura e della religiosità dell’antica civiltà precolombiana.

Nel sedicesimo secolo, però, la quinoa rischiò l’estinzione così come il suo affezionato popolo. Era il 1532 quando il conquistador spagnolo Francisco Pizarro, alla guida di un’armata di 158 soldati, soggiogò la popolazione che abitava le Ande. Con l’obbiettivo di distruggerne la cultura e convertirli al cattolicesimo vietò la coltivazione della quinoa e la sostituì con quella del grano. Chi tentava di coltivarla poteva essere punito con il taglio delle mani o, addirittura, essere giustiziato.

Ma la minaccia della morte non frenò alcuni contadini che, in zone nascoste ed isolate, si prodigarono per la sopravvivenza di questa coltura. E così, grazie al coraggio di pochi e, ovviamente, anche all’incapacità del grano di attecchire sulle Ande, questa incredibile pianta evitò la scomparsa e, lentamente, riprese il sopravvento, giungendo incolume e abbondante fino ai giorni nostri.