Introduzione

Nome scientifico: Origano Vulgaris da non confondere con l’Origano Maiorana (comunemente conosciuta come maggiorana): due delle cinquanta specie di origano attualmente riconosciute.

L’etimologia della parola origano deriva dal greco Oros (monte) e Ganaos (splendore), letteralmente delizia del monte. Pianta aromatica e spontanea, cresce tutto l’anno: è sufficiente un terreno battuto dai raggi del sole e ben drenato, che non permetta all’acqua di ristagnare; può crescere, infatti, anche in montagna, sui pendii assolati e aridi, fino a quota 1800 m. Appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, si presenta come un cespuglio dalle foglie piccole e a forma di cuore; i fiori, a seconda della specie, variano il proprio colore dal bianco al rosa. E’ caratteristico del bacino Mediterraneo, lo si può trovare anche in Asia e in Africa. In Italia, è una delle erbe aromatiche più amate e coltivate: l’aumentato interesse e consumo, da parte dell’erboristeria e della ristorazione, ne ha accresciuto la superficie coltivata.

 

Uso in cucina

In cucina l’origano essiccato è usato per aromatizzare i vari piatti.

L’origano, come il basilico, rappresenta un must della cucina italiana: dall’insalata caprese alla pizza margherita, dal condimento di piatti di mare a quelli di carne, una nota aromatica che può essere usata ovunque si voglia.

La procedura di essicazione inizia quando giunge il tempo della fioritura: si tagliano tutti i rametti fioriti, si legano insieme e si appendono capovolti in un ambiente ben ventilato. Poiché l’origano non perde le sue proprietà durante l’essiccazione, una volta che i fiori e le foglie si seccano, si frantumano tra le mani, e si raccolgono all’interno di contenitori o sacchetti di carta per la conservazione.

 

Uso in terapia

L’origano può sembrare apparentemente una “semplice” erba aromatica; in realtà, la Natura ha deciso di racchiudere in esso dei micronutrienti, la cui conoscenza ci permette di usarlo anche come pianta medicinale: antinfiammatorio, antisettico, antispasmodico.

I micronutrienti citati sono:

  • Acido rosmarinico
  • Timolo
  • Carvagrolo

Non sono molti a sapere che l’acido rosmarinico riesce a sopprimere le reazioni allergiche. Liberi finalmente di fare passeggiate con il proprio cane senza lacrime, goccioline dal naso, occhi gonfi, fila di starnuti! Esso è presente anche in altre piante della famiglia Lamiaceae, come il rosmarino, la maggiorana, la salvia.

Interessante è anche il timolo: viene in aiuto dopo un lauto pranzo, ottimo come digestivo… niente più cinta dei pantaloni slacciata! Il timolo ci protegge anche da malattie respiratorie: riscaldate la voce, prendete fiato e sentitevi liberi di cantare di nuovo a squarciagola, in macchina come sotto la doccia!

Molto importante il ruolo del carvagrolo: alcuni studi, effettuati dalla Long Island University, ne hanno evidenziato le proprietà antitumorali. Con questo non si vuole certamente affermare di aver scoperto una cura invincibile, ma attraverso il carvagrolo si può prevenire l’insorgenza di cellule tumorali, che si auto-distruggono in sua presenza.

Veniamo poi all’incubo che coinvolge la maggior parte delle donne, anzi due incubi: il dolore mestruale e i fastidiosi inestetismi della cellulite. E’ sufficiente immergere le foglie di origano essiccate in acqua bollente e bere l’infuso: duplice vantaggio, in un sola volta, con poca fatica! Per riattivare la circolazione e per la stessa cellulite si può preparare un olio drenante a base di olio di calendula, essenza di limone, di rosmarino, di arancio, di origano, di lavanda.

Anche la vitamina C è presente tra i principi dell’erba officinale: agisce contro le infiammazioni e i radicali liberi che causano l’invecchiamento cellulare.

Tra i sali minerali troviamo ferro, potassio, calcio, manganese.

Ultima proprietà, ma non meno importante, è quella analgesica: l’origano permette di combattere parassiti intestinali.

Solitamente, in caso di un utilizzo terapeutico, viene usato l’olio essenziale di origano, concentrato e con tutte le proprietà descritte.

 

Curiosità storiche…

Leggendo qua e là, tra un articolo ed un altro, avrete notato come le soluzioni che la Natura ci offre per prenderci cura del nostro corpo, non sono un fatto nuovo, ma la loro conoscenza è molto antica, talmente antica che si perde nel tempo. Avviene anche per l’origano: le prime coltivazioni dell’erba officinale, attestate, si trovano su documenti risalenti all’antica Persia. Poi si diffuse tra i Greci e i Romani come erba aromatica, usata da tutti, nobili e meno nobili. Nel Medioevo, i mercanti, in viaggio lungo la Via della Seta, vendevano la pianta dell’origano per guarire da vomito, diarrea, febbri. Nel ‘600 ebbe inizio la tecnica dell’essicazione: divenne un repellente per gli insetti, oppure additivo al tabacco. L’origano fu commercializzato in tutto il mondo, perdendo spesso le sue caratteristiche organolettiche poiché di volta in volta costretto ad adattarsi al nuovo ambiente. I soldati Americani che occuparono l’Italia durante la seconda guerra mondiale (nonostante l’origano fosse giunto nel Nuovo Mondo secoli prima), riscoprirono l’aroma della pianta e se ne innamorarono così profondamente che una volta tornati in patria cominciarono a richiederla sempre di più.

 

 

…e leggendarie

Varie leggende investono la pianta di origano.

  1. Si narra la storia antica, appartenente alla mitologia greca, che la prima a coltivare l’origano fosse stata Afrodite, dea dell’amore. Ella amava circondarsi di questa pianta dal profumo intenso sul monte Olimpo. Da qui deriverebbe l’origine del nome Oros Ganos.
  2. Una seconda leggenda, invece, racconta come il principe di Cipro amasse raccogliere fiori ed erbe per ricavarne profumi. Quando scoprì l’aroma perfetto, ne fu così entusiasta che decise di portarlo in dono al re in un’ampolla. Questa però si ruppe, il principe morì dal dispiacere e gli dei dell’Olimpo, in suo onore, decisero di trasformarlo in una pianta aromatica: l’origano.
  3. Lo stemma dell’Università di Parigi è formato da tre cicogne che portano nel becco un rametto di origano a testa. Si dice, infatti, che la scoperta del potere curativo della pianta sia dovuto all’osservazione delle cicogne, che se ne cibano dopo aver ingoiato sostanze tossiche.

 

Attenzione

L’origano non ha controindicazioni particolari ma è sconsigliato a chi ha allergie verso piante appartenenti alla sua stessa famiglia: menta, timo, basilico.