La coltivazione della pianta: semina e raccolta

La pastinaca sativa è una pianta erbacea della famiglia delle Ombrellifere che viene coltivata e consumata in Europa principalmente come ortaggio. Produce tuberi dall’aspetto molto simile al topinambur, al rutabaga e al ravanello giapponese (daikon), e viene apprezzata in cucina sia per i suoi valori nutrizionali che per il suo sapore robusto e agrodolce.

Il periodo ideale per interrare i semi della pastinaca sativa è quello compreso tra febbraio e giugno. La coltivazione di questo tubero è abbastanza semplice e alla portata di tutti poiché essendo per natura una pianta selvatica cresce bene anche in terreni poveri e incolti.

Per ottenere un raccolto abbondante è preferibile tenere a bagno i semi per una notte prima di sotterrarli in piena terra. La pastinaca, per crescere nel migliore dei modi, necessita di molto spazio e si consiglia perciò di non coltivarla in vaso ma solo nell’orto. La germinazione avviene dopo circa due settimane dalla semina mentre la raccolta potrà essere effettuata a partire già da settembre.

Le sementi di pastinaca devono essere allineate preferibilmente ad una distanza di 35 cm le une dalle altre ed essere collocate nel terreno ad una profondità di circa un centimetro e mezzo. Il terriccio deve essere tenero, dissodato e ben esposto alla luce del sole. La concimazione è utile ma non indispensabile e può essere realizzata con del semplice compost casalingo.

L’innaffiatura deve essere effettuata con regolarità e moderazione, evitando in questo modo che i ristagni d’acqua facciano marcire le radici. Il clima ottimale per questa pianta è quello mediterraneo ma resiste senza alcuna difficoltà anche alla temperature più rigide dell'inverno.

Le ricette e le proprietà in cucina

La pastinaca può essere utilizzata in cucina alla stregua di una carota. Dopo averla privata della buccia può essere perciò consumata cruda, in pinzimonio, in insalata, essere soffritta e usata come condimento per la pasta, essere bollita e aggiunta nelle zuppe o ancora essere cotta al vapore o essere gratinata al forno. I modi e le ricette per gustarla non mancano di certo, così come non mancano i motivi per farlo.

Questo ortaggio contiene infatti nutrienti importanti quali fibre, potassio, calcio, magnesiovitamina C e K. È inoltre del tutto privo di colesterolo e poverissimo sia di grassi che di calorie. La più grande virtù della pastinaca è tuttavia un’altra, ovvero la capacità di prevenire la comparsa di neoplasie al colon.

È molto conosciuta anche per le sue proprietà diuretiche, digestive, antiossidanti e dimagranti e per la capacità di rinvigorire l’organismo in caso di convalescenza e debolezza fisica. Il suo consumo rafforza inoltre le difese immunitarie ed è perciò consigliato in caso di influenza e disturbi da raffreddamento.

Le qualità benefiche della pastinaca possono essere sfruttate anche per la preparazione di decotti e oli essenziali curativi. L’olio di pastinaca viene ricavato dalla spremitura dei semi e viene impiegato sia come antimicrobico naturale per la pelle e per l’intestino sia come sostegno per sollecitare le funzioni della cistifellea. Questa pianta è nota anche in ambito farmaceutico per il suo potere febbrifugo e antireumatico.

Allergie e controindicazioni

Come ogni altro vegetale, anche la pastinaca sativa è una specie presente in natura in numerose varietà diverse. Tra tutte le sue sottospecie quella che desta però maggiore attenzione e curiosità è la cosiddetta pastinaca comune o pastinaca sativa subsp. urens. Si tratta infatti di una varietà particolarmente nociva per l’uomo in quanto ha un effetto urticante che può provocare eczemi e persino scottature di secondo grado. Questa pianta non viene tuttavia utilizzata né in ambito gastronomico né erboristico e può essere rinvenuta solamente allo stato selvatico.

Anche la pastinaca usata in cucina potrebbe tuttavia produrre effetti collaterali in alcuni soggetti particolarmente sensibili. La sostanza responsabile delle reazioni allergiche è il falcarinolo, un composto solitamente utile e prezioso per la salute dell’uomo ma che si rivela dannoso per coloro che ne sono intolleranti. Il falcarinolo si trova anche all’interno di altri alimenti come carote, sedano e prezzemolo ed è conosciuto soprattutto per le sue proprietà anti-tumorali.