Mentre il miele è conosciuto sin dall'antichità, fu solo alla metà del secolo XVII che si scoprì che le larve delle api regine ricevevano un'alimentazione speciale, diversa dal nutrimento delle operaie e dei fuchi, la pappa o gelatina reale.

Essa è il nutrimento esclusivo della regina dal momento in cui l'uovo si schiude e per tutta la sua vita. Certo, tutte le larve dell'alveare sono nutrite con pappa reale i primi tre giorni di vita, ma se la larva non è destinata a diventare una regina, il regime alimentare cambia.

Dopo il terzo giorno, infatti, le larve delle operaie e dei fuchi vengono nutrite con una miscela di nettare (o miele diluito in acqua) e polline.

L'Elisir di lunga Vita

Il fatto che la gelatina reale fosse alla base dell'eccezionale sviluppo e capacità della regina ha creato negli anni Sessanta una vera e propria infatuazione per il prodotto, sostenuta da una pubblicità che la presentava come una miracolosa panacea, un elisir di giovinezza e lunga vita. Oggigiorno, fatta piazza pulita di tale aspettativa, sono state invece messe in luce le sue reali virtù, unanimemente riconosciute anche in ambito medico.

È infatti indubitabile che le sue proprietà debbano essere notevoli. Mentre le operaie e i fuchi vivono da 4 a 6 settimane d'estate e fino a un massimo di 5-6 mesi d'inverno, la speranza media di vita di una regina si aggira intorno ai 3-4 anni, con una durata massima di 5.

Essa inoltre è in grado di compiere spettacolari performance, visto che in un giorno può deporre l'equivalente del suo peso in uova; è dotata di organi di riproduzione, mentre le altre api non li posseggono; nasce in soli 16 giorni, mentre le operaie ne impiegano 21 e i fuchi 24.

Infine, se la larva dell'operaia incrementa di oltre mille volte il suo peso in cinque giorni, di cui tre alimentandosi solo con pappa reale, la larva reale, beneficiando di cinque giorni completi di alimentazione con pappa reale, vede il suo peso incrementare di circa duemila volte.

Da dove viene

La pappa reale è secreta dalle giovani api operaie incaricate di allevare la covata. Le ghiandole che la producono entrano in funzione soltanto dopo il terzo giorno di vita dell'ape e si atrofizzano alquanto rapidamente, a partire dall'undicesimo giorno, cessando la loro attività. In tale arco di tempo, la giovane ape si fa nutrice.

La pappa è una secrezione biancastra, dai riflessi madreperlacei, dalla consistenza gelatinosa e dal sapore marcatamente acido, pungente, debolmente zuccherino.

La sua consistenza tende a ispessirsi con l'invecchiamento e il colore può modificarsi a contatto con l'aria.

Un cocktail di vitamine

Come per gli altri prodotti dell'alveare, anche per la pappa reale non si deve dimenticare che la composizione può essere influenzata da diversi fatto­ri, quali la zona di provenienza, il pe­riodo di raccolta, le caratteristiche bio­logiche delle api nutrici. In ogni caso se ne possono delineare alcune caratte­ristiche principali.

La pappa reale contiene anzitutto una certa percentuale d'acqua, che oscilla mediamente intorno al 66%. Sono quindi presenti zuccheri in una per­centuale media del 15% circa e precisa­mente glucosio, fruttosio, saccarosio, maltosio ecc. Vi si trovano protidi (so­stanze azotate) in una percentuale che si aggira intorno a una media del 13%, gran parte dei quali sottoforma di am­minoacidi indispensabili all'organismo umano. I lipidi vi sono contenuti in una percentuale che si aggira intorno al 5% circa.

E' stato inoltre isolato un gran numero di vitamine, tra cui tutte quelle del gruppo B; in particolare è stato dimo­strato che la pappa reale è l'alimento più ricco di acido pantotenico (vit. B5), una sostanza che svolge un ruolo fonda­mentale nel metabolismo cellulare e che si trova nelle cellule dei muscoli, del fe­gato, dei reni e del cervello. Buona è an­che la presenza di sostanze minerali e oligoelementi, tra cui calcio, rame, fer­ro, fosforo, potassio, silicio, zolfo - so­stanze queste ultime che giocano an­ch'esse un ruolo fondamentale a livello delle numerose reazioni che regolano il metabolismo. Sono stati infine indivi­duali diversi altri costituenti "minori", ma non per questo meno importanti: un fattore antibatterico e antibiotico, sostanze ormonali, un fattore che sembra essere in grado di favorire la crescita, oltre a diverse altre sostanze attualmente ancora sconosciute, dalle quali probabilmente dipendono le sue molteplici e sorprendenti proprietà.

Degli studiosi russi hanno recentemente scoperto che la gelatina reale contiene acido ribonucleico e desossiribonucleico, che costituiscono la parte essenziale delle cellule dell'organismo umano.

La raccolta

In condizioni normali le api non producono grandi quantità di pappa reale, né sono organizzate per la sua conservazione, come invece avviene spon­taneamente nel caso del polline e del miele. In un alveare, normalmente, si producono solo piccole quantità di pap­pa reale per l'alimentazione delle larve nei primi tre giorni di vita e della regina per tutta la durata della sua esistenza. Una tale organizzazione ha rappresen­tato per l'uomo una serie di ostacoli difficilmente superabili allorquando si sono avanzati i primi tentativi indiriz­zati alla raccolta del prodotto. Oggi questi ostacoli sono stati aggirati e con l'ausilio di speciali tecniche è possibile stimolare le api alla secrezione della gelatina, che può perciò essere prodotta in discrete quantità.

La gelatina viene prelevata da celle reali non opercolate, dopo aver eliminato la larva della regina con una pinzetta o un uncino: la quantità contenuta in una cella reale può variare da 200 a 350 mil­ligrammi. Non è possibile invece estrarre la pappa reale da celle di api operaie con larve di età inferiore ai tre giorni, perché le quantità di gelatina sono trop­po piccole per giustificare l'operazione. Le api costruiscono spontaneamente delle celle reali in numero di 5-10 o an­che 15 in diversi casi: nel caso di scia­matura naturale, sostituzione della regi­na senza sciamatura, orfanità della regi­na per causa di morte, perdita, preleva­mento da parte dell'apicoltore. Se si do­vesse però contare solamente sulla pro­duzione naturale di pappa reale, essa sa­rebbe un alimento alquanto raro.

È proprio per questo che l'apicoltore si­mula una condizione di orfanità rispet­to alla quale le api iniziano la costruzio­ne di celle reali in gran numero. Questo lavoro è facilitato dall'apicoltore che introduce precedentemente nell'alveare cupolini di cera simili a celle reali, ciascuno "innestato" con una giovane larva all'interno, in modo da indurre le api a depositarvi la pappa reale.

In un allevamento razionale sono presenti centinaia e centinaia di queste celle reali, che vengono sistematicamente asportate a settantadue ore dall'innesto, dopo essere state riempite di pappa reale dalle nutrici che hanno risposto a una simulazione di assenza della regina.

Sarà quindi compito dell'apicoltore di provvedere a un'immediata e delicata conservazione del prodotto.

La pappa reale riservata a usi terapeutici dev'essere infatti raccolta in maniera sterile e conservata in condizioni di assoluta asepsi e in speciali vasi di vetro, al riparo dall'aria, dalla luce e dal calore, a una temperatura ideale di 2 °C.

Essendo una sostanza straordinariamente labile, senza tutte queste precauzioni corre il pericolo di una precoce distruzione. Teme inoltre in modo particolare l'umidità dell'ambiente, poiché essendo grandemente idrofila, rischia di diventare un terreno ideale di proliferazione di germi e muffe.

Il tempo di conservazione del prodotto non deve superare l'anno e mezzo; oltre questo periodo perde infatti gran parte delle sue proprietà.

Diverso è invece il discorso per la pappa reale liofilizzata, che può conservarsi invece per tempi molto lunghi: dev'essere reidratata al momento dell'uso.

Proprietà curative della Pappa Reale

La pappa reale è un alimento indubbiamente ricco di numerosi elementi indispensabili alla vita, tuttavia sembra che la sua azione sull'uomo sia dovuta molto più alla frazione sconosciuta dei suoi costituenti che all'insieme degli elementi svelati dalle analisi di laboratorio.

Gli amminoacidi, le vitamine, gli oligoelementi presenti, pur non giocando un grande ruolo sul piano quantitativo, possono averne uno grandissimo qualitativamente con la loro associazione. Oltre a proprietà antisettiche e battericide, le esperienze cliniche hanno messo in evidenza diverse proprietà di carattere generale.

Anzitutto un miglioramento del metabolismo intracellulare e dello stato generale dell'organismo, con un aumento dell'energia vitale. Poi un'azione sulle ghiandole cortico-surrenali che combatte gli stati depressivi, l'astenia, gli esaurimenti nervosi, la fatica fisica. È stato notato un accrescimento del peso corporeo in caso di convalescenza, anemia, inappetenza, oltre a una stimolazione psichica, un aumento generale della vitalità e un rallentamento dell'invecchiamento dell'organismo e della pelle. In particolare la gelatina pare essere in grado di esplicare un'azione cardiotonica (rinforza il tono del muscolo) e cardiotropa (dilatazione dei vasi coronarici), tende inoltre a riequilibrare la pressione arteriosa. Esplica anche una generale azione epatoprotettiva ed è stata sperimentata la sua efficacia in caso di ulcera duodenale.

Riassumendo, si può quindi dire che la pappa reale è un ottimo stimolante, tonificante ed euforizzante, generatrice quindi di una sensazione di benessere; è inoltre un valido riequilibrante, particolarmente a livello nervoso, e un altrettanto buon rivitalizzante.

È dunque consigliabile soprattutto in casi di astenia, impotenza sessuale, invecchiamento precoce degli organi e della pelle, depressione, sovraffaticamento. Nella gravidanza, in particolare, è stata sperimentata una valida azione epatoprotettiva, la capacità di regolare le funzioni intestinali, di equilibrare il sistema nervoso e i componenti biochimici che regolano le contrazioni muscolari dell'utero.

Le cure con la Pappa Reale

La pappa reale può essere assunta come unica sostanza curativa o essere associata con altri prodotti complementari come miele, polline, diversi prodotti dietetici e alimentari.

Le forme più utilizzate sono la pappa reale naturale pura sia fresca sia liofilizzata e la pappa miscelata con miele.

La pappa naturale pura fresca è, secondo diversi ricercatori, la migliore ed è disponibile in capsule o piccoli vasetti; va conservata in frigorifero a una temperatura compresa tra 0 e 5 °C, nella parte alta. Il dottor Donadieu, dopo anni di regolari prescrizioni e di raccolta di informazioni, consiglia la posologia che segue. Per quanto riguarda la pappa reale fresca, per un adulto prevede una dose minima al giorno da 100 a 300 mg, una dose media (abituale) di 500 mg e una dose d'attacco o d'urto, in casi ur­genti o gravi, da 800 mg a 1 g. Nei ragazzi e secondo l'età, si riducono solita­mente a metà o a un quarto le dosi pre­cedentemente citate, preferibilmente sotto il controllo di un medico.

Per quanto riguarda la pappa reale lio­filizzata, consiglia un terzo delle dosi indicate.

L'assunzione, secondo il Donadieu, do­vrebbe preferibilmente avvenire al mat­tino a digiuno per via sublinguale, ossia lasciandola sciogliere sotto la lingua.

La durata di una cura può variare se­condo l'individuo, le indicazioni, i risul­tati che si attendono e le dosi utilizzate.

Come regola, però, non dovrà mai esse­re inferiore a un mese per poterne rica­vare i migliori risultati possibili ed è consigliabile protrarla almeno per sei settimane, rinnovabili più volte l'anno.

La pappa reale purificata e liofilizzata può essere somministrata anche attra­verso iniezioni sottocutanee, con dosi in progressivo aumento, partendo soli­tamente da fiale di 20 mg di estratto secco e da fiale da 2 cc di solvente.

 

 

 

Tratto da "Miele, Polline, Pappa Reale, Propoli e Veleno - Proprietà e virtù dei prodotti dell'alveare e l'apiterapia" di Walter Pedrotti. Demetra Edizioni.