La "scoperta" del Padma 28

Attualmente il Padma 28 è forse il rimedio tibetano più noto in Europa e nel mondo occidentale. Senz'altro è quello più studiato.
Il suo arrivo in Europa si deve a una famiglia di medici tibetani, i Badmaev, e all'informatore farmaceutico svizzero Karl Lutz.
Questa storia comincia a metà del XIX sec. con Sultim Badma, medico tibetano insediatosi a Taptanai, un paesino della Siberia a un centinaio di chilometri dal confine con la Mongolia, che, grazie alle sue conoscenze mediche, riuscì a fermare una spaventosa epidemia di tifo esplosa appunto nella regione orientale della Siberia.

Come compenso per questa sua prestazione egli chiese ed ottenne di potersi trasferire a San Pietroburgo, dove aprì uno studio medico e una farmacia e si fece ribattezzare col nome di Alexander Alexandrovic (in onore dello zar Alessandro II) Badmaev (russizzazione di Badma). Nel giro di poco tempo Badmaev divenne molto noto e iniziò a lavorare all'accademia di medicina dove, su desiderio dello stesso zar, iniziò a tradurre il Gyushi in russo. Presto Sultim chiamò in aiuto anche il fratello Schamsaran, ribattezzato col nome di Pyotr Alexandrovic Badmaev.

Alla morte di Sultim, Schamsaran portò avanti le sue attività, chiamando a sua volta a San Pietroburgo il nipote Zyrenschap, ribattezzato Vladimir Nikolàevic Badmaev, il quale studiò medicina occidentale e iniziò a lavorare nella farmacia dello zio.
Con l'avvento della rivoluzione comunista Schamsaran venne arrestato, morendo pochi giorni dopo il suo rilascio nel 1922, mentre Zyrenschap si rifugiò in Polonia, dove continuò a lavorare come medico, usando, accanto alla medicina occidentale, le sue conoscenze di medicina tibetana e preparandosi da solo i rimedi secondo le ricette tramandate da Sultim.

Nel 1925 Zyrenschap riuscì a guarire un giovane polacco, Johannes von Korvin-Krasinki, la cui malattia era stata data per incurabile da tutti i medici consultati. Il giovane si fece in seguito monaco col nome di padre Cyrill e continuò a occuparsi anch'egli per il resto della sua vita di medicina tibetana, scrivendo libri e tenendo conferenze. Proprio a una di queste conferenze, tenuta da padre Cyrill nel 1954 a Zurigo, partecipò l'informatore farmaceutico Karl Lutz, che da quel momento iniziò a dedicare la sua vita all'introduzione dei rimedi tibetani in Europa.

In particolare, col figlio di Zyrenschap, Peter, iniziò a produrre, secondo gli standard occidentali, i rimedi tramandati da Sultim. A questi rimedi, e alla ditta che fondò, diede il nome di Padma, termine che in sanscrito indica il fiore del loto e il cui suono ricorda quello del nome Badma. Fra i rimedi prodotti iniziò presto a destare un certo interesse quello creato secondo la formula numero 28 del ricettario della famiglia tibetana, che da allora si diffuse, per l'appunto, col nome di Padma 28.

Dal 1977 il Padma 28 è registrato presso l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic No. 58436) come rimedio per i disturbi del sistema circolatorio e dal 1998 è stato inserito, in questo Paese, nell'elenco dei farmaci coperti da assicurazione sanitaria obbligatoria.

Padma 28 o Padma Basic?

Padma 28 è il nome con cui la formula n. 28 del ricettario della famiglia Badma viene commercializzata in Svizzera. In Italia, così come negli Stati Uniti e nella maggior parte dei Paesi europei, questa formula viene venduta sotto il nome di Padma Basic. Ciò è dovuto al fatto che nel Padma Basic manca in realtà una delle componenti della formula del Padma 28.[...]

Si tratta dell'aconito (presente nella formula originale nella quantità di 1 mg a capsula/compressa). L'azione delle due formule, Padma 28 e Padma Basic, pare comunque essere identica.

Una sinergia di più di 10.000 sostanze

Il Padma (facciamo riferimento alla formula originale, cioè il Padma 28) è composto da ventuno ingredienti vegetali, piante o parti di esse, e un minerale (il calcio solfato). Ogni pianta inclusa nella formula ha proprietà medicinali, ma non sono le qualità di ogni singolo ingrediente a decretare il successo del rimedio. Piuttosto è la miscela, ovvero la sinergia fra i vari ingredienti (oltre 10.000 sostanze), a rendere la forza di questo rimedio più potente della somma delle qualità dei singoli componenti.

Gli ingredienti del Padma sono solo in minima parte di origine tibetana o orientale. La maggior parte di essi proviene infatti direttamente dall'Europa. Ciò è dovuto al lavoro di adattamento operato dai Badma che sostituirono le sostanze orientali irreperibili in Europa con ingredienti locali aventi analoghe proprietà ed effetti. Gli ingredienti usati sono finemente macinati, ma rimangono crudi, e i loro dosaggi sono molto bassi.

Per caratterizzare le qualità e i possibili impieghi di un rimedio, i medici tibetani ne descrivono il sapore, l'influsso sui tre princìpi organici e l'effetto sulle malattie per cui viene impiegato. Nel caso del Padma, che si basa su una formula nota fra i medici tibetani come Gabur 25, se ne evidenziano il sapore amaro, piccante e astringente, il suo effetto stimolante nei confronti dell'energia Vento e la sua capacità lenitiva nei confronti dei disturbi legati alla Bile.

Inoltre, i medici tibetani ne conoscono l'efficacia nel trattamento della cosiddetta febbre nascosta. Osservando gli ingredienti del Padma possiamo cercare di tradurre questa descrizione secondo la MTT (Medicina Tradizionale Tibetana) in termini "scientifici". Il tipico sapore piccante e astringente di questo rimedio è dato dalla presenza di tannini, oli essenziali e canfora. L'effetto stimolante nei confronti dell'energia Vento può essere tradotto nell'efficacia verso i disturbi del sistema circolatorio, mentre le caratteristiche lenitive nei confronti della Bile possono essere traslate in proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Infine l'impiego nei casi della cosiddetta febbre nascosta può essere visto come l'efficacia nel trattamento di processi infiammatori cronici.

Lente d'ingrandimento sugli ingredienti del Padma

Gli ingredienti del Padma sono ricchi di flavonoidi, tannini, oli essenziali, fibre e pectine. I flavonoidi e i tannini appartengono alla famiglia dei polifenoli (sostanze prodotte dalle piante che le proteggono dai danni esterni). Sono antibatterici e antiossidanti naturali, quindi rallentano il processo di invecchiamento e danneggiamento delle cellule e agiscono contro i radicali liberi.

In particolare favoriscono la riduzione delle infiammazioni, sono di supporto al sistema immunitario, contribuiscono a mantenere una buona circolazione e un cuore in salute e hanno un effetto antinvecchiamento. I polifenoli vengono studiati negli ultimi tempi anche nell'ambito delle sostanze anticancerogene. Gli oli essenziali contenuti nel Padma hanno poteri calmanti, antinfiammatori, antisettici, antivirali e carminativi (cioè in grado di ridurre la formazione di gas nell'intestino e lenire di conseguenza i dolori da essi derivanti). Le fibre e le pectine hanno proprietà emollienti (ovvero di decongestione dei tessuti infiammati) e di regolazione delle funzioni intestinali.

Studi e ricerche sull'efficacia del Padma

Il Padma, in particolare nella sua composizione originale di Padma 28, è il rimedio tibetano sottoposto al maggior numero di ricerche da parte della medicina occidentale. Ne è stata studiata l'efficacia in moltissimi campi, dall'attività antibatterica a quella antiossidante, dai suoi effetti sul sistema immunitario a quelli sul sistema cardiovascolare, dagli effetti sui pazienti affetti da epatite B a quelli affetti da asma, e in tanti altri casi.

In una revisione sistematica pubblicata nel 2013 su «Research in Complementary Medicine» sono state individuate trenta pubblicazioni distribuite in un arco di trent'anni, per un totale di 1704 pazienti trattati con il verum (il 41% dei quali era costituito da bambini), 333 con placebo e 394 non trattati.

La maggior parte delle ricerche riguardava l'efficacia del Padma nella cura di patologie legate ai disturbi del sistema circolatorio e del sistema immunitario, mostrando risultati positivi per quanto riguarda la sua efficacia e un buon grado di sicurezza e tollerabilità (i disagi più frequenti registrati duranti le ricerche, per lo più di tipo gastrointestinale, si sono presentati, fra l'altro, nei gruppi trattati con placebo).

Infine ricordiamo l'analisi di 147 report prodotti da quindici medici svizzeri sull'uso del Padma nella cura dei pazienti apparsa nel 2001 nella raccolta «Erfahrungsheilkunde». I campi di maggiore applicazione sono risultati quelli correlati ai disturbi cardiovascolari. Ma il Padma è stato usato anche per curare infiammazioni croniche, disturbi delle vie respiratorie, vertigini, astenia, stanchezza, flebiti e allergie. L'efficacia è stata valutata positivamente sia dal medico che dal paziente nel 75% dei casi. Nei tre quarti dei pazienti il Padma è stato usato come rimedio complementare. Un quarto, invece, l'ha ricevuto come unico trattamento. 

 

 

 

Tratto da " Padma e altri rimedi naturali Tibetani" di Astrid Blum. Macro Edizioni.