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 L’olio di palma e le conseguenze sulla salute

Di per sé l’olio di palma non fa male all'organismo. Gli effetti dannosi sulla salute derivano dai processi di raffinazione ai quali viene sottoposto. Il problema principale di quest’olio è il suo elevato contenuto di acidi grassi saturi: queste sostanze - contenute in quantità minori anche in qualsiasi altro olio di origine vegetale - se assunte in dosi eccessive aumentano il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari come ictus e ischemie.

Le ricerche sottolineano come una dieta ricca di grassi saturi possa favorire l’insorgenza di tumori oltre che l’aumento del colesterolo nel sangue. Un consumo eccessivo di olio di palma può inoltre ridurre la sensibilità insulinica peggioramento così la situazione di chi soffre di diabete.

Gli allarmismi sono tuttavia da evitare. Questo prodotto non è infatti da demonizzare in tutto per tutto poiché se assunto in quantità moderate non arreca danni alla salute; soltanto un uso prolungato e continuativo nel tempo può risultare nocivo.

Come riconoscere l’olio di palma sulle etichette

Individuare la presenza di quest’olio all’interno dei prodotti alimentari e cosmetici è oggi meno difficile di quanto possa sembrare. Una direttiva europea del 2014 ha infatti imposto l’obbligo di indicare sulle etichette ogni ingrediente in modo chiaro e riconoscibile.

Nell’elenco qui sotto riportiamo i nomi con cui è possibile designare, e quindi riconoscere, l’olio di palma e i suoi prodotti derivati.

  • Olio di palmisto
  • Palm Kernel
  • Palm fruit oil
  • Palmate
  • Palmitatate
  • Palmoleine
  • Palm Stearine
  • Glycerynl stearate
  • Acido stearico
  • Acido palmitico
  • Elaeis Guineensis
  • Palmitoyl oxostearamide
  • Palmitoyl tetrapeptide3
  • Sodium Kernelate
  • Sodium palm Kernelate
  • Hyrated Palm Glycerides
  • Cetyl Palmitate
  • Octyl Palmitate
  • Palmityl Alchohol

L’olio di palma in cosmesi

L’olio di palma, come anche l’olio di palmisto ricavato dai semi, è un ingrediente spesso utilizzato all’interno di saponi e creme per il corpo in qualità di emulsionante ed emolliente naturale.

Numerose industrie cosmetiche si impegnano tuttavia ad impiegare soltanto olio di palma certificato Raspo (Roundtable on sustainable palm oil), ovvero un prodotto lavorato tramite criteri di eco-sostenibilità e nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori locali. Anche questo certificato è stato tuttavia sottoposto a pesanti critiche: da alcune indagini di Greenpeace è emerso infatti come anche la Raspo fosse coinvolta in alcuni casi di deforestazione.

Tra le aziende cosmetiche che limitano l’uso dell'olio di palma nei loro prodotti troviamo Weleda, una società da sempre impegnata nella salvaguardia della biodiversità e della sostenibilità sociale.

Un altro punto di vista….

In merito a questo argomento non tutti la pensano però allo stesso modo. C’è infatti chi crede che non sia necessario boicottare i prodotti realizzati con olio di palma ma che sia utile piuttosto realizzare norme e controlli più severi sulle modalità di produzione.

Secondo alcune industrie e alcune associazioni, come ad esempio l’Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta), la produzione dell’olio di palma rappresenterebbe addirittura la scelta meno “drastica” per l’ambiente. Le palme da olio infatti, garantendo una produzione quantitativamente maggiore rispetto ad altre piante quali colza, girasole, soia e olivo, necessitano di una superficie di terreno coltivabile nettamente inferiore e quindi producono un danno ambientale minore.

Nemmeno Greenpeace e il Wwf sono a favore del boicottaggio. Propendono invece per la realizzazione di certificati che assicurino al consumatore l’uso di prodotti sicuri e che siano ottenuti nel rispetto della natura e delle economie asiatiche. La coltivazione delle palme da olio rappresenta infatti per i paesi orientali un'importante fonte di lavoro e la sua interruzione determinerebbe esiti negativi dal punto di vista economico.