Origine, produzione e pregi dell’olio di palma

L’olio di palma è un grasso vegetale ricavato dai frutti di alcune specie tropicali coltivate in Indonesia e Malesia. La sua produzione, destinata ai settori alimentari di tutto il mondo, ha sollevato nell’ultimo periodo non poche critiche.

Durante il 2014 l’importazione di questo prodotto ha raggiunto livelli esponenziali, causando però alle popolazioni locali gravi disagi dal punto di vista dell’ambiente e dei diritti umani. La lavorazione dell'olio di palma infatti, oltre a non essere ecosostenibile, viene condotta anche nella totale noncuranza degli agricoltori e dei popoli autoctoni.

Se il 50% della produzione di quest’olio è indirizzata al mercato alimentare, l’altra metà viene invece destinata al settore farmaceutico, a quello cosmetico, alla produzione di mangimi per animali e di carburanti. La grande richiesta di questa materia dipende sostanzialmente da due motivi, ovvero dalla sua grande economicità e dalle sue particolari caratteristiche fisico-chimiche.

L’olio di palma può essere lavorato a temperature elevate senza che questo alteri il sapore degli alimenti; si conserva a lungo e consente ottimi rendimenti. Questa materia conferisce ai cibi un aspetto più attraente e appetibile in quanto stimola la lievitazione e ne migliora la consistenza.

L’olio di palma subisce processi di depurazione differenti a seconda dei prodotti derivati che da esso si ricavano. L’olio che troviamo all’interno di snack, merendine e panificati è solitamente classificato come olio idrogenato di palma: ciò significa che i frutti sono stati prima lavorati all’interno di un frantoio e che l’olio crudo così ricavato è stato successivamente raffinato con lo scopo di eliminarne il colore e l’odore; questo grasso verrà infine sottoposto a idrogenazione e a glicerolisi ottenendo in questo modo un emulsionante alimentare.

Con la dicitura olio di palma bifrazionato ci si riferisce invece ad un prodotto ricco di grassi saturi ottenuto per raffinazione e duplice frazionamento. Si tratta di un olio da frittura molto economico, che brucia difficilmente ma che è anche poco salutare per l’organismo.

L’olio di palma e le conseguenze ambientali

La produzione dell’olio di palma è un'attività destinata ad arrecare danni ingenti a livello sia economico che ambientale. La coltivazione intensiva di queste piante - concentrata come si è detto nelle foreste malesi e indonesiane - è infatti causa di un feroce inquinamento oltre che del rischio di estinzione di varie specie animali. Al fine di incrementare la superficie coltivabile di queste terre, le foreste del sud-est asiatico vengono inoltre sottoposte a incendi che ne impoveriscono e annientano l’ecosistema.

Secondo i calcoli stimati dalla Banca Mondiale, queste combustioni avrebbero causato all’economia locale un danno pari a 16 miliardi di dollari. Solo nel 2015 la deforestazione ha provocato 21 decessi, 500'000 persone affette da problemi respiratori e la devastazione di 2,1 milioni di ettari.

Stando alle analisi del Global fire emission database, gli incendi indonesiani hanno ripetutamente superato il tasso di inquinamento giornaliero degli Stati Uniti d’America. Procedendo di questo passo si arriverà, secondo le previsioni di Greenpeace, alla totale distruzione delle foreste indonesiane entro il 2025.

Le salutari alternative all’olio di palma

Rispetto al passato, molte aziende alimentari si stanno sensibilizzando a questo tema e si stanno impegnando a sostituire l’olio di palma con altre sostanze vegetali ecocompatibili. Tra i marchi italiani che stanno adottando questo metodo troviamo in prima linea Alce Nero e Probios.

La loro scelta è lodevole e coraggiosa dal momento che dimostra un reale interesse verso la salute dei consumatori. L'esempio di queste aziende è ammirevole anche per il fatto che esse rinunciano a vantaggi non indifferenti, quali economicità e durevolezza del prodotto, a nome di una precisa etica ambientale.

Gli oli vegetali che si prestano a sostituire degnamente quello di palma sono l’olio d’oliva, l’olio di girasole e l’olio di cocco alimentare. Il loro prezzo più elevato determinerà - specie se ottenuti tramite processi di spremitura a freddo – un accrescimento del costo finale del prodotto, tuttavia le loro qualità organolettiche e nutrizionali andranno a tutto vantaggio della salute e dell’ambiente.

Gli oli più salutari per l’organismo sono quelli a basso contenuto di grassi saturi. Benché il loro sapore sia più netto rispetto a quello dell’olio di palma, e influenzi quindi maggiormente il sapore dell’alimento finito, i loro valori nutritivi sono nettamente migliori. Come vedremo infatti nella seconda parte di questo articolo, l’olio di palma presenta rilevanti controindicazioni per la salute. Perché non evitarlo dunque, quando si può?

 

Se sei interessato a saperne di più, visita la seconda sezione di questo speciale. Approfondiremo le conseguenze dell’olio di palma sulla salute, scopriremo come riconoscerlo nelle etichette e tanto altro ancora: Olio di palma: dubbi e risposte (seconda parte)