Camelia: tra storia e cultura

La Camelia fa parte della famiglia delle Theaceae, piccoli alberi ed arbusti sempreverdi originari di India, Giappone e Cina. Le foglie sono di colore verde scuro provviste di stipole e ghiandole aromatiche, con i margini lisci o crenati, di forma ellittica, lanceolata o oblungo-lanceolata. Durante i mesi freddi dell'anno queste piante danno vita a bellissimi e numerosi fiori che possono essere di colore e di aspetto differente in base alla varietà della pianta. I fiori sono di colore rosa, rossi, bianchi ed alcuni anche gialli e possono essere profumati o inodore.

Tra le diverse specie di camelia troviamo:

  • Camellia Japonica 
  • Camellia Sasanqua
  • Camellia Tsaii
  • Camellia Sinensis
  • Cammelia Vernalis

La pianta di “Camellia Sinensis” si diffuse inizialmente per i germogli e le foglie che vennero impiegate per preparare la tisana tonificante denominata "tè". Ancora oggi queste piante vengono utilizzate per la produzione di diversi tipi di tè: bianco, verde, nero, oolong.

In Oriente, le camelie sono da sempre apprezzate per la loro bellezza ed eleganza da samurai ed imperatori. Anche in arte ed in letteratura la pianta assume un ruolo principale e le sue varietà pregiate venivano offerte come dono a persone colte o nobili.

La Camelia fu importata in Europa su una nave di spezie delle Compagnie delle Indie Orientali inglesi e olandesi. La pianta acquisì grande popolarità in Europa dove veniva trasportata sottoforma di fiori essiccati, solo nel 1732, in Inghilterra, vennero impiantate le camelie vive. Queste erano conosciute come “rose cinesi”.

Nella tradizione cinese i petali arrotondati e simmetrici della camelia sono simbolo di raffinatezza, perfezione e devozione eterna tra innamorati. L’accezione di unione perfetta e duratura assume in Giappone un significato negativo di "vita spezzata", simboleggiando sacrifici e difficoltà vissuti in nome dell’amore. Le camelie rappresentano dei simboli portafortuna nel Capodanno cinese e, in questa occasione, vengono anche offerte agli dei. E’ diffusa anche una credenza popolare legata alla fertilità delle donne secondo cui indossare una camelia tra i capelli equivarrebbe ad attendere a lungo la gravidanza. Questo mito è legato all'infiorescenza della pianta, i cui fiori sbocciano solo dopo molto tempo dalla formazione della gemma.

Composizione

Dai semi di Camellia sinensis o Camellia oleifera spremuti a freddo, si ottiene un olio apprezzato in ambito gastronomico e cosmetico. L'olio è composto da acido oleico, vitamine A, B, E, squalano e polifenoli.

Nutrienti Percentile
   
Acido Stearico
1.1 %
Acido Palmitico
8.8 %
Acido Palmitoleico
1.5 %
Acido oleico
82.3 %
Acido Linoleico
7.4 %
Acido alfa linoleico
0.2 %

Olio di Camelia: Proprietà e Benefici

L'olio di camelia, anche noto come tsubaki-abura, viene prodotto ad Ooshima, isola dell'arcipelago di Izu. Questa è famosa per la presenza di questa pianta a cui è legata la credenza che siano proprio le donne di quest'isola a possedere i capelli più belli e lucenti di tutto il Giappone. Proprio ad Ooshima ha sede un'azienda che produce estratto di camelia ad uso cosmetico ed alimentare.

L'estratto di Camelia è particolarmente apprezzato per le sue proprietà cosmetiche. È ottimo come idratante, è indicato per pelle secca e delicata: bastano poche applicazioni per donare alla pelle elasticità e morbidezza. L'effetto anti-aging dell'olio applicato su viso, collo e contorno occhi restituisce una pelle giovane e luminosa e contrasta il processo di “irrigidimento” del collagene che porta alla formazione delle rughe. L’estratto di camelia è un efficace antisettico utilizzato per il trattamento di acne; applicato su ferite o graffi promuove la cicatrizzazione accelerando la rigenerazione dei tessuti. E' utile per trattare verruche e callosità e diluendo alcune gocce nel pediluvio elimina il cattivo odore. Combatte la forfora, purifica il cuoio capelluto e rende i capelli lisci, forti e brillanti.

Altri utilizzi

L'olio di camelia viene anche utilizzato in cucina come condimento, ma è poco diffuso perchè la sua particolare estrazione, quella ad uso alimentare risulta estremamente complessa a differenza di quella adoperata per l'estrazione di olio destinato all'uso cosmetico.