“Vola, vola, vola, vola l’ape Maia” ...chi non inizia a canticchiarla quando sente la parola “miele”? ...soprattutto se biologico! Amato dai bambini, non solo perché chi lo produce è un simpaticissimo insetto giallo e nero, ma anche perché è uno degli alimenti più dolci che si possa trovare.

Classificazione del miele

A seconda dell’origine botanica il miele può essere classificato e qualificato nei seguenti modi:

  • Miele millefiori

  • Miele uniflorale

  • Melata di miele

Il millefiori deriva dal nettare di differenti specie floreali: si tratta di un prodotto variabile e che muta a seconda delle infinite combinazioni con cui lo si può produrre.

Un millefiori offre, a chi lo assaggia, un’esperienza sensoriale unica poiché comprende la somma di tutto ciò che la natura offre durante la stagione fiorita.

Il miele uniflorale, invece, è ottenuto da un’unica specie di pianta. La devozione di un alveare verso un unico fiore: è questa la dinamica alla base di questo prodotto.

Un miele di queste genere è capace di rappresentare, con il suo profumo e la sua dolce fragranza, l’identità specifica del luogo da cui proviene.

Il miele di melata, infine, si distingue per la sua differente derivazione: non il nettare dei fiori, ma la melata degli alberi. Questa è una sostanza zuccherina ed appiccicosa che piccoli insetti (afidi, ciccaline, cocciniglie) secernono su conifere, querce, pini e aceri: le api che vivono nei boschi la raccolgono per poi trasformarla in miele.

Ciò che ne deriva è un prodotto meno dolce e più povero di zuccheri rispetto agli altri.

Il miele di melata è lievemente amarognolo e presenta un retrogusto di corteccia.

All’interno di queste differenti categorie (millefiori, uniflorale, melata), la famiglia del miele si presenta numerosa, eterogenea ed assolutamente gustosa.

Tipologie di miele e loro caratteristiche

Almeno 30 tipologie di miele: è questo il vanto di cui gode l’Italia nei confronti di tutto il mondo. La ricchezza ambientale e floreale del Bel Paese si traduce in una produzione di miele unica, sia per qualità che per varietà.

Ovviamente, un ringraziamento particolare va fatto alle api italiane che, con il loro infaticabile lavoro, operano un vero miracolo.

Ma quali sono le tipologie di miele più diffuse e interessanti? Scopriamolo nella seguente tabella.

  Tipi di miele Proprietà
     
 1 di Acacia Dolcificante, disintossicante, antinfiammatorio per le vie respiratorie, emolliente. Ha consistenza molto liquida e trasparente
2 di Millefiori Ricchi di minerali e antiossidanti, il colore varia a seconda della provenienza del polline
3 di Tiglio Per la tradizione ha proprietà calmanti e rilassanti
4 di Coriandolo Contro la costipazione, gastrite, ulcere, coliche, flatulenza
5 di Lavanda Azione calmante contro ansia e stress, analgesico, antispasmodico. Impiegato sulla pelle sia per le scottature che per il prurito
6 di Sulla Diuretico e lassativo, antinfiammatorio per le vie respiratorie, disintossicante, tonico naturale
7 di Goji Depurativo, diminuisce la tosse, tonificante, cura l'insonnia
8 di Castagno Indicato nel trattamento di ulcere, anti-batterico, anti-ossidante, antimicrobico. Emolliente, lubrificante, idratante, è utile anche per la circolazione. Ha un retrogusto amaragnolo
9 di Zagara o fiori di Agrumi Lenitivo, depurativo, rilassante
10 di Carota Ottimo in cucina, ricco di vitamina A, toccasana per vista, capelli, pelle
11 di Manuka Antibatterico, inibitore di cellelule tumorali, diminuisce l'effetto collaterale della chemioterapia
12 di Ulmo Antibatterico, antiossidante
13 dai Fiori di Cardo Dolcificante, digestivo, depurativo per il fegato, cardio-stimolatore, antiossidante
14 di Melata di bosco Proprietà antibiotiche, integratore di Sali minerali. Non è il risultato del lavoro delle api ma deriva dalle screzioni prodotte dagli afidi
15 di Radicchio e Cicoria Azione tonificante della cicoria, antinfluenzale grazie alla presenza del radicchio
16 di Eucalipto Antibatterico, vermifugo, benefico contro la tosse, note salate
17 di Tea Tree Antinfluenzale, ottimo nutriente per i bambini
18 di Girasole Contro malanni di stagione, colesterolo, stitichezza, antiossidante

 

 Il miele biologico

La provenienza biologica del miele è una condizione necessaria per godere pienamente delle virtù di questo prodotto.

Le sue proprietà dipendono strettamente dalla piante da cui deriva. Pertanto è necessario che i principi originari, contenuti nel nettare e nella melata, rimangano inalterati al 100%.

Il miele, per ottenere la certificazione biologica, deve adeguarsi al rispetto di un rigoroso disciplinare, valido a livello internazionale.

Cosa prevede?

Innanzitutto, specifiche norme riguardo alla gestione del ciclo naturale di vita delle api: indicazioni sulla posizione ed il materiale del nido, modalità di cura in caso di malattie, divieto assoluto di pesticidi, antibiotici e OGM.

Per quanto riguarda il confezionamento del prodotto finale, invece, è severamente vietata la pastorizzazione e qualsiasi processo termico volto alla sua conservazione: il contenuto del miele (vitamine, enzimi e sali minerali) verrebbe, attraverso queste operazioni, irrimediabilmente impoverito.

Come si produce il miele?

La produzione del miele è una di quelle cose che non cessa mai di stupirci. Da millenni, infatti, la natura ci rende testimoni di un piccolo miracolo.

Le api divengono protagoniste indiscusse di un mirabolante lavoro di squadra. Ordine e rigorosa divisione dei compiti sono gli ingredienti principali di un meccanismo che conduce alla produzione del prelibato miele. Allora ripercorriamo i passaggi principali di questo incredibile processo.

Tutto ha inizio con il lavoro delle api bottinatrici. Queste sono incaricate della raccolta del nettare e della melata. Volano di fiore in fiore o di albero in albero alla costante ricerca della materia prima necessaria.

Terminata questa delicata e pericolosa “missione” tornano all’alveare e consegnano il prezioso bottino ad altre api specializzate. Si tratta delle api operaie che all’interno dell’alveare hanno la responsabilità della dispensa. Nello specifico, la loro funzione è quella di deporre il nettare e la melata raccolta, all’interno di cellule esagonali dette favi.

Concluso il proprio lavoro, le operaie lasciano spazio ad un’altra squadra “di ineccepibili professionisti”: le api ventilatrici. Queste, a forza di costanti battiti d’ali, creano delle correnti d’aria con l’obbiettivo di far evaporare l’acqua dal miele. Un passaggio, quest’ultimo, che può durare anche un mese.

Terminata l’evaporazione dell’acqua, intervengono nuovamente le api operaie che sigillano con l’opercolo (una capsula di cera) il miele: un’operazione che sancisce la conclusione di questo grande lavoro di squadra.

Il miele, infatti, ha raggiunto il giusto grado di umidità ed è pronto per essere raccolto.

Avete visto che meccanismo perfetto sostiene la produzione del miele?

Le api potranno sembrare insetti piccoli ed insignificanti, ma di fronte ad un organizzazione tale, anche la società più evoluta non può che rimanere a bocca aperta.

Differenza tra il miele e lo zucchero raffinato

Il miele è un alimento ad elevato valore nutritivo, composto per il 70%-80% da zuccheri. Il fruttosio e il glucosio conferiscono al miele un potere dolcificante superiore a quello dello zucchero raffinato che troviamo in commercio, al bar o al ristorante.

Qualcuno potrebbe avere dei dubbi sull’utilizzo dell’uno piuttosto che dell’altro. Entrambi presentano un’elevata presenza di calorie: 300 kcal in 100g di miele, 390kcal in 100 g di zucchero raffinato.

Quale scegliere?

90kcal di differenza dovrebbero fare pesare l’ago della bilancia verso il dolcificante naturale. Tuttavia vi è un motivo più importante per preferire il consumo del miele a quello dello zucchero raffinato. Il fruttosio, presente nel miele, dà energia al corpo in maniera superiore al saccarosio (presente nello zucchero bianco) e può esser sfruttato più a lungo dal corpo umano. Un’ informazione, quest’ultima, che dissolve ogni dubbio riguardo all’interrogativo precedente.

miele-in-barattolo

Altre proprietà presenti nel miele e assenti nel dolcificante raffinato sono:

  • Oligoelementi (cromo, ferro, iodio, manganese, rame, silicio).

  • Vitamine (A, complesso B, C, E, K).

  • Sostanze battericide.

  • Sostanze antibiotiche.

Un po’ di storia

La conoscenza del miele, del suo gusto e delle sue qualità, è nota già da moltissimo tempo.

Si parla di testimonianze incise con geroglifici: nell’Antico Egitto ponevano all’interno delle piramidi (le maestose tombe dei faraoni) vasi di miele, per condurre i morti nell’aldilà. Veniva inoltre sfruttato sia per uso alimentare, sia per scopi terapeutici come i disturbi digestivi.La leggenda narra che Cleopatra passasse lunghi periodi immersa in bagni di latte e miele, per tonificare e idratare la sua pelle.

Altre testimonianze si possono trovare nel Codice di Hammurabi: si tutelavano gli apicoltori in caso di furto delle proprie api.Ancora, manoscritti arabi testimoniano l’uso medicinale del miele; la medicina ayurvedica lo utilizza da sempre come afrodisiaco, dissetante, antibatterico, cicatrizzante.

Passano i secoli, le popolazioni, ma il miele è uno di quei alimenti presenti in tutto l’arco temporale che va dagli antichi Egizi, ai Bizantini, dai Greci ai Romani, dall’epoca medievale fino al nuovo millennio.

 

Dopo averne parlato così a lungo, dopo aver letto le sue innumerevoli qualità, a chi non viene voglia di difendere le api e il loro operato?