In passato, per curare le infezioni causate da batteri ora resistenti agli antibiotici, sono stati usati molti tipi di erbe. Delle piante in grado di curare infezioni antibiotico-resistenti si è occupata anche la ricerca medica internazionale. Ben prima che la storia degli studi ne lasciasse testimonianza, le piante sono state il principale rimedio medico conosciuto dall'uomo. Nella sepoltura di un Neandertaliano, infatti, sono state ritrovate erbe medicinali depositate lì, con l'intenzione di "lasciarle" al defunto, più di 60 mila anni fa. In tutto il mondo le culture primitive possiedono sistemi di guarigione, consolidati e anche molto sofisticati, basati sull'impiego di piante medicinali. La ricerca medica ha confermato il potere delle piante medicinali utilizzate a scopo curativo da migliaia di anni.

La ricerca ha ricevuto un certo impulso da una risoluzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità del maggio 1978. Questa risoluzione faceva propri i contenuti di un'indagine, promossa sempre dall'OMS, secondo la quale per garantire a tutti, entro il 2000, la possibilità di ricevere cure adeguate, sarebbe stato necessario usare risorse diverse da quelle della medicina industriale dell'Occidente. Il rapporto si chiudeva con la raccomandazione di perseguire forme tradizionali di guarigione e di cura per far fronte ai bisogni emergenti di una popolazione mondiale sempre in crescita

Perché i medicinali botanici rappresentano una promessa

La ricerca scaturita dalla risoluzione dell'OMS, cui hanno partecipato aziende aperte alle novità e scienziati europei e asiatici, ha rivelato che molte erbe, ben lungi dall'essere la "medicina degli ingenui" dei nostri antenati, possiedono qualità fortemente antibatteriche e in qualche caso un potere uguale, o addirittura superiore, a quello degli antibiotici. Data la natura dei batteri, non è irragionevole pensare che nuovi antibiotici potranno soltanto rinviare la soluzione del problema, perché dopo un po' i batteri diventeranno resistenti anche a essi.

Dal momento che le piante possiedono una struttura chimica molto più complessa di quella degli antibiotici, l'idea di rispondere al problema con l'impiego di piante medicinali al posto degli antibiotici porta in sé una grande promessa. Per esempio, si è visto che l'aglio contiene trentatre composti dello zolfo, diciassette amminoacidi e una dozzina di altri composti. I prodotti farmaceutici, al contrario, sono elaborati a partire da un solo costituente chimico: la penicillina è penicillina, la tetraciclina è tetraciclina.

Gli antibiotici farmaceutici sono di fatto sostanze semplici, non complesse e questo è il motivo per cui i batteri possono più facilmente capire come contrastarne gli effetti. Niente a che vedere con la complessità dell'aglio. Per esempio, i diversi composti del millefoglie (un'altra erba curativa) identificati fino a questo momento sono più di centoventi. Prendere il millefoglie a scopo curativo significa assumere di fatto nell'organismo centoventi diversi principi medicinali caratterizzati da un forte equilibrio tra loro. Nell'organismo umano, l'effetto dell'uno potenzia, migliora e mitiga quello di ciascun altro. Di fronte a una struttura chimica così complessa, i batteri invasivi hanno più difficoltà a sviluppare resistenza o a evitare l'impatto con il farmaco.

Gli scienziati, come forse era inevitabile, hanno cominciato a imitare inconsapevolmente le piante medicinali: la scoperta che la combinazione di più farmaci antibiotici è più efficace, li ha portati a mettere insieme contemporaneamente due e qualche volta tre, antibiotici. Siamo, però, ancora molto lontani dal raggiungere la complessità delle piante medicinali e questa imitazione semplificata non è sufficiente: i batteri si accorgono delle combinazioni e sviluppano resistenza anche a queste.

Le prime 15 erbe antibiotiche

La lista che segue non pretende assolutamente di includere tutte le erbe efficaci contro le malattie da batteri resistenti: ce ne sono molte altre. Queste, tuttavia, sono da considerare attendibilmente tra le più potenti ed efficaci. Sono giunto a questa selezione incrociando tre criteri: anzianità storica e tipo di impiego nella medicina tradizionale, benefici rilevati nella pratica clinica moderna, risultati degli studi scientifici attuali. Queste erbe, dunque, sono state identificate, nel corso della storia, come rimedi estremamente efficaci; le loro qualità curative sono state constatate dalla medicina moderna; seri studi scientifici hanno dimostrato che esse possiedono una forte efficacia antibatterica. [...]

Le prime 15 erbe antibiotiche

• Acacia

• Aglio

• Aloe

• Assenzio

• Cryptolepsis sanguinolenta

• Echinacea

• Eucalipto

• Ginepro

• Idraste

• Liquirizia

• Miele

• Estratto di semi di Pompelmo

• Salvia

• Usnea

• Zenzero

 

 

 

Tratto da "Antibiotici Naturali" di Stephen Harrod Buhner. Il Punto d'Incontro Edizioni.