Maqui: alla ricerca del tesoro naturale

Con il passare degli anni i frutti di bosco, in particolare il mirtillo, si sono conquistati la fama di essere i frutti con la maggiore percentuale di polifenoli, antiossidanti naturali presenti nelle piante. Nuovi studi botanici e biologici hanno però attestato che, in realtà, esiste una bacca ancor più ricca di questi antiossidanti: il Maqui.

Caratteristiche generali

Il Maqui (Aristotelia Chilensis) appartiene alla famiglia delle Eleocarpaceae che conta 10 generi e circa 400 specie diffuse in Asia, Australasia e Sudamerica. E’ un arbusto sempreverde dioico e ciò significa che la produzione dei suoi frutti avviene attraverso l’impollinazione del maqui maschio che donerà i propri gameti alla femmina.

Il fusto è elastico e sottile e può raggiungere i 4-5 m di altezza. Questa pianta cresce spontaneamente nella folta vegetazione della Patagonia Cilena, un ambiente caratterizzato da clima rigido, piovoso e dove la presenza di terreni umidi contenenti humus rappresenta una condizione ideale per la crescita della pianta. Un altro aspetto importante è l’altitudine: parliamo infatti di migliaia di metri di altezza dove l’irraggiamento, si sa, svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo dei sistemi vegetali.

La vita della pianta è suddivisibile in 2 cicli:

  • Infiorescenza. Tra settembre e novembre è possibile ammirare gli eleganti e delicati fiori bianchi del maqui che si intravedono nella rigogliosa foresta
  • Infruttescenze. Da dicembre in poi, l’infiorescenza lascia spazio alla nascita di bacche tondeggianti, dal sapore dolciastro e di colore viola intenso. La cromaticità del frutto deriva dalla presenza massiccia di antocianine, ovvero pigmenti idrosolubili appartenenti alla famiglia dei flavonoidi che, tra le loro tante peculiarità, proteggono la pianta dall’eccessivo irraggiamento.

La raccolta delle bacche, che si svolge fino ad inizio marzo, viene eseguita rigorosamente a mano arrampicandosi tra gli arbusti  e staccando delicatamente ogni bacca dal proprio rametto. Le foglie di questo arbusto sono verdi e di forma ellittica ed il bordo presenta tante piccole dentellature.

Gli effetti benefici

Le foglie, i fiori e le bacche di maqui sono ricche di antocianine, una classe di flavonoidi che appartengono a loro volta alla famiglia dei polifenoli.

Le antocianine proteggono la pianta dall’eccessivo irraggiamento solare svolgendo uno dei loro ruoli principali: quello di antiossidanti contro i radicali liberi. Questi antiossidanti  fungono inoltre da difesa contro i patogeni vegetali ed attirano gli insetti che sono coinvolti nella diffusione del polline. Le proprietà benefiche del maqui, però, non riguardano solo le piante ma anche l’uomo.

Combattere l’invecchiamento cellulare e prevenire i tumori con il maqui 

La cute, l’organo più esterno del nostro corpo, è il più esposto all’attacco di stress ossidativi di varia natura. Tra i vari meccanismi che causano l’invecchiamento troviamo i ROS (specie di ossigeno reattivo), comunemente chiamati radicali liberi. Queste molecole, prive di un elettrone, sono molto instabili e, di conseguenza, estremamente reattive.

Gli antiossidanti, presenti abbondantemente nel maqui, rappresentano quindi un validissimo aiuto nella prevenzione dall’invecchiamento cellulare e dall’insorgere di malattie tumorali.

Maqui: un alleato contro il colesterolo

Tra le molteplici proprietà di questa pianta dalle mille risorse, non possiamo non citare i benefici che essa apporta a livello cardiovascolare.  L’ incremento dei livelli di HDL (colesterolo “buono”) previene infatti il deposito di grasso nelle arterie e che causa patologie cardiovascolari come infarto ed ictus. Inoltre, questi integratori vegetali rinforzano le pareti dei vasi sanguigni e proteggono le LDL (colesterolo “cattivo”) dall’ossidazione.

Utilizzo e proprietà del maqui

I  Mapuche, una popolazione indigena amerinda, fin dall’antichità avevano individuato nel maqui una vera e propria risorsa: ancora oggi utilizzano infatti ogni parte di questa pianta. Le bacche costituiscono fonte di cibo mentre le foglie vengono utilizzate come curativi naturali per lenire irritazioni della gola e per favorire la cicatrizzazione delle ferite.

Ma non finisce qui: oltre  all’azione antibatterica, febbrifuga, antitumorale  ed analgesica del Maqui, le vitamine  C, E e B5 che contiene costituiscono una preziosa fonte energetica per tutti coloro che soffrono di affaticamento e stanchezza.

Bellezza e salute con il maqui

Le bacche di maqui al pari delle bacche di Goji, hanno un elevato potere antiossidante, giovano alla salute di pelle e capelli. Il potere emolliente della vitamina E dona alla pelle morbidezza ed idratazione. Le vitamine del gruppo B ed il loro potere ricostituente, promuovono invece la rigenerazione delle cellule dell’epidermide e del cuoio capelluto. Le antocianine presenti nel maqui fanno infine di questo frutto uno degli ingredienti base per la preparazione di diversi prodotti cosmetici anti-aging.