Tra leggenda ed attualità

L' olio di oliva è anche espressione di bellezza. Non può dunque essere considerato unicamente nella sua esclusiva, seppur principale, veste di alimento. Il benessere che se ne ricava si estende, infatti, oltre il consueto approccio legato alle dinamiche nutrizionali. E il ricorso a fini propriamente cosmetici non è neppure da considerarsi del tutto marginale, soprattutto nel passato. La ricetta di un antico unguento a base di olio di oliva, latte, bacche di cipresso e grani di incenso, è riportata in un papiro egiziano in cui si elencavano tutte le possibili soluzioni che potessero risultare utili alla conservazione della bellezza femminile.

La pratica dell'unzione era comunque particolarmente diffusa presso tutte le più antiche civiltà dell'area mediterranea e l'olio di oliva, liquido grasso dalle proprietà connettive, disgiuntive e nel medesimo tempo conservative, ne era senza dubbio il simbolo più tangibile. La pratica dell'unzione assumeva già da subito delle molteplici connotazioni, legate non solo alla cura del corpo, ma anche alla più imprecisata e indelimitabile sfera del sacro.

Da qui dunque le tante citazioni mutuate dai testi sacri, dall'Antico come dal Nuovo Testamento. Nel libro di Amos, per esempio, l'olio di oliva è un unguento che profuma il corpo; ma molte altre citazioni si estendono su più fronti e si ritrovano nei numerosi libri che costituiscono la Bibbia, con una frequenza quanto mai impressionante e con delle valenze ogni volta diverse. Lo stesso Gesù non si sottrae all'unzione, anzi, lui stesso diviene il Cristo, ovverosia l'Unto per eccellenza.

Per uno sguardo forse meno sacrale, ma ugualmente carico di significati forti, valgano pure come riferimento le molte citazioni offerte dal libro dell'Odissea. Dove, tra l'altro, le Grazie lavano Afrodite ungendola di olio immortale al pari degli Dei, e dove lo stesso Odisseo viene unto dalle ancelle di Nausicaa e pure da Elena e da Eurinome. Segno di quanto, nell'antica Grecia, l' olio odoroso e olezzante veniva considerato tra i tesori più ambiti, insieme all' oro e ai bronzo. I profumi, infatti, soprattutto nel periodo romano ed ellenistico erano considerati molto pregiati. Avevano come base l'olio di oliva e si realizzavano, in particolare, per impregnazione a caldo di alcune piante.

L'uso cosmetico

Anche nelle epoche successive le attenzioni per l'uso cosmetico dell'olio di oliva non vennero mai meno, seppure ci sia stato un certo allontanamento, soprattutto a partire dall'Età Moderna, con l'introduzione della base alcolica nei profumi in sostituzione di quella oleosa. Ma oggi, dopo qualche tempo di scarso impiego dell'olio di oliva in cosmesi, si sta ritornando per certi versi ai fasti del passato. Anche sull'onda delle molte applicazioni che hanno avuto seguito in quei Paesi lontani, per cultura e prossimità, dalle tradizioni oliandole dei Paesi del Mediterraneo.

In Giappone, e più in particolare in Cina, sono in tanti coloro che hanno finora creduto nell'olio di oliva come preparato cosmetico, ancor più che come alimento. Quindi, sulla scia di questa nuova tendenza, anche l' Occidente ha voluto riconsiderare le proprietà dermatologiche e cosmetiche dell olio di oliva. Alcune grandi aziende ne hanno infatti ben compreso la portata anche in ragione delle nuove aspettative di naturalità espresse oggi da una società di gran lunga più sensibile, rispetto a qualche decennio fa, a un recupero sostanziale dei "valori" del passato.

Ad aver suscitato un grande interesse, sono in particolare le conferme scaturite dalle nuove evidenze scientifiche, quelle dei riscontri documentali che comprovano quanto già ampiamente sostenuto sin dall'antichità, seppure a livello soltanto intuitivo ed empirico. Dall'olivo, dalle olive e dall'olio che se ne ricava, alcuni preziosi componenti si rivelano assai significativi. Si tratta in particolare dei cosiddetti biofenoli, degli specifici composti contenuti soprattutto nell'olio e nelle foglie d' olivo. Sono delle sostanze naturali dotate di un'attività biologica alquanto determinante per la loro intrinseca capacità di inibire il processo di ossidazione delle cellule lipidiche dell'epidermide.

E tra queste sostanze, quelle più in evidenza sono l'oleuropeina e l'idrossitirosolo, capaci di garantire come sono, anche in frazioni infinitesimali, una importante e davvero straordinaria azione di difesa e di protezione dei tessuti cutanei. Il fenomeno dell'invecchiamento della pelle è dovuto in gran parte all'azione distruttiva esercitata dai radicali liberi, i quali possono essere in qualche modo contrastati sia indirettamente, attraverso il ricorso a degli alimenti altamente salutistici e con proprietà antiossidanti come l'olio di oliva, sia, più direttamente, con degli interventi specifici e mirati a beneficio della pelle. Ecco dunque l'impiego dell'olio di oliva, in purezza o come elemento di base per preparati cosmetici, utile a inibire il processo di ossidazione delle cellule della pelle in virtù della sua caratteristica attività foto-protettiva e anti-radicalica.

Sono i biofenoli dell'olivo, l'oleuropeina e l'idrossitirosolo, quei protettori cutanei che già gli antichi popoli del Mediterraneo avevano individuato abbondanti in particolare nelle olive raccolte ancora verdi, non del tutto mature. I frutti staccati dall'albero sul finire di agosto venivano infatti prontamente moliti nei frantoi per ricavare quel pregiatissimo olio che veniva comunemente definito "omphacion". Ed è soprattutto in questa tipologia di olio che quei microcomponenti molecolari conosciuti come biofenoli vanno esercitando l'importante ruolo anti-ossidante e antiradicalico, di radical scavenging, come si dice oggi.

E l'oliva non ancora matura si è appreso essere dunque quella con il contenuto più elevato di sostanze pregiate. Come dire, gli antichi, seppure privi delle complesse strumentazioni attualmente a disposizione, avevano visto giusto: nell'oliva acerba vi è la quantità più significativa di biofenoli. Le potenzialità di impiego di queste sostanze non sono del tutto utilizzate al meglio, possono essere infatti ampiamente valorizzate proprio dall'industria cosmetica, a vantaggio di coloro, e sono davvero tanti, che intendono conservare il proprio stato di bellezza e di benessere solo ed unicamente attraverso delle soluzioni espressamente naturali, con prodotti dunque non manipolati.

La benefica azione dell'olio sulla pelle

È già a partire dall'antichità, dunque, che si comprese la grande influenza esercitata dall'olio di oliva nella cura del corpo. Quando non vi era ancora traccia del sapone, si ricorreva infatti all'olio quale efficace detergente. E con l'olio ci si spalmava almeno una volta al giorno, altrimenti, mancando l'unto sul corpo e sui capelli, si veniva considerati poco puliti e poco inclini all'igiene. Fino a qualche tempo fa si trascurava l'importanza dell'impiego diretto, non mediato, dell'olio sulla pelle.

Invece, quando gli antichi si ungevano tutto il corpo con degli accurati frizionamenti, contribuivano a creare come una pellicola protettrice in grado di preservare i pori della pelle dall'infiltrazione della polvere. Non solo, dal momento che l'olio è pure un cattivo conduttore termico, permette anche di isolare la pelle dall'azione dei raggi del sole, oltre a consentire, di conseguenza, un sicuro riparo, nel medesimo tempo, dalle insidie del freddo.

Perché allora, dopo tanto riguardo per l'olio di oliva, l'impiego sulla pelle si è reso sempre più raro? Secondo l'esperta in cosmetica Carla Messa, oggi, più che sottovalutare le specifiche proprietà compositive, con tutti i benefici che ne derivano, la gente prova una certa disaffezione soprattutto per via del caratteristico odore, assai intenso e marcato dell'oliva, oltre, poi, a una notevole densità che un po' ne frena l'impiego.

"Oggi - aggiunge la Messa - ci si lava con una maggiore frequenza fino a compromettere piuttosto seriamente le difese stesse della nostra pelle. Si assiste infatti al moltiplicarsi di affezioni patologiche cutanee, a cui è possibile far fronte solo con il ricorso a delle sostanze espressamente naturali. E l'olio di oliva è in questo senso, e a tutti gli effetti, la giusta soluzione. "Con l'uso eccessivo dei saponi - precisa Carla Messa - si viene inevitabilmente a compromettere la protezione grassa e naturale della pelle" Così, per ripristinare lo strato grasso della cute, l'olio di oliva resta la migliore soluzione possibile, anche perché viene oltretutto assorbito presto e piuttosto bene. E, a differenza degli altri oli vegetali, che hanno la sola funzione emolliente, l'olio ricavato dalle olive ha pure il vantaggio, non certo secondario e trascurabile, di nutrire la pelle.

 

 

 

Tratto da "Star bene con l'olio d'oliva" di Luigi Caricato. Tecniche Nuove