La storia e lo scopo delle essenze floreali australiane del bush

Le essenze floreali australiane del bush hanno una lunghissima storia, che abbraccia molte culture. Già prima della nascita di Cristo veniva­no usate a fini curativi. Infatti, alcuni testi sostengono che erano am­piamente impiegate presso le antiche civiltà di fama esoterica, Lemuria e Atlantis.

Gli aborigeni australiani ottenevano gli effetti benefici di un'essenza floreale mangiando il fiore intero. L'essenza, in forma di rugiada po­tenziata dal sole, veniva infatti consumata con il fiore stesso conte­nente le proprietà nutritive. Spesso gli aborigeni non distinguevano tra la pianta e il fiore e, semplicemente, li mangiavano entrambi. Al­tre volte, sceglievano il fiore per il suo gusto, soprattutto se era forte­mente mielata, mentre se una specie non era commestibile si sedeva­no su un tappeto di fiori per assorbirne le vibrazioni terapeutiche. Gli aborigeni hanno sempre considerato l'impiego dei fiori a scopi tera­peutici come un rito piacevole e certamente ne conoscevano una gran­de varietà da utilizzare per risolvere specifici squilibri emotivi.

Quest'ultimo impiego era diffuso anche presso altri popoli, ad esempio gli egizi, i malesi e gli africani. Sebbene esista una tradizione popolare europea sulle proprietà terapeutiche dei fiori, che risale almeno al Me­dioevo, il primo utilizzo documentato delle essenze floreali risale al XVI secolo, quando Paracelso, grande guaritore e mistico, raccoglieva la rugiada dai fiori per trattare gli squilibri emotivi dei pazienti.

Per gli antichi erboristi, la comprensione delle proprietà terapeutiche delle erbe si basava sulla "dottrina delle Signature", secondo la quale alcune caratteristiche di una pianta, come la forma, lo sviluppo, il co­lore, il profumo o il sapore, ne indicano per l'appunto le qualità cura­tive. Ad esempio, l'eufrasia, un fiore blu con la parte centrale gialla, ricorda l'occhio umano e veniva usata per curare gli occhi stanchi. La scutellaria, invece, la cui forma assomiglia a quella del cranio, era im­piegata contro il mal di testa e l'insonnia. L'ortica era indicata nei ca­si di circolazione insufficiente, mentre la corteccia del salice, pianta che cresce nei luoghi umidi, alleviava i reumatismi, che peggiorano con il tempo umido. L'atriplice degli orti, dall'odore nauseabondo, veniva usata per le ulcere maleodoranti. I fiori impiegati nel tratta­mento dell'ittero, come il dente di leone, l'eupatoria e la celidonia, so­no di colore giallo.

Negli ultimi secoli, la conoscenza delle proprietà terapeutiche delle essenze floreali è andata ampiamente perduta, in particolare nel mon­do occidentale ma, in una certa misura, anche tra gli aborigeni.

Fu il dottor Edward Bach (1886-1936), moderno pioniere delle essen­ze floreali, a ripristinare l'uso di questi rimedi. Il tempismo della vita e del lavoro di Bach è stato perfetto. La sua comprensione delle piante e delle relative proprietà ha anticipato l'attuale momento di mag­giore consapevolezza, tanto da consentire alle persone di familiarizza­re con il concetto delle essenze floreali, una forma terapeutica straor­dinaria. Al di là delle meravigliose proprietà curative di tali prime es­senze, questo è uno dei meriti - se non il maggiore - dell'opera di Bach.

Subito dopo la sua morte, la ricerca sulle essenze floreali languì. In Inghilterra, Paese da sempre legato alle tradizioni, si diffuse una sor­ta di deferenza nei confronti dei rimedi floreali di Bach, che venivano considerati di per sé compiuti. Oggi però, a sessant'anni di distanza, sappiamo che questi rimedi pionieristici non erano indirizzati ad am­biti così fondamentali per la società moderna, come ad esempio la sessualità, la comunicazione, la capacità di apprendimento, la creati­vità e la spiritualità.

 

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Nell'ultimo decennio, la ricerca si è notevolmente sviluppata in diver­se parti del mondo, poiché ormai i tempi sono maturi per l'elevazio­ne delle essenze floreali al loro ruolo predestinato, che le annovera tra i più importanti sistemi terapeutici.

Questa rinascita, avvenuta all'incirca negli ultimi dieci anni, è interes­sante poiché storicamente nel mondo delle idee a volte si verifica un fe­nomeno in base al quale un certo numero di persone, spesso non con­sapevoli le une delle altre, hanno contemporaneamente la stessa intui­zione o si dedicano a un progetto simile [...].

Innovazioni come le essenze floreali del bush australiano sono di no­tevole interesse per la società moderna. Negli ultimi sessant'anni, la consapevolezza di noi stessi e del mondo ha subito significative tra­sformazioni e le essenze si sono diffuse come forma terapeutica per aiutarci a fronteggiare questi mutamenti. La natura, infatti, ha sempre qualcosa da offrire alle persone che evolvono. La minaccia della di­struzione globale in seguito a una guerra nucleare, la crisi ambienta­le, il ritmo al quale riceviamo le informazioni e i rapidi rinnovamenti tecnologici hanno richiesto grandi adattamenti a livello della coscien­za e ora esistono le essenze per aiutarci ad affrontarli.

Chiunque può preparare un'essenza floreale, poiché fondamentalmen­te la tecnica è molto semplice. L'abilità o la sfida risiede nella capacità di scoprire le proprietà terapeutiche del fiore. Sebbene ciascuno di noi sia potenzialmente in grado di individuare tali qualità in una determi­nata pianta o essenza, alcuni sono dotati di un talento speciale [...].

I rimedi australiani agiscono in modo rapido e profondo anche su co­loro che non vivono in questo continente, purché si sentano a proprio agio con la propria idea di Australia: se nutrono sentimenti molto ne­gativi, nel loro caso le essenze del bush non saranno efficaci. Al con­trario, se il loro concetto di Australia è neutrale o favorevole e se han­no lavorato su se stessi per crescere emotivamente e spiritualmente, le essenze floreali del bush saranno ineguagliabili per rapidità ed effi­cacia d'azione. È opportuno ricordare, inoltre, che le essenze del bush sono rivolte agli stati psicologici, spirituali e fisici relativi alle proble­matiche più attuali [...].

Il potere delle essenze del bush e i risultati che producono continua­mente sono sorprendenti. Esse agiscono come catalizzatori per aiuta­re a risolvere una vasta gamma di stati emotivi negativi e a sviluppa­re capacità intuitive. Le essenze guariscono guidando le persone al­l'armonia emotiva, spirituale e mentale. La logica alla base di questa capacità terapeutica si fonda sull'eterna saggezza, secondo la quale ri­pristinando l'equilibrio emotivo si verifica la vera guarigione. La mag­gior parte dei disturbi fisici, in effetti, è il risultato finale di uno squi­librio emotivo.

La funzione principale delle essenze, precisamente, è aiutare le perso­ne a entrare in contatto con l'Io evoluto: il centro intuitivo che cono­sce lo scopo della vita di ciascuno di noi. È arrivato il momento di imparare, di difendere e quindi di seguire ciò che si desidera e che si ha bisogno di fare; di acquisire la consapevolezza della propria capa­cità di compiere cambiamenti positivi non solo per se stessi, ma an­che per il pianeta e, in questo senso, di poter svolgere un ruolo dav­vero determinante. Quanto più le persone usano le essenze, tanto più possono sperimentare la chiarezza e la qualità di vita, incominciando inoltre a influenzare e a controllare i cambiamenti economici e sociali che si verificano intorno a loro.

Le essenze del bush hanno dunque poteri curativi straordinari, non­ché un ruolo cruciale da svolgere per aiutare a guarire il pianeta e a innalzare il livello di consapevolezza di coloro che vi abitano [...]

Come agiscono le essenze del bush

Il concetto di guarigione condiviso dai grandi guaritori - tra i quali Ippocrate, Paracelso, Hahnemann, Bach e Steiner - era molto sempli­ce. Tutti loro ritenevano che il benessere fosse il risultato dell'armonia emotiva, spirituale e mentale e constatarono che trattando gli squili­bri psicologici dei pazienti, anche le patologie organiche ne traevano sollievo.

La malattia stessa è la manifestazione fisica degli squilibri emotivi che si verificano principalmente quando una persona non è in contatto con il proprio Io spirituale. Tuttavia, la malattia non è qualcosa da te­mere o di cui preoccuparsi; al contrario, può essere vista come un'in­dicazione che qualcosa nella vita di una persona non si trova in uno stato armonico. Di conseguenza, malattie e disturbi possono essere considerati sotto una luce in un certo senso positiva, poiché consento­no eventualmente di reindirizzare la persona sul giusto cammino. Cia­scuno di noi ha uno specifico piano o scopo di vita e quando si stabi­lisce una sintonia e s'inizia a seguirlo, l'esistenza scorre con molta più tranquillità e successo.

Tutti noi abbiamo sensazioni viscerali - da qualcuno definite "sapere interiore" - che cercano di aiutarci e di guidarci. Se scegliamo di ignora­re questa guida e di proseguire lungo la strada sbagliata, in genere le intuizioni diventano più forti ed evidenti finché, se continuiamo a sot­tovalutarle, rischiamo di venire "investiti da un camion , secondo un modo di dire australiano. Eppure, provate a rivedere un momento del­la vita in cui siete rimasti schiacciati da un "semirimorchio", in senso metaforico, e, con il senno di poi, cercate di capire se da quell evento non siano in effetti scaturiti vantaggi tutt'altro che trascurabili. Proba­bilmente si è trattato di una grande svolta nella vostra esistenza. Le essenze del bush agiscono aiutando a mantenere la giusta direzio­ne nella vita, a rimanere attenti alle proprie intuizioni e a comportar­si di conseguenza, in modo da non essere annientati con troppa fre­quenza da questi "semirimorchi". Inoltre, nel caso in cui si attraversi una crisi, le essenze del bush possono servire a elaborare le sensazioni e le esperienze, favorendo un recupero più rapido.

 

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I rimedi essenziali del bush portano alla luce le qualità positive che risiedono intimamente in ciascuno di noi. La loro attivazione ci con­sente di sostituire la paura con il coraggio, l'odio con l'amore, l'insi­curezza con la fiducia in se stessi, e così via.

Lo stesso Bach lo ha affermato con parole meravigliose, sostenendo che la funzione delle essenze floreali è quella di:

«amplificare le nostre vibrazioni e aprire i canali per accogliere il nostro sé spirituale, di inondare la nostra personalità con le virtù peculiari ed eliminare da noi stessi gli errori che ne erano la causa [delle nostre malattie]. Così come la bella musica o altre grandiose forme di ispirazione, esse sono in gra­do di elevare la nostra personalità nella sua interezza, avvicinandoci in que­sto modo a noi stessi. Così ci donano pace e alleviano le nostre sofferenze. Non ci guariscono attaccando la malattia, bensì inondando i nostri corpi con vibrazioni positive della nostra natura superiore, in presenza delle quali la malattia si dissolve come la neve al sole».

Benché il meccanismo d'azione delle essenze floreali non sia del tutto dimostrato, sono state condotte numerose ricerche in proposito. Nel suo eccellente libro Vibrational medicine, il dottor Richard Gerber le ha riesaminate, presentando le sue teorie personali. Gerber dimostra chiaramente che i disturbi emotivi e fisici sono curabili equilibrando e trattando i nostri corpi energetici sottili - astrale, etereo, mentale e causale - unitamente alle nostre energie spirituali superiori. Questi corpi energetici sottili rivestono un molo fondamentale per il mante­nimento del nostro benessere.

Secondo Gurudas, autore di Flozver essences, da una valutazione delle tre forme principali di rimedi vibrazionali - essenze floreali, rimedi omeopatici ed elisir di gemme - i primi rappresentano senza dubbio la modalità migliore e più efficace per raggiungere e trattare i corpi energetici sottili, insieme ai meridiani e al corpo fisico. Egli sostiene che, in generale, i rimedi omeopatici agiscono a livello fisico e sui campi biomagnetici del corpo. Alcuni possono influire sui chakra e sui corpi sottili, ma non altrettanto efficacemente come le essenze flo­reali. L'azione degli elisir di gemme è analoga a quella delle essenze floreali, ma non equivalente quanto a intensità, poiché non possiedo­no la potenza della forza vitale.

Gerber ricorda che il termine "vibrazione" è sinonimo di frequenza e che l'unica differenza tra materia densa, ad esempio un antibiotico o un pezzo di legno, e materia sottile, ad esempio un'essenza floreale, è data dalla frequenza alla quale vibrano. La materia sottile vibra a velo­cità superiori a quella della luce. Le medicine vibrazionali contenenti energie sottili ad alta frequenza sono in grado di agire sui corpi ener­getici sottili, nonché a livello dei canali emotivi, mentali e spirituali.

Gurudas fornisce un'interessante descrizione della modalità d'azione delle essenze sul corpo fisico e su quello sottile. Quando un'essenza è ingerita o assorbita attraverso la pelle, inizialmente è assimilata nella corrente sanguigna, quindi si deposita a metà tra il sistema circolato­rio e quello nervoso, dove la polarità dei due sistemi produce una corrente elettromagnetica. A questo punto, l'essenza si muove diretta­mente verso i meridiani, cioè i meccanismi vitali di interfaccia tra il corpo sottile e quello fisico. Partendo dai meridiani, la forza vitale dell'essenza floreale viene amplificata fino a raggiungere i chakra e i diversi corpi sottili, quindi ritorna al corpo fisico. Quest'amplificazio­ne potenzia altresì la forza vitale dell'essenza e ne favorisce l'assimi­lazione. L'essenza, così, raggiunge più rapidamente le parti squilibra­te del corpo e in una forma più stabile.

Secondo Gurudas, le essenze floreali purificano l'aura e i corpi sottili, affinché gli squilibri non generino più un cattivo stato di salute. La purificazione è immediata, ma i risultati si possono vedere dopo qualche tempo. Nel corpo fisico, le strutture della silice cristallina, in forma di quarzo, come ad esempio quelle della corrente sanguigna, dei capelli e delle unghie e dei corpi sottili, potenziano e trasmettono le energie curative delle essenze floreali nel luogo d'azione appro­priato alle frequenze corrette. L'intero processo è simile al modo in cui le radioonde colpiscono un cristallo in una radio, affinché esso risuo­ni con le alte frequenze, assorbendole e trasformandole nelle frequen­ze audio percepibili dall'orecchio umano. L'analogia seguente spiega ulteriormente gli effetti delle essenze floreali sull'individuo.

 

Tabella essenze floreali australiane bush

 

Il grafico qui sopra rappresenta la psiche umana: al vertice si trova la mente cosciente, la parte che pensa a che cosa fare oggi per pranzo e a che cosa si è fatto la settimana scorsa, nonché quella che sta analiz­zando esattamente le parole che state leggendo. La mente cosciente pullula di idee e salta costantemente da un pensiero all'altro.

Al di sotto del livello cosciente risiede l'inconscio, che contiene molte delle nostre convinzioni, la maggior parte delle quali si sono in effetti formate durante la vita intrauterina e nei primissimi anni della nostra esistenza. Spesso, sono proprio queste certezze a guidarci e a indiriz­zare le nostre azioni. Mentre creiamo continuamente situazioni che rinforzino le nostre convinzioni specifiche, di rado siamo realmente consapevoli del fatto che siano state formulate all'inizio della nostra vita o in epoca successiva.

Ad esempio, una bambina che, intorno ai tre anni, si è sentita dire ri­petutamente che è stupida, poco intelligente, o incapace di fare corret­tamente qualsiasi cosa, da adulta non avrà diretta coscienza di ciò che le era stato ripetuto circa la propria natura, ma, al contrario, potrebbe accettare un tale messaggio come parte reale della propria personalità. Al ripresentarsi di situazioni in cui questa ipotetica persona dovrà mettere alla prova se stessa, una modalità sbagliata di concepire la propria indole influenzerà negativamente la valutazione in questione. Potrebbe, ad esempio, commettere stupidi errori, arrivando disgrazia­tamente a perdere il proprio lavoro. L'aspetto frustrante della situazio­ne è che questa persona non sa coscientemente perché combina tanti pasticci e non riesce a realizzare che le sue incapacità sono determina­te solamente dalla convinzione di essere stupida e incapace.

Altre convinzioni comuni riguardano il fatto di non piacere a nessu­no, il senso di non appartenenza - soprattutto se non si era attesi e desiderati dai genitori - e l'idea di non essere interessanti, spesso in conseguenza dei commenti sgarbati o del continuo disprezzo ricevuti da bambini, da persone influenti. Tale convinzione può essere il risul­tato di manifestazioni di affetto rudi nei confronti del bambino, da parte di un adulto [...].

Quante persone conosciamo che, dopo la rottura di una relazione, giu­rano che non ripeteranno mai più lo stesso errore e invece vengono immediatamente attratte da un partner con caratteristiche caratteriali più o meno identiche, con cui iniziano a riproporre lo stesso scenario: è l'ammasso di convinzioni presente nel loro inconscio a determinare questo schema.

Anche la perdita di un genitore può avere un effetto profondo su un bambino piccolo. Una bambina che perde il padre in un incidente può interiorizzare tale evento con la convinzione che, se si lega a un uomo, questi l'abbandonerà. In età adulta, instaurerà relazioni con uomini che perderanno presto l'interesse in lei, la lasceranno per un'altra donna o salperanno per mari lontani. Ella, infatti, attrarrà uomini che, abbando­nandola, indirettamente rafforzeranno tale certezza.

Le convinzioni negative possono svilupparsi in molti modi. Le perso­ne, però, sono potenzialmente in grado di liberarsi dei modelli com­portamentali autodistruttivi svincolandosi da questi pensieri, e ciò non solo a proprio vantaggio, ma anche a beneficio dei figli, ai quali verrà risparmiato un ciclo che spesso si perpetua spontaneamente di generazione in generazione. [...]

Infine, la sezione inferiore del diagramma rappresenta l'Io evoluto. Qui risiedono le qualità positive innate in ciascuno di noi, come l'amore, il coraggio, la fiducia e la fede, le soluzioni a tutti i nostri problemi e la comprensione del piano e dello scopo della nostra vita. In questa parte della mente sono prodotte anche le sensazioni istintive e l'ispirazione. Le essenze floreali del bush australiano agiscono analogamente alla meditazione, in quanto non solo risolvono i pensieri negativi, ma fan­no sì che le qualità positive innate pervadano la nostra mente co­sciente. Questi potenti rimedi lavorano in diversi modi per aiutarci ad abbandonare le convinzioni e le emozioni negative, sostituendole con gli aspetti positivi. Persone ed eventi possono comparire all'im­provviso per indirizzarci verso un altro livello di comprensione. Tale passaggio può essere ulteriormente avvalorato se non ci lasciamo più inibire dalle nostre convinzioni negative.

In un certo senso è come se una persona avesse un determinato nume­ro di livelli emotivi e le essenze del bush fungessero da supporto nel­l'elaborazione dei blocchi emozionali attraverso questi stessi livelli.

Le essenze sono autoregolanti, in altre parole sono efficaci solamente fin dove una persona è disposta ad arrivare. Esse, inoltre, agiscono come blandi catalizzatori, conducendo le persone a un particolare li­vello e aiutandole poi a procedere a quello successivo.

 

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Naturalmente, quanto più le persone sviluppano l'autocoscienza at­traverso le pratiche di crescita personale, la meditazione e la volontà di esplorare e affrontare i propri sentimenti, tanto più rapida è l'azio­ne dei rimedi.

La bellezza delle essenze risiede nel fatto che possono essere utilizza­te da tutti, perché sono totalmente sicure e prive di effetti collaterali. Non sono necessari anni di formazione medica per comprenderne le proprietà e per prescriverle. [...]

Le essenze del bush sono efficaci sia per i bambini e gli adulti, sia per gli animali. Esse, infatti, agiscono con estrema rapidità nel caso dei bambini, poiché questi non hanno ancora accumulato troppa negatività e hanno eretto un numero minore di barriere emotive, rimanen­do più a contatto con i propri sentimenti. Il dosaggio per i bambini e gli animali è analogo a quello per gli adulti. I risultati ottenuti nei bambini più piccoli e negli animali eliminano la possibilità che i be­nefici derivati dall'assunzione delle essenze del bush siano dovuti a un effetto placebo.

Nella maggior parte dei casi è preferibile assumere i rimedi separata­mente - cioè un rimedio per volta o in una miscela, se le essenze so­no tutte finalizzate allo stesso problema - poiché in questo modo si otterrà un effetto migliore e più duraturo. In tal caso, la loro azione partirà dai corpi esterni per raggiungere internamente quelli fisici.

Quando si usa una miscela di due o più essenze che si rivolgono a questioni separate, l'effetto potrebbe invece subire rallentamenti. Tut­tavia, nelle situazioni particolarmente critiche, è possibile usare fino a sette rimedi in un'unica miscela, anche se di norma ne consigliamo un massimo di quattro (e solo in alcuni casi cinque).

Erbe, minerali, vitamine e sali cellulari agiscono, invece, esclusivamen­te sul corpo fisico.

 

 

 

Tratto da "Essenze floreali australiane - Bush Flower Essences per ritrovare serenità e benessere" di Ian White. Tecniche Nuove Editore.