Kombu o Kelp

(Laminaria japonica, digitata, saccharina)

Esistono circa dodici tipi di Kombu. In Spagna si coltiva la Laminaria Saccharina, mentre quella che si importa dal Giappone è la Laminaria japonica. È un'alga di consistenza coriacea ed è la più ricca di acido glutammico e iodio; cresce sulle coste nord degli oceani Pacifico e Atlantico e anche in alcune località del Mediterraneo. Considerata il vegetale marino più prolifico delle coste americane, dove spesso viene denominata Kelp, contiene venticinque vitamine tra cui B, E, D e K, inclusi l'acido folico e il gruppo B12. È una delle poche fonti naturali di vitamina A. Contiene importanti quantità di vitamina C ed è ricca di clorofilla e di minerali (22%) chelati naturalmente, come succede per le altre alghe marine; in particolare si distinguono: calcio, potassio, magnesio, ferro, iodio e zolfo.

La qualità delle sue proteine è paragonabile a quella delle proteine degli alimenti animali. Contiene anche fucoidani, laminarine e mannitolo, tutte sostanze che, con lo iodio e l'alginato, possono essere impiegate nell'industria farmaceutica.

La Kombu è l'alga marina più ricca di alginato, sostanza capace di aiutare a eliminare le particelle radioattive e i metalli pesanti dal corpo, soprattutto dal tratto intestinale (intestino crasso). Per questa ragione è consiglia­bile cucinarla con pesci, quali il tonno e il salmone, i cui livelli di mercurio e metalli pesanti cominciano a essere preoccu­panti per la salute. Nella Kombu l'alginato di sodio lavora in sinergia con lo iodio, le laminarine e il selenio, potenziando così l'effetto antiradioattivo. L'alginato di sodio, le carragenine e l'agar contenuti nella Kelp sono sostenze gelatinose che in generale aiutano a ristabilire l'equilibrio e la salute del trat­to gastro in estinaie migliorando la digestione e l'evacuazione.

Il mannitolo, che può costituire fino al 65% del suo peso secco, è uno zucchero naturale che viene usato come me­dicina antidepressiva nei paesi asiatici. In Giappone se ne servono per preparare alimenti destinati ai diabetici. È anche l'alga più ricca di iodio; il suo contenuto di iodio or­ganico, agendo come precursore della tiroxina (ormone del­la tiroide), fa della Kombu un vegetale molto apprezzato in quanto regolatore del metabolismo e normalizzatore dei di­sturbi legati all'iper- o ipofunzionamento della tiroide, preve­nendo e curando disturbi quali l'obesità, l'eccessivo dimagri­mento e la congestione del sistema linfatico.

 

Le Alghe in Medicina: Kemp

 

Come le altre alghe marroni, contiene fucoidani, polisacca­ridi che portano le cellule cancerogene all'apoptosi, soprat­tutto nei casi di leucemia, cancro dello stomaco e del colon.

Le laminarine, polisaccaridi specifici delle laminarie, ol­tre a essere efficaci nei disturbi cardiovascolari, equili­brando la coagulazione sanguigna, sostengono l'azione anticancerogena dei fucoidani.

I tumori solidi provocano una fuoriuscita di fibrina dai capil­lari; si formano così dei coaguli di questa proteina che vengo­no invasi da cellule reclutate dai tumori solidi, inclusi i fibro­blasti e le cellule endoteliali. Questi tipi di cellule incrementa­no la solidità e l'angiogenesi (vascolarizzazione) del tumore. L'angiogenesi è a sua volta il prerequisito per l'espansione del tumore e delle metastasi. Le laminarine sembrano essere in grado di inibire questo processo bloccando l'unione di cellu­le endoteliali e fibroblasti con la fibrina. E interessante notare come queste ricerche recenti confermino l'impiego tradiziona­le della Kombu nel trattamento e nella cura dei tumori solidi.

La Kombu contiene steroli che svolgono un'azione anticolesterolemica (come fa il beta-sitosterolo nell'uomo), per cui è molto indicata nel trattamento dell'ipercolesterolemia e dei disturbi lipidici.

Un supplemento di Kelp ricopre il fabbisogno giornaliero di carotenoidi, vitamine A, B1, B2, B6, B12, di vitamina D e di acido pantotenico.

Tra le proprietà della Kelp, grazie alla presenza consistente di acido kainico, vi è quella di favorire l'espulsione dei ver­mi intestinali, sia degli esseri umani che degli animali da compagnia. La Kombu purifica il sangue, è efficace in caso di artrite e promuove la salute delle ghiandole endocrine, pituitaria, tiroidea e surrenali in particolare. È di aiuto nei problemi virali quali l'herpes.

La sua applicazione in medicina tradizionale è molto este­sa. I Cinesi la impiegavano nel trattamento della gotta e degli acidi urici, dell'obesità, della magrezza e dell'iperten­sione. Stimola delicatamente il sistema linfatico, è efficace nei casi di ipertensione arteriosa: alcuni studiosi giappo­nesi hanno isolato di recente nella Kombu delle sostanze ipotensive tra cui l'istamina.

La Kombu attiva la circolazione del sangue, agisce sul si­stema nervoso e previene le malattie degenerative; è molto efficace nell'artrite e nei problemi renali in generale. Abbassa il livello degli zuccheri nel sangue: di fatto, è l'alga più ricca di cromo.

La sua efficace azione sulla flora intestinale, fa si che venga potenziata l'assimilazione degli altri nutrienti.

Gli abitanti di Okinawa sono i più longevi del Giappone e il tasso di cancro in questa regione è il più basso del paese. Il loro consumo di Kombu, 1 g al giorno, è il più alto del Giappone; una porzione normale di Kombu, 0,5 g, apporterebbe 5 mg di U-fucoidani.

Nella medicina tradizionale giapponese la Kombu era l'alga messa in relazione con il sistema di organi polmoni-intestino crasso. Ciò giustifica il suo impiego negli eccessi di mucosità degli organi respiratori e nelle malattie dell'intestino.

Rimedio per la colite: si fa bollire l'alga in salsa di soia e acqua fino all'evaporazione.

Wakame

(Undaria pinnatifida)

Le Alghe in Medicina: Wakame

 

Originaria della Cina e del Giappone, si è poi estesa sulle co­ste americane atlantiche e nel Messico; in Europa ha attec­chito nei mari di Gran Bretagna, Francia e Spagna (La Co­ruña, Rias Bajas de Galicia, Cantabria). Ha foglie lobulate e, come indica il suo nome, ondulate, che possono misurare sino a un metro e mezzo. La Wakame è un tipo di laminaria o Kelp (intesa come grande alga marrone) molto usata in Giappone e in Cina, dov'è conosciuta con il nome di qundaicai. In Giappone è considerata più importante della Kombu, più per il suo valore nutritivo che per la sua produzione.

Alcune ricerche condotte all'università di Hokkaido hanno scoperto che la fucoxantina abbondan­temente contenuta nella Wakame aiuta a bruciare i grassi, soprattutto quelli situati nelle parti centrali del corpo; l'addome per esempio. Ricca di minerali (18%), soprattutto di calcio, magnesio e vitamina C e del gruppo B, è un equili­brante del sistema nervoso, molto utile quindi in disturbi quali il nervosismo, la stanchezza, l'astenia, lo stress e la depressione. Favorisce la crescita delle unghie e dei capelli. Viene anche impiegata contro l'alopecia e per dare brillan­tezza ai capelli. Tutte queste proprietà sono dovute in par­te al suo contenuto di magnesio, che, anche se non è su­periore a quello di altre alghe come la Kombu o la Hiziki, è molto più assimilabile. È da sottolineare che dopo la Hiziki è l'alga più ricca di calcio (1.380 mg).

Aiuta a migliorare l'attività di reni e fegato e stimola la pro­duzione di ormoni. Contribuisce anche ad abbassare la ten­sione arteriosa. Nella medicina tradizionale giapponese la Wakame era associata al sistema di organi fegato-vescica biliare: la zuppa di miso di orzo (mugi) con Wakame è anco­ra oggi uno dei rimedi macrobiotici di base per la salute e la cura di questa coppia di organi, poiché il miso unito all'alga aiuta a disintossicare il fegato e a ridurre il colesterolo LDL.

Come la Kombu, la Wakame contiene fucoidani specifi­ci che, oltre ad avere un'azione anticancerogena, riduco­no l'infiammazione allergica e sono antivirali. La Waka­me presenta un alto contenuto di galattofucano, che nelle ricerche di laboratorio è risultato efficace contro il virus dell'herpes HSV-1 e 2 e contro il citomegalovirus. La sostanza inibirebbe il radicarsi del virus nelle cellule. Premettendo che, scientificamente parlando, queste sostanze antivirali non vengono assorbite attraverso la semplice ingestione alimentare dell'alga, è stato comprovato che nelle comunità in cui si consumano alghe, in modo particolare la Wakame, il tasso di HIV è sensibilmente inferiore (Department of Pathology, University of Chicago).

Hiziki

(Hizikia fusiformis o Cystophyllum fusiforme)

Le Alghe in Medicina: Hiziki o Hijiki

 

È filiforme, cilindrica, di colore quasi nero. Cresce in profon­dità marine maggiori, rispetto alle altre alghe e possiede la maggior quantità di minerali e oligoeiementi (34%), per que­sto è considerata nella medicina orientale l'alga più yang. 100 g di Hiziki contengono oltre 1.400 mg di calcio (più di qual­siasi altro alimento marino) e buone quantità di vitamina A e di caroteni. Dev'essere consumata in piccole quantità. È l'alga della rigenerazione per eccellenza, è cicatrizzante, faci­lita l'abbassamento dei livelli del colesterolo, previene la ca­rie ed è raccomandata durante la gravidanza grazie alla sua ricchezza di minerali. Si dice che i Giapponesi devono la loro caratteristica capigliatura al consumo regolare di quest'alga che si riflette sui loro capelli, che sono lucidi, brillanti, forti, elastici e incanutiscono molto tardi. Si deve evidenziare la sua azione sulle unghie e sulle ossa e il suo alto contenuto di fer­ro. È raccomandata nei casi di anemia. In Giappone è abitua­le mangiare solamente Hiziki per tutto un giorno come cura di ringiovanimento. Viene usata anche nei problemi di circo­lazione sanguigna e per rinforzare tutti i suoi vasi. La medici­na tradizionale affermava che le Hiziki ricordano nella forma i capelli e i capillari, confermando così il loro indubitabile ef­fetto su di essi, sulle vene, sulle arterie e appunto sui capillari. Veniva associata al sistema di organi reni-vescica urinaria. La sua ricchezza di minerali conferma questa scelta, poiché i mi­nerali sono l'alimento base dei reni.

Poiché l'alga contiene arsenico inorganico, è preferibile non abusarne e limitarne il consumo a non più di tre volte alla set­timana e a non più di 4,5 g per volta. La paura dell'arsenico non deve impedirci di approfittare di un alimento tanto pre­zioso; le alghe sono il primo gradino della catena alimentare: molto più arsenico conterranno i pesci che se ne cibano, ma questo non sembra interessare molto le autorità.

Per godere dei suoi benefici sulla circolazione e per rimine­ralizzarci, si agirà nel seguente modo: mettere a bagno una cucchiaiata di Hiziki per 10-15 minuti. Risciacquare. Con­sumarle così come sono durante la giornata, tre volte la set­timana per due mesi.

Nori

(Porphyra umbilicalis)

Le Alghe in Medicina: Nori

 

È l'alga più comune delle coste europee, tipica di quelle atlanti­che: la si trova dalla Gran Bretagna al Mediterraneo. In Galizia emerge spontanea durante la bassa marea e in seguito viene macinata e ridotta in fiocchi. In Giappone viene coltivata e una volta macinata viene trasformata in lamine pressate. È la pianta marina più ricca di proteine (può raggiungere il 50%); contiene diciotto tipi di amminoacidi tra i quali si ri­scontrano quelli essenziali come la fenilalanina, l'isoleucina, la leucina, la lisina, la treonina e il triptofano. Contiene la taurina, che previene l'insorgere di cataratte e diabete e, nei bambini, agisce come amminoacido essenziale perché stimola l'ormone della crescita. La taurina influisce sulla circolazione degli acidi biliari, controllando così i livelli del colesterolo nel sangue e prevenendo calcoli nella vescica biliare (Noda 1993; Tsuji et al. 1981 ; Tsuji et al. 1983). Le proteine della Nori sono perfettamente equilibrate e assimilabili. Oltre alla vitamina C, contiene vitamina B12, iodio, ferro, quantità rilevanti di vitamina A, molti carotenoidi e fibra alimentare. Il 75% delle proteine e dei carboidrati in essa contenuti sono digeribili in una percentuale molto alta, trattandosi di un vegetale marino. La pianta rappresenta anche la miglior fonte del pigmento ficoeritrina, usato come fluorescente dall'industria medica diagnostica. Contiene omega-3 e omega-6 che affiancano la taurina nel controllo dei livelli di colesterolo nel sangue e aiutano a prevenire disturbi circolatori. Grazie a un'altra sostanza attiva, la beta-omobetaina, riduce il livello di colesterolo più di qualsiasi altra alga. Per l'eccezionale contenuto di vitamina A, il suo consumo è consigliato alle persone con problemi di pelle e di vista.

Migliora la vista notturna.

Come le altre alghe rosse, la Nori è molto ricca di ferro, rame, manganese, selenio e zinco. Una ricerca ha dimostrato la sua capacità di rigenerazione dell'emoglobina: la quantità di ferro biodisponibile nella Nori va da 0,28 mg a 0,91 mg Fe/g di ma­teria secca, paragonabile a complementi altamente rinforzati in ferro (Amine e Hegsted, 1974). Può contenere da 12,0 a 68,8 μg/100 g di peso secco di vitamina B12. Due o tre foglie di alga Nori al gior­no (3 g) sono sufficienti per assicurare la quantità giornaliera di vitamina B12 (Watanabe et al., 1999). Quest'alga contiene an­che livelli relativamente alti di colina e inositolo, sostanze incluse nel complesso vitaminico B che giocano un rulo importante nell'utilizzo dei grassi e del colesterolo e che sono indispensabili per la salute delle cellule cerebrali (Mindel, 1981). Nella medici­na tradizionale la Nori si usava per le malattie del cuore e dell'in­testino tenue. Studi recenti hanno riscontrato nella Nori sostan­ze antibatteriche e antivirali che equilibrano la flora intestinale. Il suo notevole contenuto di omega-3 e 6 giustifica ampiamente il suo impiego tradizionale nella cura del cuore.

Tra i principi attivi specifici della Nori troviamo i porfirani, un tipo di polisaccaridi simili all'agar. Si tratta di una fibra alimentare solubile in acqua che presenta proprietà anticoagulanti e riduce il colesterolo. È antiossidante e sembra possa prevenire alcuni tipi di cancro. I porfirani sono stati studiati per il trattamento dei tumori al seno (Noda, 1993) e dei fibrosarcomi (Noda et al., 1990). Agirebbero in modo specifico sulle cellule cancerogene portandole all'apoptosi.

Arame

(Eisenia bicyclis)

Le Alghe in Medicina: Arame

 

Le Arame si raccolgono intorno alla penisola di Ise, sulla costa del Pacifico dell'isola più grande del Giappone. Ap­partengono al gruppo delle alghe marroni e assomigliano molto alle Hiziki. A differenza di queste ultime, le Ararne sono di sapore molto più delicato e dolce, grazie alla pre­senza di mannitolo, uno zucchero naturale contenuto in abbondanza nelle alghe marroni. Sono ricche di calcio, fo­sforo e iodio, e l'equilibrio tra i suoi minerali può aiutare a ridurre la pressione del sangue.

L'Arame veniva usata dalla medicina tradizionale per elimi­nare i fibromi dell'utero e del seno e, in generale, per tratta­re tutti i disturbi degli organi genitali femminili e per stimo­lare l'energia sessuale. Grazie alle sue vitamine liposolubili e ai suoi fitormoni, la si usa ancora oggi per normalizzare i sintomi della menopausa. È utilizzata anche nella cosme­tica per combattere le rughe e ottenere una pelle morbida, rinforzare i capelli e prevenirne la caduta. La medicina tra­dizionale raccomanda i bagni con Arame perché ristabili­scono la circolazione del sangue, ragione per cui essa aiuta a superare facilmente i freddi invernali che sono causa di disturbi alla circolazione. Come abbiamo detto, è recente la scoperta nell'alga di antiossidanti, i florotannini (un tipo di polifenoli) che sono in grado di proteggere la pelle dall'os­sidazione dovuta ai raggi ultravioletti B. Questo risultato apre nuovi campi di indagine per verificare le proprietà delle Arame nella prevenzione del cancro della pelle e per uso topico in preparati cosmetici che ritardano l'invecchiamento cutaneo dovuto all'esposizione solare.

La medicina tradizionale giapponese l'associava alla coppia di organi stomaco-milza e pancreas. Il suo sapore dolce è effettivamente molto indicato per trattare i disturbi dello stomaco, soprattutto se viene cucinata con vegetali che presentano le stesse qualità, come la zucca, la cipolla, la carota, la patata dolce ecc. A livello terapeutico il miglio è il cereale con cui meglio si abbina.

L'essere in relazione con la milza giustifica il suo impiego nelle malattie delle donne: il meridiano della milza, infatti, nella sua qualità di contenitore e regolatore del sangue, è sempre coinvolto nei disturbi femminili, soprattutto quelli collegati alle mestruazioni.

Dulse

(Palmaria palmata)

Le Alghe in Medicina: Dulse

 

La Dulse è un'alga rossa che cresce rigogliosa nelle acque basse, lungo le coste rocciose dove il mare è agitato; si raccoglie in Irlanda, Scandinavia, Nord America, Giappone. In Spagna è autoctona del Cantabrico del Nord, mentre viene coltivata e commercializzata in Galizia e nelle Asturie. La raccolta si fa tra maggio e ottobre, durante la bassa marea, e poi viene lasciata seccare al vento e al sole. La si riconosce per la forma palmata e per il colore rosso-purpureo. È l'alga più ricca di ferro, come suggerisce il suo colore rossiccio, e di rame, oligoelemento che aiuta a sintetizzare il ferro. Possiede anche interessanti quantità di potassio, magnesio, iodio e fosforo, e grazie ai lieviti che sintetizza è una buona fonte di vitamine B6 e B12.

È valorizzata soprattutto per il suo contenuto di litio. Il litio naturale, alimentare, è utilizzato dall'organismo per controllare la rabbia e l'ostilità, per superare crisi psichi­che ed emozionali, ansia e depressione.

Dopo la Nori, la Dulse è l'alga a maggior contenuto pro­teico. Una manciata di alga Dulse ci fornisce il 100% della quantità giornaliera di vitamina B6, il 66% di vitamina B12, un interessante supplemento di ferro e di fluoro e un con­tenuto molto alto in potassio (7.820 mg per 100 g).

È molto povera di sodio, ma contiene trecento volte più iodio e cinquanta volte più ferro del grano, per esempio.

Già conosciuta dagli antichi Celti, evitava lo scorbuto ai marinai per la sua ricchezza di vitamina C (altra sostan­za che aiuta ad assorbire il ferro). La impiegavano anche per combattere mal di testa, coliche, stitichezza e vermi intestinali. La Dulse si è dimostrata attiva contro il virus dell'herpes, sul quale esercita un'azione purificante e to­nica. E ricca di polifenoli e indagini di laboratorio han­no confermato la sua azione antiossidante. L'alga Dulse è stata usata per secoli come alimento e medicina anche tra i popoli nativi del Nord America. Costoro, che dall'osser­vazione della forma e del colore delle piante ne intuivano le proprietà terapeutiche, la utilizzavano per la cura delle malattie femminili sia fìsiche (disturbi dell'utero, cicli ir­regolari e abbondanti, emorragia, anemia) che psichiche (l'ansia e la depressione che si presentano nella menopau­sa).

Queste proprietà sono chiaramente giustificate dal contenuto, tra gli altri oligoelementi, di ferro e litio, e dalla presenza di vitamine del gruppo B. Conosciuta come medicina nel Nord dell'Europa da molti secoli, la si utilizzava in polvere per uso interno per combattere la stitichezza, i vermi intestinali e lo scorbuto. Per uso esterno si facevano cataplasmi per risolvere problemi della pelle, mal di testa e per aiutare le donne, a espellere la placenta dopo il parto. La Dulse arrotolata si fumava al posto del tabacco.

(in giapponese)">

Agar-agar o Kanten (in giapponese)

(Gelidium purpurascens) 

Le Alghe in Medicina: Agar-agar

 

Non si tratta di un'alga in senso proprio, ma di un sottoprodotto ottenuto da differenti alghe, tra le quali spicca per il suo potere gelificante la Gracilaria, un'alga rossa della famiglia Gelidium purpurascens. Per le sue proprietà è considerata la regina degli agenti gelificanti.

L'Agar-agar si trova nelle cellule delle alghe rosse ed è interessante in modo particolare perché contiene monomeri di galattosio solforato, sostanza dalla quale si ottiene la gelatina. Deve solo essere estratta dall'alga e purificata per trasformarsi in agar-agar.

Per la sua purezza viene usata anche nelle ricerche (microbiologia). In realtà, fu Fannie Hesse, la moglie di un collaboratore del microbiologo Robert Koch, che alla fine del secolo XIX suggerì questo mezzo per la coltura dei batteri: la polvere di alga che lei usava per ispessire le marmellate risultò decisiva per ottenere delle colture pure e permise un rapido progresso nel campo della microbiologia.

Altri campi in cui l'Agar-agar si è dimostrata utile sono la sto­matologia, la cosmesi, l'industria della carta e degli adesivi ecc.

Cento grammi di Agar-agar apportano 800 mg di sodio, 400 mg di calcio e in quantità minori ferro, fosforo e io­dio. Essa si distingue per non essere attaccabile dai succhi gastrici, né assorbibile, fattori che la rendono ideale come complemento per correggere la stitichezza, proteggere la mucosa gastrica e regolare il transito intestinale. Viene molto usata nelle diete dimagranti perché, oltre a favorire il transito intestinale e ad aumentare il volume delle feci, sazia leggermente e non apporta calorie.

Più che nei nutrienti, la sua importanza risiede soprattutto nella fibra alimentare che contiene in abbondanza e che può risultare utile nei disturbi del transito intestinale, in caso di obesità e di ipercolesterolemia. La fibra aiuta a eliminare gli acidi biliari; da qui emerge la sua influenza sul livello di colesterolo nel sangue.

La medicina macrobiotica utilizza l'Agar-agar contro la sti­tichezza e per rinfrescare il corpo nei giorni più caldi. La ge­latina di Agar-agar e mela si può offrire ai bambini quando hanno la febbre, per togliere l'eccesso di calore.

In commercio la si trova in forma di barre rettangolari, di fili e in polvere. Questo idrocolloide è completamente solubile in acqua a 100°C. A contatto con l'acqua fredda si gonfia e può aumentare fino a trenta volte il suo volume. Gelifica tra i 35 e i 43°C e si scioglie tra gli 85 e i 95°C.

(Carrageen moss, in inglese)">

Muschio d'Irlanda (Carrageen moss, in inglese)

(Chondrus crispus)

Le Alghe in Medicina: Muschio d'Irlanda

 

Si tratta di un'alga rossa molto abbondante, che a volte for­ma dei cespugli, sempre su superfici rocciose. Si trova in tutte le coste atlantiche dell'Europa e del Nord America e nel Me­diterraneo, in Grecia. Abbonda sulle coste britanniche, ma la incontriamo anche sulle coste del mar Cantabrico del Nord e dell'Atlantico, nel sud della Spagna. La maggior parte di quella che si trova in commercio proviene dalle coste settentrionali dell'Irlanda, e da lì deriva il nome con il quale è conosciuta, Muschio d'IrlandaIn Irlanda è chiamata "carrageen", che significa "spuma di roccia", perché emerge solo durante le alte maree. Quando la pianta è fresca, è tenera e cartilaginosa, ha un colore che varia dal giallo verdastro al porpora o marrone e porpora; una volta lavata e seccata al sole per essere conservata, assume un aspetto coriaceo e una tonalità trasparente. La mucillagine è l'elemento principale del Muschio d'Irlanda, arrivando a costituire il 55% della pianta; contiene anche un 10% di proteine e un 15% di sali minerali, tra i quali spiccano zolfo e iodio oltre a calcio, magnesio, sodio e potassio.

La sua ricchezza di mucillagine e di composti solforati fa sì che sia utile nei processi di disintossicazione; è anche in grado di equilibrare e regolare il metabolismo, rinforza i capelli, la pelle e le unghie. Nella medicina tradizionale veniva utilizzata per curare l'impotenza sessuale e la frigidità e per trattare le malattie dell'apparato respiratorio, giacché se ne erano intuite le notevoli capacità antinfiammatorie e antimicrobiche. È probabile che l'abbondante quantità di muco che l'alga libera durante l'ebollizione abbia ricordato il muco secreto dalle infezioni respiratorie (il simile cura il simile). Si usa come base gelificante e come addensante nell'industria alimentare, così come l'Agar-agar.

Da tempi immemorabili il "carrageen" viene usato come emolliente e ammorbidente; lo si utilizzava per curare i tessuti infiammati e si preparavano lozioni per ammorbidire la pelle (mucillagine) e per prevenire l'invecchiamento cutaneo.

Così come accade con molti degli antichi rimedi medica­mentosi, la ricerca scientifica attuale ha confermato di re­cente le proprietà della carragenina, soprattutto quella an­tinfiammatoria. Si sta anche studiando la sua azione anti­microbica nei confronti del papilloma virus e di conseguen­za il suo ruolo protettivo contro il cancro alla cervice.

La cosmesi utilizza con frequenza queste alghe per la loro purezza e per l'alto contenuto di sali minerali, oligoelementi, proteine, vitamine, precursori in particolare della vitamina D e dei betacarotene.

Lo iodio in essa contenuto, nello stimolare la lipasi (en­zima che agisce sui grassi) ha dimostrato di avere una effettiva proprietà nei confronti dei lipidi, poiché aiuta a metabolizzarli e a eliminarli.

Ricetta di Carrageen contro le infezioni dell'apparato re­spiratorio. Lavare la Carrageen per togliere il sale e met­terla a bollire in una pentola con tre arance e due limoni pestati, pelle inclusa. Coprire con acqua e cuocere per 20-40 minuti, fino a che l'acqua sia consumata. Filtrare un poco in un recipiente e aggiungere miele per attenua­re il sapore forte. Prenderne tre volte al giorno, fino a li­berare il petto dalle mucosità.

Fucus

(Fucus vesicalosus)

Le Alghe in Medicina: Fucus

 

Si trova sulle rocce sommerse in ambedue le coste del Nord America e, in Europa, nel Mediterraneo del nord, dove arriva attraverso lo stretto di Gibilterra. Molto comune sulle coste del Galles e sulla costa sud-est dell'Inghilterra, è strettamente imparentata con le giapponesi Wakame e Kombu. Al centro della grande varietà di elementi che compongono la Fucus, spiccano il complesso vitaminico (vitamine A, C, B2, E), alcuni amminoacidi, abbondanti sali minerali e oligoelementi (13-23%), tra cui emerge lo iodio, oltre a cloro, sodio, potassio, ferro, fosforo, magnesio, rame, silicio/litio, boro, zinco e cobalto. L'algina, un polisaccaride che ha la capacità di assorbire acqua in quantità cento vol­te superiore al suo peso, raggiunge tra il 18 e il 30% del peso secco della Fucus. Questa sostanza gelatinosa si gonfia e for­nisce una sensazione di sazietà, riducendo l'appetito.

L'alga Fucus è ricca di mannitolo ed è importante per il suo contenuto di vitamina K, indispensabile per la coagulazione del sangue e per la stimolazione delle ghiandole surrenali.

È molto usata in terapia, soprattutto in trattamenti esterni o in compresse, come complemento fitoterapeutico, dal mo­mento che il suo eccessivo contenuto di iodio potrebbe ren­derla pericolosa se venisse assunta abitualmente come ali­mento. Per uso interno la si usa soprattutto in caso di ipertiroidismo e obesità.

Un supplemento giornaliero di 3-5 g, in infusione, sembra poter normalizzare la prostata, specialmente nei primi sta­di della sua crescita. L'uso di tè o compresse di Fucus nor­malizza la pressione del sangue e migliora il sonno; aiuta ad abbassare i livelli del colesterolo e serve nel trattamento di eccessi di acido urico come la gotta. Riduce l'acidità ga­strica ed è efficace nei casi di riflusso gastroesofageo. I gel mucillaginosi formati dagli alginati proteggono di fatto la mucosa dello stomaco e impediscono il riflusso del bolo alimentare dallo stomaco all'esofago. È questo stesso gel a fornire l'effetto di sazietà e a funzionare come lassativo, di cui si approfitta nelle cure dimagranti.

Una buona parte dello iodio presente nella Fucus si presen­ta come di-iodotirosina (DIT), immediato precursore degli ormoni tiroidei tiroxina (T4) e iodotironina (T3), facendo di quest'alga un elemento ideale nel trattamento dei primi stadi dell'ipertiroidismo.

Ancora oggi gli Indiani nordamericani continuano a usarla nelle saune per combattere artrite e gotta, e per rinforza­re il sistema immunitario indebolito da qualche malattia. In Inghilterra, durante l'epoca vittoriana, per combattere i reumatismi alle ginocchia la pianta veniva bollita nell'ac­qua o scaldata sul ferro e poi applicata come cataplasma sulle ginocchia stesse. Sempre in quell'epoca si soleva pre­parare un vino, "il vino tonico vittoriano", per usarlo come rimedio nelle malattie delle ossa e delle articolazioni dei bambini. Veniva preparato facendo fermentare, in un luo­go caldo, uva, zucchero e Fucus secca.

Un bagno di Fucus, sia in acqua calda che fredda, può al­leviare i dolori articolari e muscolari, stimolando la rige­nerazione della cartilagine. La si usa anche per risolvere gli inestetismi della cellulite. Presa in infusione o in compres­se, la Fucus è molto efficace, mentre lo è meno nelle tintu­re alcooliche o in estratto.

 

 

 

Tratto da "Alghe - Utilizzo terapeutico e consigli alimentari" di Clara Castellotti. Macro Edizioni.

Scritto da Lo staff di Sorgente Natura