Informazioni botaniche

La lavanda (Lavandula angustifolia) è una pianta arbustiva sempreverde appartenente alla famiglia delle Labiate.

È originaria della Provenza ed è molto diffusa nelle regioni mediterranee. Cresce spontanea in terreni collinari e sassosi, non teme il freddo e il suo habitat ideale sono le zone soleggiate, ventose e non troppo piovose. Non necessitando di particolari cure e attenzioni è molto indicata come pianta ornamentale per siepi, giardini e balconi.

La pianta ha un aspetto folto e ramificato con foglie allungate e strette. I fiori, noti per il caratteristico profumo, si raccolgono nella parte terminale del fusto formando delle spighe la cui lunghezza oscilla dai 5 ai 15 centimetri.

Come e quando si coltiva

Essendo un arbusto che si sviluppa in larghezza è consigliato piantare i semi in vasi ampi e spaziosi. Al fine di evitare il ristagno dell’acqua e impedire che le radici marciscano è buona norma evitare l’uso di sottovasi e annaffiare la pianta solo quando il terreno risulti arido.

Sopporta bene le più diverse temperature climatiche e fiorisce nei mesi estivi. Il periodo più indicato per la semina va da aprile a giugno e nell’intervallo di poche settimane i primi germogli inizieranno già a crescere.

È classificata come pianta da esterno tuttavia se è collocata vicino a fonti di luce e opportunamente inumidita può vivere senza difficoltà anche negli ambienti interni. Nonostante sia un arbusto durevole e resistente, in inverno è opportuno proteggerlo dalle correnti gelide collocandolo in posizione riparata o coprendolo con gli appositi teli da giardinaggio.

Per garantire alla pianta una crescita sana e rigogliosa può essere utile procedere alla potatura: questa è tuttavia consigliata solo se i fiori hanno raggiunto una piena maturazione.

Proprietà medicinali e utilizzi

Le proprietà benefiche e curative della lavanda sono note dall’antichità. Presso Greci e Romani la lavanda era principalmente utilizzata in qualità di detergente naturale: il suo stesso nome proviene infatti dal verbo latino lavare. In virtù delle sue proprietà repellenti veniva in quel tempo cosparsa sui pavimenti per profumare e allontanare gli insetti.

Conosciuta e apprezzata dai più importanti medici del tempo, la lavanda era somministrata come rimedio naturale per contrastare le paralisi, le cefalee e le malattie da raffreddamento.

La lavanda è nota ancora oggi per le sue virtù antibatteriche e analgesiche. Grazie alle sue proprietà decongestionanti e balsamiche, in caso di raffreddore e influenza apporta notevoli benefici alle vie respiratorie.

Contribuisce inoltre al miglioramento delle funzioni intestinali: facilita il flusso della bile, riduce gli spasmi muscolari e stimola la diuresi.

Insieme ad altre piante aromatiche e officinali come ad esempio la Valeriana, è molto apprezzata per i suoi effetti distensivi sul sistema nervoso. L’olio essenziale è infatti particolarmente efficace per ridurre lo stress, l’insonnia e le palpitazioni. Il suo pregevole ma delicato profumo distende i nervi e favorisce naturalmente uno stato di generale benessere e rilassamento.

L’olio essenziale vanta inoltre proprietà cicatrizzanti e sedative. Se applicato sulla pelle può fungere da calmante in caso di punture di insetti e leggere scottature. In ambito erboristico e omeopatico è infatti consigliato come efficace antidolorifico e antidepressivo. Le proprietà antinfiammatorie dell’estratto lo rendono adatto per lenire i dolori reumatici.

Oltre che per bagni e massaggi distensivi, l’olio alla lavanda può essere usato sulla pelle anche per ridurre pieghe, eczemi e ferite; con l’aiuto di un pettine favorisce l’eliminazione dei pidocchi e se aggiunto alla preparazione di impacchi si dimostra un valido alleato contro pelle grassa, cellulite e capelli malnutriti.

Per preparare un semplice trattamento casalingo contro i capelli grassi e la forfora è sufficiente macerare e poi filtrare 20 grammi di fiori di lavanda in 100 ml di alcol a 30 gradi. Il composto così ottenuto va massaggiato in piccole dosi sul cuoio capelluto e poi risciacquato.

I fiori di lavanda, recisi ed essiccati, sono inoltre da sempre impiegati per profumare di fresco gli armadi e per prevenire la comparsa delle tarme. Possono essere anche usati per preparare gustose e salutari tisane o per aromatizzare l’aceto.

Controindicazioni

L’assunzione di lavanda per usi alimentari è sconsigliata durante la gravidanza e l’allattamento.

Se ingerita in dosi eccessive potrebbe inoltre risultare tossica.