La Stevia, dolcificante ideale per i diabetici e per la profilassi del diabete

Il diabete mellito, l'elevata concentrazione di zuccheri nel sangue, è la più rilevante e diffusa malattia metabolica del nostro tempo. Tra il 1920 e il 1970, la prevalenza del diabete è aumentata negli USA del 1800%. In Germania si registrano 350.000 nuovi casi
di diabete ogni anno. Mellito significa "zuccherino". I diabetici non sono in grado di trattenere e trasformare lo zucchero; esso, per così dire, li attraversa. Si tratta dunque di una malattia metabolica che assume la forma di un'insufficiente metabolizzazione dei carboidrati.

È da notare che ai popoli che non conoscono i carboidrati raffinati il diabete è di fatto sconosciuto. Il diabete era quasi assente anche durante e dopo le due guerre mondiali, data la scarsità di cibo. I ricercatori inglesi Cleave e Campell hanno formulato la "regola dei 20 anni", secondo cui chi si ammala di diabete si è alimentato nei 20 anni precedenti in modo scorretto con carboidrati raffinati. Helmut Wandmaker considera la comune alimentazione a base di cibi cotti e privi di enzimi responsabile del costante sovraccarico a carico del pancreas, fenomeno che negli adulti si è in generale triplicato. "La conseguenza è la riduzione dell'attività di questo importante organo, dimostrata dal crescente numero di diabetici."

I sintomi di un'alterazione del metabolismo di tipo diabetico sono sete continua, minzione abbondante e frequente, stanchezza, debolezza e ferite che fanno fatica a rimarginarsi. L'eccessivo contenuto di zuccheri nel sangue che si accompagna al diabete può portare col tempo a danni gravi, come per esempio arteriosclerosi con aumento del rischio di infarto, ictus e insufficienza renale, cecità indotta da un'insufficiente irrorazione retinica e amputazione del piede a causa di insufficiente apporto sanguigno e conduzione nervosa nelle gambe. Negli Stati Uniti il diabete è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e il cancro. In Germania, circa 8 milioni di persone soffrono di diabete e l'OMS prevede che il numero di malati di diabete raddoppierà nei prossimi 10 anni.

Nel diabete di tipo 1 si riscontra una totale assenza di insulina, sostanza che deve quindi essere introdotta artificialmente tramite iniezioni. Questa patologia si manifesta di solito prima del trentesimo anno di vita e pertanto viene anche chiamata "diabete giovanile". Il diabete di tipo 1 insorge spesso dopo una malattia virale come il morbillo, in seguito a una reazione autoimmunitaria con distruzione delle isole di Langerhans del pancreas, responsabili della produzione di insulina. Nel diabete di tipo 2, benché la produzione di insulina sia sufficiente, questa sostanza può esplicare solo parzialmente la propria azione in quanto esistono pochi recettori insulinici ai quali agganciarsi oppure le cellule di Langerhans non ne cedono una quantità sufficiente al sangue. Dato che il diabete di tipo 2 compare soprattutto in età avanzata, esso viene anche chiamato "diabete senile". La predisposizione per il diabete di tipo 2 è ereditaria, tuttavia la causa principale di questa patologia è il sovrappeso.

Aiuti naturali per i diabetici

Quali aiuti naturali esistono per i diabetici? Già le nostre nonne e bisnonne sapevano che i tè di buccia essiccata di fagiolo erano utili per ridurre la glicemia. Nel frattempo è stato dimostrato che il principale fattore responsabile di questo effetto positivo è l'elevato contenuto di cromo di questi tè. Il cromo è un oligoelemento che stimola l'assorbimento del glucosio ematico da parte delle cellule e riduce il livello di acidi grassi nel sangue. Un'altra eccellente fonte di cromo è il lievito di birra, che oltre al cromo contiene anche il glutatione, precursore del fattore di tolleranza al glucosio e dotato di proprietà simil insuliniche e che pertanto viene anche chiamato "insulina vegetale" (professor Sainton). La dose giornaliera consigliata di lievito di birra è di 20 grammi.

Un altro comprovato ausilio per i diabetici è l'inulina della pianta del topinambur, che è un carboidrato composto da 20-30 molecole di fruttasio che gli enzimi digestivi non sono in grado di scindere. L'inulina arriva così non digerita nell'intestino crasso, dove viene per lo più trasformata dai batteri intestinali in acidi grassi a catena corta. L'inulina non influenza la glicemia e perciò il topinambur è una verdura consigliata ai diabetici. Il consumo di questa radice compensa dunque una debolezza metabolica dei diabetici. Si consideri che la carente tolleranza al glucosio è da considerare "uno dei mali cronici silenti del nostro tempo". Il tubero del topinambur, simile a quello delle patate, contiene circa il 25% di inulina e soltanto il 3% di glucosio e può essere consumato anche crudo, per esempio mescolato con le mele. Può inoltre essere facilmente coltivato in giardino - è una delle piante con minori pretese che esistono.

I tuberi possono venir estratti dal terreno (non gelato) durante tutto l'inverno. In autunno il topinambur mette dei deliziosi fiorellini gialli, simili a piccoli girasoli. Esistono anche le compresse di topinambur. Un altro ausilio per diabetici è il guar, il seme del fagiolo di guar, indigeno in India, che esplica l'azione di rallentare l'assorbimento dello zucchero a livello intestinale. La scarsa presenza di fibre della nostra alimentazione favorisce il sovrappeso e anche l'insorgenza del diabete di tipo 2. Il guar è un'antica pianta tradizionale indiana. Per ottenere la polvere di guar, il seme viene mondato del germoglio e della buccia e quindi macinato.

Il guar possiede un potere di assorbimento dell'acqua estremamente elevato: un grammo di guar è in grado di assorbire fino a 25 grammi di acqua. La stessa quantità di crusca di frumento può legare soltanto 3 grammi di acqua. Nell'intestino si possono così formare grosse masse, che stimolano la digestione. Inoltre la farina di guar disciolta, che ha una consistenza gelatinosa, riveste le pareti intestinali e gli elementi del chimo gastrico di una sottilissima membrana, che ha l'effetto di rallentare notevolmente il passaggio dello zucchero dal cibo al sangue. Ciò evita il prodursi di attacchi di fame e le oscillazioni del tasso glicemico. Sono sufficienti da 10 a 15 grammi di guar al giorno - vale a dire 2-3 cucchiaini da caffè pieni, consumati ai pasti. Bisognerebbe inoltre bere abbondanti quantità d'acqua. 

Piacere senza rimorsi: con la Stevia si può

I diabetici provano spesso il desiderio di qualcosa di dolce. Dato che non possono assumere zucchero e che anche il consumo di fruttosio, a differenza del passato, deve restare molto limitato, molti di loro ricorrono agli edulcoranti artificiali per dolcificare il tè o altre bevande. La pianta della Stevia è, in particolare per i diabetici, una vera benedizione, poiché rappresenta un'alternativa sana ed efficace allo zucchero e ai dolcificanti

 

 

In tutto il Paraguay e il Brasile la Stevia è nota come rimedio per i diabetici. Fitoesperti "prescrivono" qui da almeno 40 anni estratti e infusi di Stevia per normalizzare la glicemia. Un popolare rimedio paraguaiano per il diabete, da oltre 45 anni, è un decotto di foglie, gambi e fiori di Stevia. Un'altra ricetta paraguaiana per l'iperglicemia è un liquido sciropposo ottenuto dalla cottura in acqua di foglie di Stevia che poi viene aggiunto a diverse bevande. Studi clinici recenti hanno mostrato che la Stevia è in grado di migliorare la tolleranza al glucosio e ridurre la glicemia. Al settimo congresso della Federazione internazionale del diabete i medici paraguaiani hanno presentato uno studio che mostrava come anche a piccole dosi la Stevia è in grado di normalizzare la glicemia dei diabetici. Non è stato riportato alcun caso d'intolleranza.

Lo steviolo, la sostanza dolcificante che è concentrata soprattutto nelle foglie, viene percepito dai nostri recettori gustativi come circa 200-300 volte più dolce dello zucchero. Le foglie di Stevia possono essere aggiunte come dolcificante a qualsiasi tè. Per 1 litro di tè pronto serve solo un cucchiaino di foglie di Stevia o la quantità che si può tenere tra pollice, indice e medio. Chi lo desidera può macinare le foglie in un macinacaffè, oppure acquistare la polvere già pronta. Si può preparare anche dell'acqua zuccherata" da aggiungere ai cibi, versando acqua calda sulle foglie di Stevia e poi filtrando il tutto. Questo infuso dolce può essere utilizzato per dolcificare macedonie, marmellate, creme, tè gelati e molto altro.

"A differenza di quanto accade per i dolcificanti artificiali e la liquirizia, con l'impiego, anche costante, delle foglie di Stevia non sono stati registrati effetti collaterali." 

L'alimentazione nel diabete: molta frutta e verdura!

Come ulteriore accorgimento nel diabete e per la sua prevenzione si dovrebbero osservare le seguenti indicazioni dietetiche:

  • mangiare soltanto quando si ha fame e consumare pasti con almeno il 45% di carboidrati e al massimo il 30% di grassi e il 20% di proteine
  • consumare cibi sani e naturali ricchi di fibre: frutta, verdura, prodotti integrali. Il fruttosio naturale contenuto nella frutta fresca viene metabolizzato lentamente senza influire sul tasso glicemico. Lo zucchero naturale della frutta intera, a differenza dello zucchero isolato e del fruttosio a sé stanti, non ha bisogno dell'insulina per essere metabolizzato! Perciò il consumo di frutta non mette in moto l' "altalena glicemica"
  • raggiungere e mantenere il peso ideale consumando molti cibi crudi e facendo molto moto
  • evitare gli zuccheri a metabolismo rapido, come il saccarosio, e i dolcificanti fruttosio e sorbitolo, e consumare ogni giorno 6-7 piccoli pasti distribuiti nell'arco della giornata

Chi soffre già di diabete e segue una terapia non deve assolutamente sospenderla di propria iniziativa per curarsi solo con i tè e una corretta alimentazione. Chi si vuole difendere dal diabete dovrebbe proteggere il pancreas e le cellule di Langerhans dai radicali liberi. Un'alimentazione ricca di frutta e verdura previene il diabete, perché questi cibi contengono molti antiossidanti che catturano i radicali liberi, come vitamine, minerali, oligoelementi e composti vegetali secondari. Oltre alla frutta, la verdura e la Stevia, si consiglia di consumare cibi concentrati e particolarmente ricchi di sostanze vitali, come le alghe spirulina e clorella, nonché il succo d'erba di orzo.

La Stevia per ridurre l'ipoglicemia, patologia pericolosa e anticamera del diabete

L'ipoglicemia è una malattìa con diversi sintomi. Negli USA ne soffrono circa 20 milioni di persone. Gli zuccheri facilmente digeribili contenuti nelle torte, nella cioccolata, nel pane bianco, nel gelato e via dicendo entrano immediatamente nel circolo sanguigno e innalzano il tasso glicemico, perché l'organismo non è in grado di tollerare questo "shock da zucchero". Per normalizzare di nuovo la glicemia, il pancreas deve produrre insulina e convogliarla nel sangue. Il pancreas arriva così a secernere troppa insulina, provocando ipoglicemia, e le ghiandole surrenali aumentano la produzione di cortisone e adrenalina per attivare le riserve di glucosio

 

 

Normalmente l'insulina trasporta lo zucchero messo a disposizione dai cibi dal circolo sanguigno alle cellule e in tal modo controlla
il tasso glicemico e ne impedisce un calo eccessivo dopo i pasti. Le abitudini alimentari scorrette della maggior parte delle persone - troppi alimenti dolci, pasti troppo ricchi, masticazione insufficiente - alterano questo processo automatico di regolazione. Il tasso glicemico scende troppo rapidamente al di sotto della norma. Nelle persone che soffrono di ipoglicemia, il meccanismo di normalizzazione della glicemia non funziona.

A differenza dei diabetici, esse hanno un tasso glicemico troppo basso. I carboidrati "artificiali", facilmente solubili - che non sono presentì nei cibi naturali - sovraccaricano il meccanismo di regolazione dell'organismo. Un tasso glicemico troppo basso è pericoloso per il corpo, che pertanto segnala il problema con attacchi di fame. Con un tasso di glucosio sotto i 40 mg per 100 ml si può arrivare al coma e alla morte per shock ipoglicemico, per via della carenza acuta di energia a livello dei neuroni.

Le persone che soffrono di ipoglicemia consumano istintivamente una maggior quantità di alimenti contenenti zucchero, cosa che però non fa che peggiorare il problema. Se ricorrono ai cibi dolcificati con edulcoranti, il loro corpo produce insulina, perché si aspetta lo zucchero. Se l'alimentazione non fornisce zuccheri, il tasso glicemico scende. Si instaura così il circolo vizioso delle oscillazioni glicemiche (o "altalena glicemica").

La Stevia, un grande supporto per il sovrappeso

La Stevia non ha calorie, è facilmente solubile in acqua e può essere mescolata a qualsiasi altro dolcificante. Il sovrappeso è ormai una piaga sociale. Il sovrappeso porta con sé molti problemi di salute: aumento del rischio di infarto e ictus a causa della calcificazione delle arterie e dell'innalzamento del tasso di colesterolo, artrite, artrosi, diabete, dolori di schiena, aumento del rischio di cancro. Le persone sovrappeso hanno un'aspettativa di vita inferiore della media della popolazione e una qualità della vita minore.

Chi è in sovrappeso ed è stanco di intraprendere diete infruttuose dovrebbe modificare in modo sostanziale la propria alimentazione e consumare carboidrati complessi al posto di carboidrati semplici, per esempio frutta e verdura. Chi ha fame tra un pasto e l'altro dovrebbe mangiare frutta, possibilmente da agricoltura biologica, o erbe selvatiche, oppure succhiare compresse di erba di orzo o ancora bere succhi verdi. La frutta stabilizza il tasso glicemico e i succhi verdi riforniscono il corpo di proteine vegetali pregiate che creano un senso di sazietà, nonché di vitamine, sostanze minerali e oligoelementi.

Chi si nutre prevalentemente di calorie vuote, soffre la fame con la pancia piena e non ha mai la sensazione di essere davvero sazio. Dato che i terreni sono impoveriti dalla pioggia acida e dall'agricoltura industriale, abbiamo bisogno di sostanze vitali suppletive ricavate da concentrati naturali, in modo da evitare carenze alimentari e percepire un piacevole senso di sazietà. Chi vuole smettere di preoccuparsi del proprio peso per un certo tempo, dovrebbe fare ogni giorno un po' di moto, preferibilmente in mezzo alla natura. Chi dedica mezz'ora al giorno al jogging a ritmo lento accelera il proprio metabolismo per 24 ore! Inoltre l'attività sportiva sviluppa la massa muscolare, che, come si sa, ha bisogno di circa il doppio di energia rispetto al grasso corporeo. È importante sapere che a partire dai 35 anni la massa muscolare si riduce a favore della massa grassa, a meno che non si compensi il processo con il movimento.

Facendo jogging il corpo produce una maggiore quantità di endorfine, l'ormone della felicità, e aumenta la resistenza alle situazioni di stress. Sono buoni sport di resistenza la bicicletta, il canottaggio, lo sci di fondo e il nuoto. Chi è in sovrappeso dovrebbe evitare di sovraccaricare le articolazioni e dovrebbe quindi iniziare con le passeggiate, il nordic walking, la bici o il nuoto e passare al jogging solo quando ha riacquistato il proprio peso normale.

Una scelta ragionata

Certo, è innegabile che quanto più ci si alimenta con cibi naturali e ricchi di sostanze vitali, quanto maggiore è la percentuale di cibi crudi, magari persino da coltivazione biologica, tanto meno si avvertirà in linea generale il desiderio di dolci. Se siamo fisicamente attivi e stiamo ogni giorno all'aperto, il nostro corpo potrà produrre una quantità sufficiente di serotonina e così farà meno fatica a rinunciare ai dolci. Con un'attività di resistenza o un metodo di rilassamento come il reiki autentico, siamo maggiormente in grado di affrontare situazioni di stress e impariamo a non reprimere la rabbia e la frustrazione, ma, al contrario, a riconoscere ed esprimere sempre più i nostri bisogni.

Tabella delle quantità

Dato che la polvere e l'estratto di Stevia hanno un diverso potere dolcificante, le quantità indicate sono solo indicative. La cosa migliore è mettere una piccola quantità di Stevia e poi nel caso aggiungerne altra. Se ne avete utilizzato troppa potete neutralizzare l'eccessiva dolcificazione aggiungendo una certa quantità di limone. Meglio però fare viceversa!

Quantitativamente serve molta meno Stevia rispetto allo zucchero. Tra le altre cose tale potere dipende dalla concentrazione e dalla temperatura del glicoside e dal pH dell'alimento con cui viene mescolato. I glicosidi dello steviolo come lo stevioside non hanno un'azione dolcificante lineare come lo zucchero. Cioè per essi non vale la regola che più se ne mette, più è dolce. Negli ultimi anni sono stati sviluppati prodotti di facile impiego, come la Stevia liquida e le compresse di Stevia. Ne esistono anche alcuni che sono muniti di una pipetta che ne semplifica l'uso. I glicosidi dello steviolo hanno stabilità termica fino a 200 gradi!

Per dolcificare ( Valori di massima)
1 cucchiaino di polvere di stevioside al posto di 200 g di zucchero bianco o 180 gdi zucchero di canna
3-4 cucchiaini di polvere verde di Stevia al posto di ca. 200 g di zucchero bianco/180 g di zucchero di canna
3 gocce di concentrato liquido di Stevia chiaro corrispondono a ca. 2 zollette di zucchero
1 cucchiaino di concentrato liquido di Stevia scuro corrisponde a ca. 2 g di zucchero
Per dolcificare ca. 1 chilo di pasta, crema ecc. servono ca. 2 cucchiaini rasi di polvere di stevioside
Per dolcificare una tazza di tè o caffè servono 1-2 compresse di Stevia oppure 2-4 gocce di sciroppo di Stevia
250 g di zucchero corrispondono a ca. 1/4-1/3 dicucchiaino di polvere di Stevia bianca
250 g di zucchero corrispondono a ca. 1 cucchiaino di polvere di Stevia verde
250 g di zucchero corrispondono a ca. 2 cucchiaini di foglie di Stevia sminuzzate
250 g di zucchero corrispondono a ca. 1 cucchiaino di estratto liquido (sciroppo)

 

 

 

 

Tratto da "Stevia" di Barbara Simonsohn. Tecniche Nuove.