Con il termine "monodieta" si intende un regime alimentare in cui, per uno o più giorni, viene assunto un unico tipo di alimento, so­litamente senza limiti di quantità e senza attenersi a orari fissi per i pasti.

La monodieta viene proposta essenzialmente per mettere a ripo­so, se pure non del tutto, l'apparato digerente. Per uno o più gior­ni l'organismo trae il suo nutrimento da un unico tipo di alimen­to; questo facilita il "lavoro" di stomaco e intestino e concede loro una tregua simile al digiuno, senza che il paziente soffra la fame o debba ridurre le sue attività.

I benefìci a volte si sono dimostrati sorprendenti, ma non bisogna cullarsi nell'illusione che questa dieta possa risolvere tutti i pro­blemi di una persona o riparare ai guasti di una cattiva alimenta­zione. In genere si consiglia una monodieta per disintossicare l'or­ganismo, per risolvere gli imbarazzi di stomaco, per stimolare la diuresi e quindi per ridurre edemi e gonfiori.

Sicuramente dopo una breve monodieta anche le persone inap­petenti e di "gusti diffìcili" tornano ad apprezzare i piatti di tutti i giorni.

Di seguito abbiamo presentato alcuni esempi di monodieta con dei "menù tipo" a base di verdura o frutta e 4 diete, tra le più conosciute (agrumi, riso, mele e uva), studiate per parti­colari disturbi e problemi.

Dieta di Agrumi

Dieta agli Agrumi

 

In che cosa consiste

Per uno o più giorni si consumano esclusivamente agrumi, di uno o più tipi, sotto forma di spremute (da consumarsi fresche per non esporle al rischio di ossidazione), oppure appena sbucciati ed eventualmente sminuzzati e mescolati in macedonia, ma senza aggiunta di zucchero.

Oppure, si beve un bicchiere di succo di agrumi mezz'ora prima di ogni pasto, e un altro bicchiere tra i pasti.

In quest'ultimo caso è bene che la cura duri almeno un mese.

Indicazioni. Malattie infettive, raffreddore, influenza, bronchite, sia come prevenzione sia come coadiuvante di eventuali altre terapie; in convalescenza; fragilità capillare, couperose (in questo caso sembra più utile consumare il frut­to intero, non il succo); infiammazioni della bocca e delle gen­give; iperviscosità sanguigna; debolezza funzionale del fegato.

Dieta di Mele

Dieta di Mele

 

In che cosa consiste

Per seguire questa dieta è preferibile avere a disposizione delle mele mature e coltivate biologicamente; pertanto il periodo mi­gliore è tra agosto e ottobre.

Esistono 3 differenti versioni della cura di mele. Vediamole nel dettaglio.

  • Versione 1. La prima colazione e gli spuntini consistono esclu­sivamente di mele; gli altri pasti rimangono invariati, secondo le proprie abitudini. Durata: 1-2 settimane.
  • Versione 2. Si consumano esclusivamente mele crude o cotte e succo fresco di mele. Durata: 3-7 giorni.
  • Versione 3. Si beve esclusivamente succo di mele centrifugato fresco, inoltre acqua ed eventuali tisane a volontà. Durata: 3 giorni.

Indicazioni. Dispepsia; stitichezza, diarrea, colon irritabi­le; astenia, anemia; gravidanza, crescita, convalescenza; got­ta, reumatismi, artrite, artrosi; turbe del sonno, nervosismo; cefalee, calcoli biliari e renali.

Un menù tipo

La Versione 2 potrebbe essere articolata in questo modo.

Prima colazione
Un bicchiere grande di succo fresco di mele, eventualmente diluito con acqua.

Durante la settimana
2-3 mele crude, masticate lentamente.

Pranzo
Un bicchiere di succo di mele; masticare lentamente 2 mele crude.

Merenda
Una mela cruda.

Cena
2 mele cotte al forno, senza aggiunta di zucchero.

La Versione 3 è invece utile per eliminare piccoli calcoli biliari; tuttavia, prima di praticarla è bene consultare un medico.

  • Per 3 giorni, si bevono esclusivamente succo centrifugato fresco di mele, eventualmente diluito con acqua, nonché acqua ed eventual­mente infusi di camomilla secondo il bisogno.
  • La sera del terzo giorno e il mattino del quarto giorno si mescolano, sbattendo energicamente con una forchetta, 125 ml di olio extraver­gine di oliva e un'uguale quantità di succo fresco di limone e si bevo­no, possibilmente d'un fiato. Un'ora dopo si esegue un enteroclisma.

Dieta di Riso

Dieta di Riso

 

Se volete seguire una dieta disintossicante e drenante, a base di cereali, il riso è sicuramente il più efficace.

Indicazioni. Diarrea, dispepsia, intossicazioni alimenta­ri, convalescenza, disturbi renali e cardiaci, ipertensione, so­vrappeso, affaticamento, astenia.

In che cosa consiste

Si mangia quasi esclusivamente riso, preparato in vari modi. È pre­feribile usare riso integrale di coltivazione biologica. È importante una cottura prolungata, in abbondante acqua (anche l'acqua di cottura viene consumata). Durata: 3 giorni (in casi particolari si può arrivare a 5 o più giorni, dietro consiglio medico).

Varianti

Si può alternare il riso con altri cereali, purché di coltivazione bio­logica e integrali: orzo, miglio, segale, avena, mais.

Un menù tipo

Prima colazione
Crema di riso dolce (riso bollito e frullato con l'aggiunta di un cuc­chiaino di miele vergine o sciroppo d'acero).

Pranzo
Riso bollito, condito con tamari (mangiarne a sazietà).

Metà pomeriggio
Una tisana.

Cena
Minestra di riso e prezzemolo, oppure riso pilaf, condito con tamari oppure con aglio e peperoncino, ma senza aggiunta di grassi.

Dieta dell'Uva

Dieta dell'Uva

 

La tradizione della cura dell'uva è diffusa in tutte le zone dove cre­scono delle buone uve. Una delle più note fautrici di una vera e propria terapia a base di uva è stata Johanna Brandt, nata nel Sud Africa nel 1876.

Indicazioni. Astenia, stanchezza psicofìsica, affaticamen­to; problemi digestivi; stitichezza; ricorrenti infezioni (abbas­samento delle difese immunitarie); anemia; artrite, artrosi, reumatismi; calcoli biliari o renali; cistite; ritenzione idrica; sovrappeso; ipercolesterolemia; ipertensione; problemi car­diocircolatori; pelle impura, acne; durante influenze, attac­chi febbrili e in convalescenza.

Controindicazioni. Diabete.

In che cosa consiste

La cura dell'uva dovrebbe durare da 2 a 3 settimane e andrebbe ri­petuta ogni anno, nella stagione della vendemmia.

Si mangia uva, e soltanto uva, a volontà, senza doversi attenere a degli orari fìssi, ma consumandone ogni volta che se ne sente il desiderio.

L'uva deve essere ben matura e dolce; è preferibile che provenga da coltivazioni organiche, biologiche o biodinamiche e deve esse­re lavata molto accuratamente, cambiando l'acqua più volte; se non è di provenienza biologica, bisogna lavarla con acqua legger­mente salata. Si può avvertire un senso di fame durante il primo, ed eventualmente anche il secondo giorno; in questo caso è con­sentito masticare lentamente un poco di pane. Nei giorni succes­sivi però si mangerà esclusivamente uva.

La buccia e i semi svolgono azione lassativa e vanno consumati anch'essi, se non creano problemi. In caso di intestino delicato, invece, si sputano semi e bucce, completamente o in parte, dopo aver accuratamente masticato gli acini d'uva.

È importante che la ripresa alimentare, dopo la monodieta, sia graduale: verdure crude e yogurt i primi 2 giorni, poi verdure cot­te, in seguito cereali, per arrivare a un vitto più diversificato nel giro di 4-5 giorni, se la cura dell'uva è durata 2 settimane.

Un menù tipo

Prima colazione
Uva moscato.

Pranzo
Uva nera.

Metà pomeriggio
Uva fragola.

Cena
Uva regina o altre uve, secondo la disponibilità; variando tipo di uva si riduce il senso di noia che altrimenti la monodieta può indurre.

La 'filosofia' della cura dell'uva

L'uva è ricca di glucosio e fruttosio, di vitamine e sali minerali (soprattutto potassio, calcio, fosforo, ferro, magnesio), oligoelementi e acidi organici (acido malico, citrico, tartarico); è alcalinizzante e quindi combatte gli stati di acidosi.

È nutriente e facilmente digeribile, al punto da essere definita da qualcuno l'alimento più simile al latte materno.

Di particolare interesse sono le sue proprietà tonificanti e purificanti/disintossicanti.

Dieta di Frutta

Dieta di Frutta

 

In che cosa coesiste

Si sceglie un solo tipo di frutta, secondo la stagione, i propri gusti e i problemi specifici che si desiderano affrontare. Molto adatti so­no: fragole, ciliegie, albicocche, pesche, meloni o angurie, prugne.

La dieta a base di frutta si può fare in 2 modi.

  • Versione 1. Si sostituisce completamente la prima colazione con una abbondante razione della frutta prescelta (di un solo ti­po!), che va mangiata cruda, non zuccherata e senza aggiunte di alcun tipo. Durata: un mese circa.
  • Versione 2. Tutti i pasti della giornata sono costituiti esclusiva­mente dal tipo di frutta prescelto. Durata: 3 giorni.

Indicazioni. In entrambe le versioni, si tratta di una dieta rinfrescante, remineralizzante e disintossicante. Inoltre ogni frutto ha delle proprietà specifiche.

Le proprietà specifiche dei vari frutti

  • Fragole: diuretiche, lassative, ipotensive, indicate contro reu­matismi e gotta; stimolano fegato e cistifellea; combattono stan­chezza e astenia. Sconsigliate a chi soffre di eczemi e turbe dige­stive (da consumare sempre crude).
  • Ciliegie: purificanti, ricostituenti, utili nel periodo della crescita; aumentano le difese immunitarie; regolano le funzioni dello stoma­co e del fegato; combattono fermentazioni intestinali e stitichezza (possono essere consumate anche cotte e in composta); sono per­messe ai diabetici. Non bisogna superare i 2 kg di ciliegie al giorno, né bere bevande a base di ciliegie durante i pasti; il succo può tuttavia esse­re diluito con acqua.
  • Albicocche: indicate in caso di diarrea (fresche), stitichezza (secche), colon irritabile, anemia, insonnia, nervosismo, inappe­tenza, in convalescenza. Chi soffre di gastrite potrebbe non tolle­rare grandi quantità di albicocche (sono preferibili le pesche).
  • Pesche: indicate in caso di gonfiori, ritenzione idrica, stitichez­za, dispepsia, calcoli renali, pelle impura.
  • Meloni e angurie (più nutrienti i meloni, più diuretiche le an­gurie): depurativi, rigeneranti, utili nelle cure dimagranti e per combattere le emorroidi.
  • Prugne: indicate in caso di stitichezza, intossicazioni, astenia, anemia, affaticamento e stress, gotta, reumatismi, arteriosclerosi.

Un menù tipo

Appena svegli
Un bicchiere di centrifugato fresco.

Prima colazione
500 g di frutta fresca.

Metà mattina
Un bicchiere di centrifugato fresco.

Pranzo
500 g di frutta fresca.

Merenda
Macedonia, che però consiste di quell'unico tipo di frutta, sminuzzata e condita a piacere con un poco di vaniglia e di miele vergine.

Cena
500 g di frutta fresca.

Dieta di Verdura

Dieta di Verdura

 

In che cosa consiste

Un effetto rapido e specifico, soprattutto se lo scopo è terapeuti­co, è assicurato da una monodieta, a base di un unico tipo di ve­getale (soprattutto asparagi, carote, cavoli, patate, pomodori).

Indicazioni. Seguire per alcuni giorni una dieta esclusivamente a base di verdure crude e/o cotte può già rappresentare una forma di riposo per l'apparato digerente, utile dopo un'indigestione o dopo qualche 'strappo' o peccato di gola.

Le proprietà specifiche delle varie verdure

  • Asparagi: remineralizzanti; aumentano le difese immunitarie; secondo alcune ricerche, indicati anche contro effetti mutageni e cancerogeni; calmanti, diuretici, disintossicanti; stimolano fegato e polmoni. Controindicati in caso di disturbi renali, cistite e reu­matismo acuto.
  • Carote: tonificanti, purificanti, remineralizzanti, diuretiche; re­golarizzano le funzioni intestinali; calmano il colon irritabile; sti­molanti per fegato e cistifellea, antianemici; secondo la tradizio­ne, utili per la vista, la pelle, le unghie.
  • Cavoli: disintossicanti per l'intestino, remineralizzanti; i crauti a fermentazione lattica, in particolare, e il loro succo/centrifuga­to bloccano l'eccessiva fermentazione intestinale e favoriscono l'instaurarsi di una sana flora intestinale; suggeriti anche per la prevenzione dei tumori.
  • Pomodori: rinfrescanti, remineralizzanti, stimolanti l'appetito, diuretici, disintossicanti, antinfiammatori; utili in caso di astenia, stress, tendenza a malattie infettive.
  • Patate: diuretiche; buon effetto dimagrante; utili in caso di ga­strite, iperacidità, ulcere.

Dieta di asparagi

Prima colazione
Un bicchiere di centrifugato fresco di asparagi.

Metà mattina
Brodo vegetale, ossia acqua di cottura degli asparagi con pochissimo sale e un poco di prezzemolo fresco.

Pranzo
50 g di punte di asparagi fresche, crude, tagliate sottilissime e condi­te in insalata, con aggiunta di erbe aromatiche come dragoncello, aneto e timo; 250 g di asparagi lessati a vapore; secondo l'appetito, aggiungere altre insalate o verdure non amidacee.

Dieta di carote

Prima colazione
Un bicchiere di succo di carota.

Metà mattina
Brodo vegetale, ossia acqua di cottura di carote, con aggiunta di er­be aromatiche e poco sale.

Pranzo
Carote grattugiate, condite con poco olio e sale; carote lessate a va­pore, eventualmente ridotte in purea.

Metà pomeriggio
Un bicchiere di succo di carota.

Cena
Come a pranzo.

Dieta di cavoli

Prima colazione
Un bicchiere di succo di crauti (si trova qui, altrimenti si ottiene centrifugando dei crauti a fermentazione lattica, crudi).

Metà mattina
Come a colazione.

Pranzo
Insalata di cavolo cappuccio o verza o cavolfiore, crudi, tagliati a striscioline finissime, condita a piacere; integrare secondo la fame con altre verdure crude o cotte, dando la precedenza a broccoli, cavolini di Bruxelles e simili.

Metà pomeriggio
Come a colazione.

Cena
Insalata di cavolo come a pranzo; minestra di riso integrale con cavolo rosso o cima di rapa.

Dieta di pomodori

Prima colazione
Un bicchiere di centrifugato fresco di pomodori crudi, eventualmente conditi con un poco di tamari oppure con peperoncino e aglio.

Metà mattina
Come a colazione.

Pranzo
Insalata di pomodori con basilico e origano, a sazietà.

Metà pomeriggio
Come a colazione.

Cena
Come a pranzo, oppure una minestra di pomodori freschi.

Dieta di patate

Prima colazione
2 piccole patate lessate con la buccia, con yogurt al naturale.

Metà mattina
Succo centrifugato fresco di una patata, una carota, un gambo di sedano, un poco di prezzemolo.

Pranzo
Patate lessate con la buccia, condite con poco olio, aglio e prezzemolo, senza sale (mangiarne a sazietà).

Metà pomeriggio
Come a metà mattina.

Cena
Zuppa di patate, cipolle e carote, condita come a pranzo.

 

 

 

Tratto da "Le Diete a Paragone - Tutte le diete a confronto: efficacia, vantaggi, limiti" di Gudrun Dalla Via. Red! Editore.