I vantaggi della cura dell'uva

L'uva contrasta l'acidita dell'organismo e, così facendo, lo depura poco a poco, perché le tossine in un terreno basico si dissolvono. Anche altri frutti sono "basici", ma l'uva è l'unica che a lungo termine fornisce tutte le sostanze nutri­tive senza carenze.

Questa cura è raccomandata fin dall'antichità e, in certe epoche della nostra storia, anche dal corpo medico euro­peo, perché fa davvero "miracoli".

Come svolgere la cura dell'uva

Si mangia soltanto uva (acini freschi, uva passa, succo d'u­va) e nient'altro per un periodo a scelta compreso tra tre giorni e varie settimane.

L'uva

L'uva è uno dei frutti più antichi che si conoscano. Se ne trovano tracce nell'era terziaria, nella mitologia greco-ro­mana (Bacco), in Asia Minore, presso i Galli e poi sulla mensa di Luigi XIV.

L'uva predilige i climi caldi ma anche temperati. Le sue sfumature vanno dal giallo (l'uva bianca) al rosa, fino al ros­so e all'azzurro violaceo. Ne esistono vari tipi, per esempio:

  • Moscata
  • Regina
  • Italia
  • Uva fragola
  • Malvasia
  • Moscatella

Distinguiamo la Vitis vinifera, originaria dell Europa, e la Vitis labrusca, che proviene dal Nord America.

È inoltre uno dei frutti più consumati: al secondo posto dopo gli agrumi.

L'uva è uno dei frutti più energetici, assieme ai fichi freschi e più della banana. La sua ricchezza di vitamine del gruppo B contribuisce alla digestione di numerosi glucidi. Ne traggono vantaggio l'apparato digerente, il sistema nervoso, quello muscolare e circolatorio. I suoi pigmenti proteggono i vasi sanguigni. I polifenoli regolano il colesterolo. Agisce sulla prevenzione dei coaguli e delle patologie cardiovascolari. Ricca di po­tassio, presenta un forte potere drenante. Questo per quanto riguarda la presentazione generale.

Ecco i principali elementi costitutivi di questo frutto divino:

Minerali per 100 g di Uva
Zolfo 8 mg
Calcio 15 mg
Fosforo 20 mg
Ferro 0,35 mg
Cloro 3 mg
Zinco 0,1 mg
Sodio 2 mg
Rame 0,13 mg
Potassio 0,2 g
Manganese 0,07 mg
Magnesio 8 mg
Iodio 0,002 mg

L'apporto di potassio raccomandato per l'uomo (RDA) va da due a sei grammi al giorno; 4,7 g in Canada e negli Stati Uniti. Un chilo e mezzo di uva al giorno come cura (quantità media) ne fornisce tre grammi. Queste cifre, di recente poste in risalto, sono chiare. La nostra attuale ali­mentazione ne fornisce di meno. Il potassio contribuisce al drenaggio ed è inoltre amico di cuore e cervello. Come volevasi dimostrare!

Vitamine per 100 g di Uva
A 65 UI
Acido ascorbico 8 mg
B1, Tiamina 0,05 mg
B2, Riboflavina 0,05 mg
B3, Niacina 0,19 mg
PP, Acido Nicotinico 0,2 mg
B5, Acido Pantotenico 0,06 mg
B6, Piridossina 0,08 mg
Carotenoidi attivi 0,03 mg

L'uva contiene zuccheri pressoché direttamente assi­milabili, perché il loro indice glicemico è basso. Questo significa che tali zuccheri si riversano in maniera quasi diretta nel sangue senza bisogno di essere digeriti e sen­za provocare demineralizzazione. Alcuni diabetici possono trarre giovamento da questa cura. La ricchezza di zuccheri è ineguagliabile: glucosio, fruttosio, mannitolo e dulcite.

Questo frutto da solo potrebbe pertanto nutrirci in ma­niera corretta per mesi. Lucien Randoin ha fatto questo paragone:

  Succo d'Uva Latte Materno
     
Acqua da 71 a 83% 87%
Protidi da 1,4 a 1,5% 1,5%
Lipidi tracce 4%
Zuccheri da 12 a 30% 9%

Osserviamo qui che l'uva è un alimento completo, tanto quanto il latte materno.

Le proantocianidine oligomeriche dei vinaccioli

Ed ecco un termine assai scientifico che, per questo moti­vo, deve per forza esercitare risultati straordinari. Le OPC sono bioflavonoidi e terpenoidi utilizzati anche per evitare le rughe e l'invecchiamento cutaneo. È stato provato che questi antiossidanti sono venti volte più potenti della vi­tamina C e cinquanta volte più potenti della vitamina E. Inoltre, esercitano un effetto antimutageno sul DNA (la mutazione del DNA provoca patologie degenerative croni­che). Proteggono altresì il collagene della pelle e tonificano gli occhi. Un gran bel lavoro antinfiammatorio, questi vi­naccioli!

Il resveratrolo dell'uva e del vino

E ben noto il paradosso francese: i francesi mangiano trop­pi grassi ma presentano una percentuale di cardiopatie più ridotta rispetto ai paesi anglosassoni. Il merito va al vino! Uno studio svolto su settantamila persone ha dimostrato una riduzione dei tumori pari al venti per cento con uno o due bicchieri di vino al giorno. Un altro studio ha evi­denziato il freno all'insorgenza dei tumori. Nello studio, dodicimila individui hanno presentato un cuore in forma migliore grazie al vino.

A bloccare la proliferazione delle cellule tumorali è l'a­zione del resveratrolo. È stato finalmente compreso il mo­tivo per cui esso è tanto efficace, come cura significativa, contro ogni tipo di cancro. Come il ginkgo biloba, "rende elastiche" le nostre arterie e produce un effetto vasodila­tatore che migliora la circolazione. Favorisce il colestero­lo buono ed elimina quello cattivo. Riduce i trigliceridi e impedisce l'aggregazione piastrinica. Presenta inoltre pro­prietà antiossidanti e antinfiammatorie. Si dimostra utile per l'Alzheimer e il diabete. In base a uno studio su quattromila individui, l'Università di Bordeaux ha annunciato che, consumando vino e quindi uva, si verifica una ridu­zione pari al settantacinque per cento dei rischi di contrarre l'Alzheimer. Il resveratrolo riduce il rischio di osteoporosi e di depressione nella donna in menopausa.

La cura in dettaglio

Come procedere?

Ai pasti occorre mangiare uva, uva e poi ancora uva, come antipasto, primo piatto, secondo piatto e dessert. Il pasto in realtà non esiste più, perché si mangia quando si ha fame, quando lo si desidera, nelle ore che l'intuito indica.

Per quanto tempo?

Il primo anno, per fare conoscenza, una settimana sarà sufficente. Le riviste che raccomandano due giorni, del tipo "la cura dell'uva da svolgersi in due giorni", mancano di buonsenso. L'"effetto cura" si verifica infatti dopo una set­timana almeno, anche se in pochi giorni si producono già buoni risultati.

Quando?

Questo frutto prezioso fa la sua comparsa durante la ven­demmia di settembre. É una cura autunnale e più esatta­mente una cura da quinta stagione, secondo la medicina tradizionale cinese.

L'unico periodo valido è pertanto quello in cui l'uva è di stagione: fine agosto e settembre. Dal momento che du­rante la cura si diventa un po' freddolosi, è preferibile cominciare presto; a ottobre è piuttosto tardi. Sottoporsi alla cura in una stagione diversa non è consigliato. La natura ci presenta la frutta secondo i nostri bisogni e nel momento di soddisfarli.

Una giornata esclusivamente a base di uva produce già dei benefìci, due giorni sono ancora meglio e tre giorni costituiscono un buon tentativo. Una settimana porta ri­sultati significativi. Due, tre, quattro o cinque settimane rappresentano una rivitalizzazione fenomenale.

Che tipo di uva?

Abbiamo a disposizione tre famiglie di alimenti: l'uva pas­sa, l'uva di stagione bianca o nera e il succo d'uva biologica senza aggiunta di zuccheri, fatto con uve zuccherine.

Vediamo l'indice glicemico:

  • uva passa =65
  • uva fresca = 40

Nel caso abbiamo dei chili da perdere o siamo diabetici, preferiremo dunque l'uva fresca.

È importante scegliere uva ben matura. L'uva nera contiene enocianina, un tonico nervoso privo di nocività ma che alimenta la stipsi più dell'uva bianca. Si rende necessaria una precauzione importante e la ribadisco con convinzione, tanto più che ne ho fatto le spese di persona: assumendo grandi quantità di uva o di succo per vari giorni consecutivi, occorre consumare esclusivamente uva biolo­gica ben matura, priva di concimi chimici e pesticidi. In caso contrario, l'inquinamento rischia di essere superiore alla pulizia e il futuro può rivelarsi deludente.

L'uva coltivata con metodi tradizionali viene irrorata talvolta con nove pesticidi. Cinque ONG hanno condot­to ricerche in altrettanti paesi europei (Francia, Germania, Olanda, Italia e Ungheria). I centoventiquattro campioni di uva prelevati da sedici produttori diversi hanno per­messo di scoprire che l'ottantacinque per cento dell'uva contiene più di cinque pesticidi. Esistono cinquantuno pesticidi diversi e due sono vietati. Nel sud della Francia questi pesticidi vengono nebulizzati settimanalmente con l'elicottero.

Alla salute!

Cosa mangiare?

Raccomandiamo di lavare con cura i grappoli immergendoli per un istante in acqua cui avrete aggiunto succo di limone spremuto fresco. Questo dissolve gli even­tuali nitrati in superfìcie.

Buccia e semi si mangiano

Occorre però masticarli per bene entrambi. Il tempo lo abbiamo, perché il pasto è semplice. Nell'Ottocento si consigliava di sputare buccia e semi. Johanna Brandt inve­ce raccomanda il contrario. In caso di stipsi, è preferibile mangiare meno bucce. Ognuno si regolerà di conseguenza. I vinaccioli costituiscono una straordinaria miniera di vita­mine e di oligoelementi. In questi semi gli scienziati hanno scoperto sostanze antitumorali e non tarderemo a vederli trasformati in farmaco. È d'altronde possibile preparare da sé il succo frullando un grappolo e pertanto ingerendo i vinaccioli frullati.

Mangiamo quindi questi semi. Ma se proprio non ci riusciamo, non è grave, giacché sono sufficienti la buccia e il succo. Se anche la buccia ci ripugna, rimane il succo.

Variare le uve

Le diverse varietà di uva contengono proprietà comple­mentari.

Mangiare quando si ha fame

Più di quattro volte al giorno. Non è tuttavia opportuno superare i tre chili al giorno. Si tratta di un limite indicati­vo e approssimativo che spesso mi viene richiesto. In media si osserva un consumo ben inferiore: da uno a due chili e mezzo, a seconda delle persone.

Beviamo quando abbiamo sete, senza sforzarci: acqua oligominerale pura e tisane (ovviamente senza zucchero), preferibilmente quelle che drenano l'organismo, come fo­glie di ribes nero, piccioli di ciliegia, alburno di tiglio sel­vatico ecc.

È anche possibile bere vero succo d'uva (senza aggiunta di prodotti vari). Durante questo speciale periodo non bi­sogna ricorrere a farmaci, tranne che in caso di estrema ne­cessità. Ricordiamo che non è possibile pulire un lavello con una mano sporcandolo con l'altra. Siamone consapevoli.

Nessuna diarrea in programma

L'uva può provocare stipsi in certi intestini poco attivi e stanchi. E possibile porvi facilmente rimedio con l'assun­zione di cloruro di magnesio. L'uva non implica alcun ri­schio di diarrea, come spesso si ritiene. Il fatto che talvolta succeda è imputabile all'abbinamento ad altri alimenti e alla relativa fermentazione.

L'uva mi disgusta

Se di fronte all'uva proviamo disgusto, può voler dire che questo frutto deve eliminare parecchie tossine dal nostro organismo. Facciamo una piccola pausa e poi riprendiamo; le cose si sistemeranno.

Niente mezze misure

Spesso sento parlare di cura parziale dell'uva, cioè mangiare uva tra i pasti, farlo soltanto al mattino oppure seguire una cura a base di vino...

Chiariamo le cose: l'uva non va mangiata dopo il pasto. La frutta acida va evitata ai pasti. É possibile mangiare uva sostituendola a uno o più pasti, a patto di aspettare almeno due ore e mezza prima di mangiare qualcos'altro.

Si sa che l'efficacia di questa cura parziale non sarà pari a quella della cura totale, anzi. Cionondimeno, ovviamente non è nemmeno vana.

Sono diabetico

L'uva contiene zucchero, certo, e in caso di diabete occorre stare attenti. Rammentiamo tuttavia che si tratta di fruttosio (v. "Lo zucchero della frutta è uno zucchero buono"). Del resto, spesso accade che, dopo la cura, il diabete risulti migliorato di molto.

Prepararsi psicologicamente

La cura dell'uva costituisce non una sofferenza bensì un "momento di coccole", un gioco di scoperta di sé. Non si dice forse che il miglior approccio spirituale consista nel prendersi cura del proprio corpo?

 

 

 

Tratto da "Le Otto Cure Rivitalizzanti - Per disintossicare l'organismo" di Jean-Marie e Nathalie Delecroix. Il Punto d'Incontro Edizioni.