L'Iperico in dermatologia e cosmesi

Molte varietà di iperico diffuse nelle varie regioni del mon­do sono da sempre utilizzate sotto diverse forme (unguen­ti, pomate, decotti) per trattare problemi legati alla pelle (scabbia, tricofizia, dermatosi pruriginose come eczemi, eruzioni ecc.). Se poi pensiamo alle lamentevoli condizioni igieniche (assenza di acqua potabile, fognature e servizi igienici in casa) in cui vivono ancora oggi miliardi di perso­ne in varie parti del mondo (anche nell'avanzato Occiden­te) non possiamo che apprezzare ancora di più l'azione svolta dalle innumerevoli medicine dei poveri - derivate per lo più dal mondo vegetale - per lenire, almeno in parte, una condizione che solo il progresso sociale ed economico po­trà definitivamente far arretrare.

Uno degli utilizzi tradizionali dell'iperico è da sempre sta­to quello di favorire la guarigione-cicatrizzazione di ferite, bruciature e ustioni di vario genere. Il preparato più uti­lizzato allo scopo è senz'altro l'estratto oleoso, ma validi risultati si possono ottenere anche con decotti di pianta intera, specialmente in quei casi in cui l'uso di preparati oleosi è poco consono od opportuno. Questo è ad esempio il caso di emorroidi, escoriazioni al glande o piaghe da decubito per le quali pure l'iperico rappresenta un valido ausilio, li tedesco Schempp, uno dei più attenti studiosi delle virtù dell'iperico con molte pubblicazioni in merito (vedi Letteratura medica sull'iperico), ha testato una poma­ta all'iperico con contenuto standard di iperforina 1,5% su 21 pazienti con dermatite atopica per un periodo di quattro settimane, registrando significativi miglioramenti rispetto al gruppo di controllo. Altri studiosi hanno dichiarato di aver trattato con successo con estratti d'i­perico anche la vitiligine (una malattia deturpante della pelle che si manifesta con chiazze depigmentate di difficilissima guarigione) ma questi risultati andrebbero repli­cati e approfonditi.

Forse, però, il dato ancora una volta più eclatante sull'utilizzo dermatologico dell'estratto oleoso di iperico sta pro­prio nel suo portentoso potere di curare e prevenire le scottature solari da abbronzature eccessive e troppo rapi­de. Non possiamo che rimanere piacevolmente sorpresi e aprire gli occhi e i sensi alla meraviglia quando ci troviamo di fronte a fenomeni apparentemente imprevedibili e in netta contraddizione con i criteri, che definiamo logici, del nostro normale modo di ragionare e guardare il mondo: una pianta in cui si accumula la luce solare e che dovreb­be se mai peggiorare le cose nel caso di eccessiva esposi­zione al sole, ha in realtà esattamente l'effetto contrario, quello di neutralizzare e far rientrare nel corso normale delle cose un assorbimento eccessivo di forza solare. Un esempio in parallelo, che può servire a far capire quanto diffuso sia in natura tale fenomeno, è dato dalla lavanda.

La lavanda sembra proprio esalare verso il cielo un ecces­so di aroma e di forza interiore che non riesce a essere contenuta all'interno della pianta, un po' la stessa cosa che succede a noi umani quando usiamo espressioni come "andare fuori di testa". Così come l'uso dell'olio essenzia­le di lavanda o una tisana di fiori di lavanda è un valido ri­medio per riportare alla "normalità" stati mentali di stress o di esaurimento, allo stesso modo l'uso dell'estratto oleoso di iperico applicato sulle scottature solari, o utiliz­zato come doposole, serve a riportare nel corso normale delle cose l'eccessivo assorbimento di luce solare.

In generale l'iperico in cosmesi, oltre che come agente protettivo dai raggi solari, viene utilizzato come astrin­gente per pelli arrossate e affaticate, tonificante per pelli stanche e per l'azione cicatrizzante e antinfiammatoria sulle pelli delicate. Preparati a base d'iperico sono sempre più utilizzati - e molto spesso senza indicarlo sulle confe­zioni - in pomate combinate in cui l'iperico viene associa­to ad altre piante e derivati di origine vegetale e non (calendula, miele, olio di mandorle, fieno greco). Inoltre, l'o­lio o il decotto di iperico possono servire a confezionare saponi nutritivi per la pelle del viso e del corpo in combi­nazione con altri oli di derivazione vegetale (olio di man­dorle, di jojoba, di canapa, di ricino).

L'Iperico in gravidanza e allattamento

L'assunzione di iperico viene general­mente sconsigliata durante la gravidanza e l'allattamen­to. Si tratta per lo più di una misura puramente prudenziale visto che non esistono studi o ricerche che di­mostrino in modo incontrovertibile un'azione negativa svolta dai composti dell'iperico in un caso o nell'altro. Queste misure cautelari sono per lo più dovute a dati piuttosto frammentari su una leggera azione utero-toni­ca in vitro riportata in uno studio del 1981 e su altri dati, anch'essi abbastanza poco confermati in letteratu­ra, su un'azione stimolante sull'utero, emmenagoga e abortiva riportati in un testo del 1983 (Brinker F., The Toxicology of botanic Medicines, 2nd Ed. Eclectic Medical Publications).

Uno dei pochi studi pubblicati di recente sull'argo­mento descrive il caso di due pazienti che avevano as­sunto iperico durante la gravidanza. La prima, una don­na di 38 anni, aveva assunto 900 milligrammi di iperico al giorno durante la gravidanza continuando fino a 24 ore prima del parto. Non furono registrati problemi du­rante la gravidanza, ad eccezione di una trombocitopenia14S; il neonato sviluppò ittero cinque giorni dopo il parto ma poi guarì. La madre riprese l'assunzione d'iperico anche durante l'allattamento senza apparentemen­te problemi per il neonato.

La seconda paziente, di 43 anni, era rimasta incinta du­rante un ciclo di trattamento con farmaci convenzionali (fluoxetina e metilfenidato) e aveva poi cominciato ad assumere 900 mg di iperico al giorno per tutta la gravi­danza. Pur non essendosi registrati problemi né durante la gravidanza né nel neonato, i ricercatori autori dello studio preferirono, come considerazioni finali, sconsi­gliare l'uso d'iperico durante gravidanza e allattamento optando invece per gli antidepressivi convenzionali.

L'Iperico in omeopatia

Quando parliamo di omeopatia entriamo in un diverso modo di pensare; chi vuole capire come funzioni questo sistema complesso di medicina deve sforzarsi di abban­donare il solito modo di vedere le cose, fatto di moleco­le e principi attivi, e aprire un'altra finestra su un mon­do che parla una lingua completamente diversa dalla scienza ufficiale.

La varietà degli utilizzi dell'iperico in omeopatia è legata al­la caratteristica espressa dal termine perforatum. L'Hypericum ha letteralmente i nervi scoperti: le piccolissime fessure che at­traversano foglie e fusti (ancora la dottrina delle segnature) fanno pensare all'effetto che possono avere punture di spil­lo sulla pelle e quindi a tutti quei dolori che sono, per natu­ra laceranti e pungenti; tanti piccoli dolori, ognuno dei quali forse poco significativo o rilevante ma che messi tutti insie­me fanno pensare a una persona che non ha tempo da per­dere, che nonostante i suoi tanti piccoli disturbi e dolori deve comunque andare avanti, non può fermarsi a godersi la sua meritata malattia ma deve, invece, svolgere un lavoro, un compito, una missione insostituibile.

L'azione principale dell'iperico è dunque riferita ai «traumi delle regioni ricca­mente innervate: polpastrelli, labbra, genitali, spina dorsa­le, o dei tronchi nervosi stessi». Regioni del corpo in cui abbondano le terminazioni nervose sono anche il palmo della mano e la pianta del piede. I traumi di questo tipo pos­sono interessare tutti quei piccoli incidenti da cui nessuno è immune: dita nella portiera dell'automobile, martellata sul dito, lacerazioni di naso, labbra, orecchie, ago nel piede, morsi o punture di insetti o animali velenosi (e ciò comba­cia con utilizzi empirici registrati in molte parti del mondo, anche con varietà diverse dal perforatum). In base a queste succinte indicazioni vale davvero la pena avere in casa, per un pronto impiego in casi d'emergenza, almeno un prepa­rato omeopatico a base d'iperico.

Sempre in tema di traumi, un altro campo privilegiato dell'azione di Hypericum concerne i traumi della colonna vertebrale, anche e soprattutto della parte terminale, il coccige (in seguito a brutte cadute o botte).

Altre condizioni che pre­vedono l'utilizzo di preparati omeopatici a base d'iperi­co sono: umore depresso e lapsus dovuti a una memo­ria che sembra fare i capricci, un sonno da cui ripetuta­mente ci si sveglia non riposati, un desiderio che affiora di frequente di bevande calde o vino, sonnolenza duran­te il giorno o ancora scosse e sussulti prendendo sonno.

 

 

 

Tratto da "L'Iperico - L'Antidepressivo Naturale" di Giuseppe Chia. Macro Edizioni. 

Scritto da Lo staff di Sorgente Natura