Che cos'è un'infiammazione?

Un' influenza o un' infreddatura, un ginocchio ferito durante la pratica di uno sport oppure "soltanto" una ferita da taglio? Il corpo sa benissimo ciò che deve fare, così avvia un complicatissimo processo di guarigione, inviando un esercito di immunociti nella
regione corporea colpita. Al fine di far pervenire gli immunociti il più presto possibile nella parte ammalata o ferita, il flusso sanguigno si intensifica, poiché, in fin dei conti, questo è il mezzo di trasporto delle truppe di difesa guaritrici.

Per esempio, consideriamo un ginocchio ferito (come può succedere praticando uno sport). Durante l' aumentata irrorazione sanguigna, si manifestano i cinque segni "classici" di un' infiammazione: la pelle della parte in questione, in questo caso il ginocchio, si arrossa e si riscalda; al contempo aumenta la permeabilità dei piccoli vasi sanguigni, dimodoché gli "aiutanti" del sistema di difesa possano penetrare meglio attraverso le barriere costituite dalle pareti e prestare il loro aiuto.

Conseguenza di ciò è che, nella parte in questione, si accumula sempre più liquido proveniente dal circolo sanguigno, causando gonfiori, ossia il successivo segno di infiammazione. Nel nostro caso, quindi, il ginocchio non soltanto diviene rosso e si riscalda, ma si gonfia.
Quando questa ritenzione idrica esercita pressione sulle terminazioni nervose della pelle, causa l' insorgenza di dolori, che sono il quarto segno delle infiammazioni. Un ginocchio così dolorante non lo si vorrebbe certo muovere. Si assume, quindi, una postura che arrechi sollievo e si cerca di sottoporre il meno possibile a sollecitazioni la parte ferita. Questo è già il quinto segno delle infiammazioni: la limitata funzionalità della parte infiammata.

Segni "classici" delle infiammazioni acute:

Arrossamento
Calore
Gonfiore
Dolore
Funzionalità limitata

Le infiammazioni "latenti" non sono visibili, ma pericolose

Fin qui, possiamo considerare l' infiammazione (acuta) un sensato meccanismo naturale, poiché, tramite essa, l' organismo combatte gli agenti patogeni, elimina i detriti cellulari e guarisce le ferite. Se, tuttavia, questo "programma di emergenza" non si ferma e il focolaio infiammatorio permane a lungo, si parla di infiammazioni croniche.

Queste, di regola, si accompagnano a problemi di sedute di maggiore o minore entità. Possiamo citare a tal proposito, per esempio, le malattie reumatiche (poliartrite cronica) che sono accompagnate da dolorose infiammazioni articolari e che, di regola, per il mantenimento di una certa qualità della vita delle persone colpite, devono essere curate con farmaci.

Oppure, consideriamo le malattie infiammatorie intestinali, con le quali il "fuoco" dell' infiammazione infuria nelle più diverse sezioni dell' organo e rende spesso difficile la vita dell' ammalato, a causa di dolori addominali ed evacuazioni irregolari. Infine, si possono menzionare anche malattie della pelle quali, per esempio, la neurodermite o la psoriasi, accompagnate da arrossamenti e dolorosi pruriti.

Le infiammazioni croniche si manifestano, solitamente, attraverso i già citati "segni di infiammazione" e, soprattutto, con il dolore, per il quale è spesso necessario l'uso di farmaci (con fastidiosi effetti collaterali), affinché la persona colpita possa affrontare la giornata. Pur essendo presenti nell'organismo (per es. nei vasi sanguigni o nei più diversi organi), dove "infestano i luoghi", i processi infiammatori non sono, però, sempre chiaramente riconoscibili.

In caso di infiammazione, gli immunociti emettono "richiami" sotto forma di sostanze deputate alla trasmissione di messaggi (messaggeri), le quali devono adunare ulteriori "aiutanti". Infatti, il lavoro di squadra è sempre più semplice di quanto sarebbe se fosse suddiviso soltanto tra singoli "collaboratori" del sistema di difesa. In questo modo, sussiste, tuttavia, il rischio che questi "richiami" siano sentiti anche in parti dell' organismo lontane da quella effettivamente infiammata e che vi vengano attivati immunociti.

Così si può sviluppare anche lì un piccolo "focolaio d' incendio", distante dalla parte dell' organismo effettivamente ammalatasi o ferita, il quale, a sua volta, darà luogo a un nuovo processo infiammatorio che può svolgersi inosservatamente, in maniera segreta e silente, senza che siano riconoscibili i "classici" segni di un'infiammazione. È per tale ragione che, a questo proposito, si parla di infiammazioni "latenti" o "di basso grado".

Così, per esempio, processi infiammatori della bocca (parodontite) possono sviluppare "focolai d'incendio" nei vasi sanguigni o infiammazioni articolari, come pure "teatri di guerra secondari" nel miocardio.[...]

Il cibo e la sua azione antinfiammatoria

Il cibo svolge un ruolo importante sul rischio di infiammazione individuale. L' alimentazione "antinfiammatoria" è caratterizzata da molta verdura, frutta, diverse piante condimentarie, enzimi vegetali e grassi "giusti"! Si deve evidenziare la particolare importanza di alcune varietà di frutta (diverse bacche), che forse non sono molto comuni ma che, per via dei propri costituenti antinfiammatori, sono ancora più interessanti.

Potete tranquillamente dimenticare il detto "una mela al giorno toglie il medico di torno". Con una mela quotidiana non "sistemate" nulla. Avete bisogno di particolari varietà di frutta, con determinati costituenti antinfiammatori biologicamente attivi (per es. i polifenoli). Le piante producono queste sostanze per proteggersi contro lo stress che le colpisce, gli inquinanti atmosferici, il carico di ozono e l' esposizione ai raggi ultravioletti.

Per molto tempo non si è saputo che tali sostanze potessero essere importanti anche per la salute umana. Attualmente, numerose indicazioni suggeriscono che i polifenoli possono, tra l'altro, rinforzare il sistema immunitario, proteggere i vasi sanguigni e il sistema nervoso contro le alterazioni (dovute all'età) ed essere di sostegno all' organismo nel controllo dei tumori. Nel nostro caso, è particolarmente degno di menzione l' effetto di "estinzione degli incendi" di queste potenti sostanze.

Sono particolarmente ricche di polifenoli, per esempio, le bacche, come quelle di acai, di goji oppure i mirtilli neri nonché le prugne o l' uva (con i vinaccioli). Anche i semi della melagrana contengono una quantità relativamente grande di questi "estintori".
Esistono anche ortaggi che sono "al top" (per es. aglio, cipolle e broccoli) e che hanno fantastici effetti salutari e antinfiammatori.

Infine, c' è "il massimo", ossia le spezie, che offrono una possibilità molto valida per inibire le infiammazioni. Tra le migliori si devono nominare lo zenzero e la curcuma (o radice gialla), con i loro componenti che "estinguono gli incendi", cioè i gingeroli (dello zenzero) e le curcumine (della curcuma). Particolarmente utili per lo spegnimento del "fuoco" dell' infiammazione sono anche gli enzimi vegetali, come, per esempio, quelli della papaia (papaina) o dell' ananas (bromelina).

 

 

 

Tratto da "La Papaia e gli altri antinfiammatori naturali" di Michaela Doll. Tecniche Nuove.