Origini e informazioni botaniche

Il Melo Cotogno è un arbusto a foglia caduca, alto da 3 a 8 metri, con rami di colore marrone scuro; quando sono giovani, sono spesso ricoperti da una fitta peluria. Le foglie sono ovali, con la parte superiore verde e l'inferiore biancastra a causa della peluria che la ricopre. I fiori sono grandi, di colore bianco rosato; come forma e grandezza ricordano la rosa selvatica. I frutti sono carnosi, grossi, ricoperti da una peluria cotono­sa quando sono giovani e nella maturità lisci, di colore giallo dorato e dal profumo fragrante e penetrante.

Originario dell'Asia, il melo cotogno è da lungo tempo colti­vato. Fiorisce in aprile-maggio.

Tra leggenda e realtà

Questo albero, particolarmente legato al mondo contadino, era già conosciuto oltre 4000 anni fa dai Babilonesi e conobbe il suo periodo di pieno splendore presso Greci e Romani. Il suo frutto era chiamato dai Greci "pomo d'oro" ed è probabile che fosse proprio una mela cotogna il frutto che Paride, nel racconto mitologico, offrì a Venere, la dea dell'Amore.

È così questo frutto divenne simbolo d'amore: non mancava mai nei banchetti nuziali e le giovani spose lo addentavano prima di varcare la soglia della nuova casa, come auspicio di vita felice e colma d'amore. La simbologia amorosa del frutto è evidente anche nell'usanza, un tempo diffusa, di lanciare una cotogna verso la fanciulla amata, come proposta di matrimonio. Inoltre, si credeva che se una ragazza fosse riuscita a conservare sane fino a Pasqua tre mele cotogne, avrebbe avuto fortuna in amore. Nel Medioevo, le donne incinte mangiavano molte mele cotogne, perché credevano così di partorire bimbi sani, belli e intelligenti.

Proprietà curative

Della pianta del cotogno si utilizzano i frutti, i semi e anche i fiori. I frutti sono astringenti e tonici, ma la loro polpa non può essere consumata cruda perché troppo aspra, se ne preparano quindi marmellate, gelatine o sciroppi. I semi sono indicati in caso di tosse e infiammazioni delle mucose. Le foglie sono calmanti e sedative.

Come usare il melo cotogno

In caso di diarrea e per le persone malate o convalescenti, fate cuocere con pochissima acqua 1 chilo di mele cotogne precedentemente sbucciate e private dei semi; passate poi al setaccio raccogliendo la polpa in una terrina; aggiungete­vi un po' di zucchero e mangiatela sola o spalmata sul pane. Sempre per regolare le funzioni intestinali, preparate un decotto con 2 cucchiai di polpa fresca per 1 tazza di acqua; fate sobbollire per 5 minuti, quindi lasciate raffreddare. Potete berne fino a tre tazze al giorno. In presenza di picco­le ustioni o infiammazioni della pelle, applicate sulla zona interessata un telo che avrete precedentemente immerso nel decotto e strizzato.

In caso di ragadi al seno e agli angoli della bocca, preparate un decotto con 2 cucchiai di semi per 1 tazza di acqua, fate­lo poi raffreddare e usatelo per lavaggi o compresse.

Con 1 cucchiaio di foglie essiccate per 1 tazza di acqua potete preparare un infuso indicato per lavare le zone del corpo che sudano di più.

Precauzioni

I frutti del melo cotogno possono essere conservati per tutto l'inverno, purché in un locale ben aerato.

Melo cotogno e consapevolezza

Il frutto del melo cotogno è così aspro da non poter essere mangiato crudo, eppure è così utile per il benessere dell'or­ganismo quando viene sapientemente preparato.

Cosa ci porta a capire questo alleato vegetale? Esso ci indi­ca che non si può sempre disporre di elementi della natura, cose o insegnamenti senza averli prima in qualche modo "elaborati", adattati al proprio essere.

Sì, perché ognuno di noi è unico e irripetibile e ha bisogno di sviluppare la propria individualità, di soddisfare i desideri, di manifestare i talenti proprio per come è, adattando ciò che prende alle proprie caratteristiche, senza ripetere come un automa ciò che gli altri dicono o fanno.

Elaborare e adattare, ecco in due parole l'insegnamento dell'alleato cotogno!

 

 

 

Tratto da "La Magia Delle Erbe: Conoscere le energie delle erbe e dei fiori per guarire il corpo e l'anima" di Maria Fiorella Coccolo. Centro di Benessere Psicofisico Editore.