Il cioccolato è utile al colesterolo

Il sangue trasporta il colesterolo nei vasi sanguigni. Per farlo, è indispensabile la presenza di proteine. Alcune di esse portano il colesterolo fino al fegato, dove viene riciclato e utilizzato per la digestione (è il cosiddetto colesterolo buono o HDL). Altre proteine, mal programmate, hanno l’incresciosa tendenza a lasciare il colesterolo “per strada”, dove patisce le pene dell’inferno nel circolo sanguigno (è il colesterolo “cattivo” o LDL). Infatti, questo colesterolo “cattivo” riceve in pieno l’attacco dei radicali liberi, anch’essi trasportati dal sangue. I violenti colpi lo fanno aderire alla parete delle arterie, che il colesterolo renderà rigide e poi ostruirà.

Per fortuna, il cioccolato e il cacao in polvere proteggono l’organismo. Lo fanno grazie ai flavonoidi, che contrastano l’ossidazione dell’LDL, riducendo inoltre la concentrazione del colesterolo “cattivo”.

E le buone notizie non finiscono qui! Il cioccolato favorirebbe infatti la produzione di colesterolo “buono”, che protegge le arterie.

I flavonoidi tuttavia non sono gli unici benefattori delle arterie. Nella lotta contro l’LDL entra in gioco un altro composto essenziale: la vitamina B3 del cioccolato.

Questa vitamina esiste in due forme: nicotinammide e acido nicotinico. Quest’ultimo riduce l’LDL e aumenta l’HDL. Riduce inoltre i trigliceridi, altro grasso che circola nel sangue e “incrosta” le arterie.

[Il cioccolato fondente, ricco di flavonoidi (associati alla vitamina B3 e in minor misura alle vitamine C ed E), tende a far aumentare il colesterolo "buono" e a ridurre il colesterolo "cattivo"].

Il cioccolato abbassa la pressione arteriosa

È stato dimostrato che chi consuma cioccolato presenta una pressione arteriosa più bassa rispetto a chi non conosce questa gioia per le papille. Forti di questa constatazione, si è cercato di capire se il numero di tavolette consumate influiva sul risultato.

Ebbene sì!

Alcuni ricercatori di Harvard hanno dimostrato che chi consumava da una a tre tavolette di cioccolato fondente al mese vedeva ridursi le cifre della pressione (e di conseguenza il rischio di mortalità) rispetto a chi non ne consumava affatto."
I risultati visibili a livello di pressione arteriosa sono stati ottenuti rapidamente, giacché quattordici giorni di consumo sono bastati a evidenziarli!
Questa riduzione della pressione arteriosa è ancora una volta merito dei flavonoidi, ma anche di potassio, magnesio e calcio, come pure della vitamina B3 del cacao.

Il cioccolato allunga la vita

Si è cercato di stabilire se la quantità di cioccolato consumata avesse un effetto nell’allungamento della durata di vita e se le virtù del cioccolato per il cuore si limitassero a quest’organo oppure si estendessero anche al resto del corpo umano.

  • Prima sorpresa: chi consuma più cioccolato presenterebbe un rischio di mortalità cardiovascolare ridotto della metà rispetto a chi ne consuma di meno.
  • Seconda sorpresa, ancora più grande: chi è più ghiotto di cioccolato vivrebbe più a lungo di chi è meno ghiotto, a prescindere dalla malattia presa in esame!

Da consumare senza limiti? No di certo, tant’è che nella nutrizione è importante applicare il seguente adagio: “il troppo stroppia".
[...] La scienza si sta ancora interrogando di fronte a questi sorprendenti risultati. Altri studi dovranno confermarne le conclusioni.

Il cioccolato fluidifica il sangue

... a patto di intenderlo come cacao.

Gli stessi flavonoidi di cui abbiamo già parlato fluidificano il sangue agendo sulla coagulazione.

Alcuni alimenti, come l'olio di girasole o di mais, contengono acidi grassi (sostanze grasse) chiamati omega-6. Una parte di questi dà vita a un particolare acido grasso chiamato acido arachidonico. Sotto l’azione dei radicali liberi, l’acido arachidonico si trasforma in leucotrieni, sostanze che, seppure presentino una certa utilità in alcuni casi, si rivelano particolarmente nocive se prodotte in eccesso dall’organismo, giacché favoriscono la formazione di coaguli.

Grazie all’azione antiossidante, i flavonoidi limitano la formazione di leucotrieni e fluidificano così il sangue in maniera simile all’aspirina.

Altre sostanze, come la vitamina E o il calcio, vengono in aiuto dei flavonoidi in questa grande impresa di fluidificazione.

Il quotidiano consumo di bevande al cioccolato (o di cioccolato a pezzetti) riduce il rischio di coaguli diminuendo la coagulazione del sangue grazie ai flavonoidi (e, in minor misura, alla vitamina E e al calcio).

Il cioccolato migliora il diabete... in parte

Un’équipe italiana ha dimostrato che l’ingestione di cioccolato fondente aumenta la sensibilità all’insulina.

In sostanza, questo significa che, sotto l’azione del suddetto ormone, lo zucchero rientra con più facilità nelle cellule, di cui costituisce il combustibile naturale. È dunque meno presente nel circolo sanguigno e la glicemia (lo zucchero nel sangue) si riduce a sua volta, migliorando così il diabete (esso stesso all’origine di patologie cardiovascolari).

Ciò detto, non abbandonatevi all’euforia: il cioccolato da solo non basta a ridurre il diabete, se ne soffrite! (le dosi in questone corrisponderebbero ad un consumo quotidiano di due chili e mezzo di cioccolato). Si ritiene che responsabili di questo effetto benefico siano gli antiossidanti contenuti nel cacao.

Il cioccolato fondente, ricco di flavonoidi (associati alla vitamina B3 e soprattutto allo zinco), accresce la sensibilità all'insulina delle cellule e, di conseguenza, svolgerebbe un ruolo benefico contro il diabete.

I grassi del cioccolato sono (in parte) "buoni"

Il burro di cacao costituisce la parte grassa del cioccolato. Contiene poco colesterolo (1,3 mg su 100 g in media). Tuttavia, contiene anche altri lipidi non sempre consigliabili per mantenersi in buona salute.

È innanzitutto necessaria una breve ricapitolazione sui grassi alimentari (acidi grassi).

  • Nei grassi saturi, i diversi atomi sono collegati tra loro da un unico legame. Un po’ come i vagoni di un treno sono uniti tra loro da un unico rivetto. Questi grassi saturi sono presenti in pasticceria, nei latticini, nelle salse, nel grasso di manzo o di montone e nei fritti. Nuocciono al cuore se consumati in eccesso, il che oggi accade nella maggior parte delle società industriali.
  • La seconda grande categoria riguarda i grassi monoinsaturi, come quelli presenti nell’olio d’oliva. Questi grassi sono formati da due parti collegate tra loro da un doppio legame. Per riprendere il nostro paragone, è un po’ come se un treno possedesse tra due vagoni un doppio rivetto.
  • La terza categoria è quella degli acidi grassi polinsaturi, formati da varie parti collegate a intervalli regolari da doppi rivetti. Vengono chiamati omega-3 o omega-6 a seconda del posto occupato dal primo di questi doppi rivetti. In genere, questi acidi grassi si dimostrano benefìci per la salute.

Nell’alimentazione la proporzione ideale è ritenuta essere pari a circa un terzo di grassi saturi, un terzo di grassi monoinsaturi e un terzo di grassi polinsaturi.

E il nostro cioccolato?

Il burro di cacao contiene:

  • 1/3 (per l’esattezza il 33%) di acido oleico (quello dell’olio d’oliva), che fa bene alle arterie.
  • 1/3 di acido palmitico, meno buono perché innalza il livello di colesterolo cattivo nel sangue. Tuttavia, la quantità di acido palmitico rimane ragionevole, considerata la sopraccitata proporzione dei grassi da assimilare.
  • 1/3 di acido stearico, un acido grasso saturo che ha la particolarità di trasformarsi in grasso monoinsaturo (più precisamente in acido oleico contenuto nell’olio d’oliva). Da nocivo per il cuore, diventerebbe dunque benefico e proteggerebbe dal colesterolo “cattivo”. Cionondimeno, questa trasformazione non sembra infinita. Se consumato in grandi quantità, l’acido stearico non si trasforma più e diventa nocivo per la salute. Il colesterolo “cattivo” prende il sopravvento a scapito di quello “buono”, favorendo il rischio d’infarto (formazione di coaguli nelle arterie).

Queste affermazioni possono apparire contraddittorie con quanto dichiarato in precedenza, cioè che il cioccolato allungherebbe la vita indipendentemente dalla malattia e che i maggiori consumatori vivrebbero più a lungo.

Ebbene sì, è tutta questione di quantità. Numerose équipe stanno attualmente studiando l’argomento per stabilire le dosi e le qualità di cioccolato più benefiche per la salute.

I grassi del cioccolato (il vero "burro di cacao puro") sono di buona qualità. Il burro di cacao contiene relativamente pochi grassi saturi sotto forma di acido palmitico ed è principalmente composto da acido stearico e oleico, benefìci per la salute. Il cioccolato contiene anche qualche acido grasso polinsaturo (all'incirca il 3%).

Il cioccolato (non) provoca l'acne

Il cioccolato viene spesso additato a colpevole della comparsa dell’acne negli adolescenti. Oggi come oggi, però, nulla permette di affermare che questo alimento sia l’unico responsabile.

Numerosi prodotti industriali, come le barrette energetiche o i dessert pronti a base di cioccolato, contengono grassi idrogenati poco raccomandabili per la pelle in particolare e per l'organismo in generale. La pelle si comporta infatti come un organo emuntorio, ossia prende parte all’eliminazione dei rifiuti tossici dell’organismo.

Un’alimentazione troppo grassa, cui contribuisce un cioccolato di cattiva qualità, può quindi peggiorare un acne già esistente.

Il cioccolato è utile contro i reumatismi

... se il cioccolato è di buona qualità!

I fiavonoidi del cacao limitano la formazione di leucotrieni, composti che favoriscono l’infiammazione.

Contrastando l’infiammazione, i flavonoidi esercitano dunque un’azione antinfiammatoria e combattono i reumatismi, ma anche tutte le affezioni mediche terminanti in “ite”, come artrite, bronchite ecc.

Questa componente antinfiammatoria viene rafforzata dal rame contenuto nel cacao.

[Flavonoidi e rame esercitano un'azione benefica sui reumatismi].

Il cioccolato (non) provoca stipsi

Il cioccolato possiede fibre insolubili sotto forma di cellulosa (dal 4 al 6% circa), che favoriscono il transito intestinale. Inoltre, i numerosi acidi grassi del burro di cacao agevolano il movimento lungo le pareti intestinali degli alimenti ingeriti.

Infine, i tannini del cioccolato stimolano la contrazione dei muscoli intestinali, favorendo così l’avanzamento degli alimenti fino alla loro eliminazione.

Il cioccolato (non) provoca la carie

È vero che il cioccolato contiene zucchero e che lo zucchero favorisce la carie, ma contiene anche un buon numero di componenti che contrastano la formazione della stessa.

Le fave di cacao contengono qualche fibra insolubile sotto forma di cellulosa che, se masticata a lungo, contribuisce all'eliminazione della placca. Inoltre, il cacao contiene polifenoli e, tra questi, il 6% circa di polidrossifenolo, che inibisce lo sviluppo dei batteri orali e ne impedisce la fissazione sullo smalto dentale.

Non è finita qui: il cioccolato contiene anche fluoro, che rafforza lo smalto, e fosfati che neutralizzano gli acidi responsabili dell’attacco ai denti.
Tutte queste sostanze contribuiscono quindi alla lotta contro la carie [...].

[Per la sua composizione, il cioccolato non provoca la carie. Anzi, le fibre insolubili, i polifenoli, il fluoro, i fosfati e il fosforo in esso contenuti contribuiscono alla nostra igiene dentale e a prevenire la formazione della carie].

 

 

 

Tratto da "Le Virtù del Cioccolato" di Franck Senninger. Edizioni Il Punto d'Incontro.