Proprietà digestive

Numerose sono le spezie apprezzate per le proprietà digestive e aperitive; tra queste, lo zenzero. La medicina indiana sa da secoli che lo zenzero è in grado di contribuire al buono svolgimento della digestione. All’origine della stimolazione del processo digestivo vi sono le oleoresine e l’olio essenziale contenuti nel rizoma. Queste sostanze permettono all’organismo di accrescere la secrezione di succhi gastrici, stimolare la produzione di bile e favorire il funzionamento meccanico dell’intestino (la peristalsi). Lo zenzero infatti agisce sul sistema gastrointestinale per aumentare la mobilità gastrica.

L’esperienza dimostra che, per essere efficace, lo zenzero va consumato per un lungo periodo, in modo da permettere l’aumento della produzione e dell’attività enzimatiche (lipasi, maltasi e tripsina). Tale aumento è stato comprovato negli esperimenti sugli animali, i quali hanno evidenziato il fatto che lo zenzero permette di accrescere la secrezione degli acidi biliari, elementi importanti per la digestione dei corpi grassi. Il consumo di zenzero viene pertanto consigliato in caso d’inappetenza o dispepsia.

Di fatto l’azione dello zenzero, come quella di quasi tutte le spezie digestive, è duplice. Lo zenzero stimola simultaneamente il lavoro del fegato, che produce più bile, e quello degli altri organi coinvolti nel processo digestivo, i quali secernono altri enzimi.
Inoltre, lo zenzero sembra esercitare un’efficace protezione sulle mucose dello stomaco, permettendo cosi di ridurre i problemi di acidità gastrica. Un’ azione antiulcera è stata evidenziata negli esperimenti sui topi in Giappone.
Varie sostanze, tra le quali il 6-gingerolo, il 6-shogaolo e lo zingiberene, sono in grado di proteggere le pareti dello stomaco dall’ ulcerazione causata dalla soluzione di acido cloridrico, etanolo e altre componenti. [...]
A livello intestinale, lo zenzero riduce il gonfiore, favorisce l’eliminazione dei gas ed esercita un’azione lenitiva in caso di spasmi. Sarebbe altresì in grado di ridurre la diarrea.

Proprietà antinfiammatorie

Queste proprietà nella tradizione delle medicine asiatiche (cinese, indiana e tibetana) sono note da secoli, ma soltanto negli ultimi decenni gli scienziati sono riusciti a provarle in laboratorio. Negli anni Settanta, i ricercatori hanno scoperto che lo zenzero poteva inibire la biosintesi delle prostaglandine. Ciò permette di affermare che esso possiede le stesse proprietà farmacologiche degli antinfiammatori non steroidei. Oggigiorno sappiamo che varie molecole, quali i gingeroli, gli shogaoli e i paradoli, entrano in gioco nel processo antinfiammatorio dello zenzero. Nel 2005 uno studio ha analizzato e dimostrato gli effetti analgesici e antinfiammatori del 6-gingerolo, la sostanza che conferisce allo zenzero il sapore piccante. Altri studi si sono concentrati sull’esame delle restanti componenti.

Un recentissimo studio in vitro, svolto in India nel 2010 da Dugasani (Dipartimento di Farmacognosia e Fitochimica, College of Pharmaceutical Sciences, Andhra University) ha altresì dimostrato l'importante ruolo del 6-shogaolo nel processo antinfiammatorio.

I ricercatori hanno inoltre provato che la lunghezza della catena di carbonio svolge un ruolo rilevante e che il 10-gingerolo sarebbe il più potente di tutti i gingeroli. Questo studio giustifica l' impiego dello zenzero essiccato nei sistemi tradizionali di medicina. Nel 2010 il Dipartimento di Chinesiologia della Georgia College and State University in Georgia (Stati Uniti) ha testato gli effetti dello zenzero (crudo e termicamente trattato) sui dolori muscolari.

Sono stati formati due gruppi di volontari. Il primo ha consumato 2 g di zenzero, mentre il secondo 2 g di placebo. L'esperimento è durato undici giorni consecutivi, nel corso dei quali i partecipanti hanno dovuto svolgere una serie di azioni utilizzando la muscolatura. I risultati hanno dimostrato che lo zenzero permetteva di ridurre il dolore persino dopo un’unica giornata di assunzione. Il consumo di zenzero crudo o termicamente trattato riduce in maniera variabile l'intensità del dolore muscolare.

Proprietà antireumatiche

Come corollario alle proprietà antinfiammatorie, lo zenzero è efficace contro i reumatismi di natura infiammatoria. La quotidiana assunzione di capsule può permettere una riduzione del dolore e dell’infiammazione. Grazie a questa proprietà, lo zenzero rientra nella composizione di numerose creme antireumatiche.

Proprietà antiartritiche e antiartrosiche

In Cina lo zenzero è utilizzato da millenni esternamente per alleviare i problemi legati all’artrite e all'artrosi. Uno studio svolto in Nuova Zelanda nel 2010 ha evidenziato l’utilità delle compresse di zenzero per alleviare i dolori di chi soffre di artrosi. È stato scientificamente stabilito che lo zenzero fa parte degli alimenti efficaci contro i problemi di artrosi e di artrite.

Proprietà antiossidanti

Lo zenzero contiene un gran numero di componenti attive, in particolare antiossidanti (ne annovera all’incirca una quarantina). Questo significa che è in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, principali responsabili dell’ invecchiamento cellulare. Gli studi hanno dimostrato che alcuni di questi fattori risultano attivi persino se sottoposti al calore. Lo zenzero può così conservare le sue virtù anche cotto.

Proprietà antiemetiche

Lo zenzero è noto da molto tempo per la capacità di trattare i numerosi tipi di nausea e vomito. Già utilizzato dai navigatori del passato, si dimostra oggigiorno ancora efficacissimo per prevenire e combattere nausee e vomito dovuti al mal di viaggio. Del resto, è questo lo scopo per il quale in Francia è stata concessa una delle prime autorizzazioni all’uso dello zenzero terapeutico. Con tale indicazione lo zenzero si dimostra infatti efficace tanto quan­to i farmaci, ma presenta il vantaggio di non provocare sonnolenza. Si sa inoltre che il rizoma viene impiegato durante la gravidanza accompagnata da nausea. Alcuni scienziati iraniani che si sono dedicati all’argomento sono riusciti a verifìcare l’effìcacia dello zenzero sulla suddetta patologia.

Nell’esperimento, sessantasette donne in gravidanza sono state suddivise in due gruppi, uno sperimentale e l’altro di controllo. I risultati ottenuti nel gruppo che aveva assunto lo zenzero si sono dimostrati nettamente superiori a quelli del gruppo che aveva assunto un placebo. Segnaliamo tuttavia che in Germania la Commissione E raccomanda prudenza e sconsiglia il consumo dello zenzero in gravidanza, a titolo precauzionale.

Altri studi hanno sottolineato che l’assunzione di zenzero è efficace in caso di nausee causate dai trattamenti chemioterapici. [...] Tutti gli studi condotti in quest’ ambito hanno evidenziato l’ effìcacia dello zenzero nella suddetta indicazione. Uno studio americano del 2007 ha inteso esaminare l’ efficacia dello zenzero associato a proteine per il trattamento dell’ emesi ritardata provocata dalla chemioterapia. Un gran numero di pazienti si lamenta infatti di soffrire di nausea che sopraggiunge nelle ventiquattro ore seguenti la somministrazione della chemioterapia.

La combinazione di zenzero e proteine trova spiegazione nella constatazione che sia lo zenzero sia i pasti ricchi di proteine riducono la nausea provocata dal mal di viaggio e dalla gravidanza. I l summenzionato studio ha trattato pazienti che soffrivano di nausea post-chemioterapica, dimostrando che i fastidi erano significativamente meno frequenti in quei pazienti trattati con zenzero associato a proteine. Tale associazione riduce le nausee legate alla chemioterapia e permette altresì di diminuire il ricorso a farmaci antiemetici.

Proprietà toniche

Ildegarda di Bingen già lodava il potere stimolante, riscaldante e fortificante dello zenzero. La pianta esercita una potente azione tonica sull'organismo umano, aiutandolo a combattere lo stress e la stanchezza. In farmacia rientra spesso nella composizione di integratori alimentari di origine naturale in grado di ripristinare l’energia. Lo si trova per esempio associato a guaranà, ginseng o vitamina C. [...]

Proprietà antiemicrania

Nella medicina popolare lo zenzero è noto per la sua efficacia nel combattere il mal di testa. Secondo il dottor Gigon (op. cit), lo zenzero associato al partenio risulterebbe particolarmente efficace contro le emicranie accompagnate da nausea.

Proprietà antitumorali

I composti nutrizionali utilizzati nel corso degli anni per la prevenzione e/o il trattamento del cancro sono assai numerosi. Oggigiorno molti scienziati si interessano a quest’ambito della ricerca e siamo in possesso di numerosi studi i quali suggeriscono che il rischio di cancro diminuisce consumando una quantità elevata di frutta e verdura. Un gran numero di alimenti è in grado di combattere questa malattia. Tra questi troviamo in particolare le crucifere come cavoli e broccoli, l’aglio, la cipolla, il tè verde, la curcuma, gli agrumi, la soia, i pomodori, i frutti di bosco e lo zenzero.

Secondo numerosi studi, il nostro prezioso rizoma fa infatti parte degli alimenti che hanno la capacità di lottare contro la cancerogenesi, cioè la formazione e lo sviluppo di cellule tumorali. I ricercatori hanno studiato in particolare una delle molecole dello zenzero, il 6-gingerolo. Pare che questa sostanza sia in grado di prevenire e apportare benefìcio in vari tipi di tumore, più precisamente alla prostata, al colon, allo stomaco e alle ovaie. Eserciterebbe inoltre un’ azione contro la formazione di metastasi in caso di tumore al seno.

Quando compaiono le cellule tumorali, si formano nuovi vasi sanguigni che permettono al cancro di nutrirsi, svilupparsi e ingrandirsi, con la possibilità di propagarsi in altri punti dell’organismo. È ciò che chiamiamo angiogenesi. Gli scienziati sono riusciti a dimostrare che le molecole dello zenzero contribuiscono alla riduzione di questi vasi sanguigni.


Uno studio svolto nel 2010 dal Dipartimento di Farmacia dell’ Università nazionale di Singapore ha esaminato il potenziale degli shogaoli contenuti nello zenzero. Tali molecole potrebbero contrastare l’ invasività delle cellule del tumore al seno e i meccanismi soggiacenti. Lo studio ha concluso che il 6-shogaolo è un potente inibitore e che tale molecola può essere utilizzata nei trattamenti antimetastatici.


Un altro recente studio del Dipartimento di Scienze Alimentari e Biotecnologia di Taiwan ha lavorato sul 6-shogaolo e sul gingerolo presenti nello zenzero, osservandone l' effetto sul carcinoma epatocellulare, la forma più diffusa di tumore al fegato, la quale è assai metastatica. Lo studio ipotizzava che queste due componenti dello zenzero fossero in grado di frenare le cellule cancerose del fegato. L’ipotesi è stata confer­mata dai risultati.

Proprietà anticolesterolo

In fitoterapia numerosi prodotti proposti permettono di ridurre il livello di colesterolo e trigliceridi nel sangue. In quest’ ambito, lo zenzero è stato oggetto di vari studi scientifici [...] e le analisi hanno rivelato una signi­ficativa diminuzione di tutti i parametri del profilo lipidico (colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi).

 

 

 

Tratto da "Zenzero" - La spezia che rivitalizza e ringiovanisce. Storia, proprietà, usi e ricette. Di Alessandra Moro Buronzo. Edizioni Il Punto d'Incontro