Zenzero: informazioni botaniche

Chi non ha assaggiato almeno una volta lo zenzero? Lo zenzero è un alimento che troviamo come ingrediente nei prodotti più svariati: dai dolci ai prodotti da forno salati, dalle tisane ai succhi, dalla birra alle salse, fino addirittura ai prodotti cosmetici e ai fitoterapici.

La radice di zenzero (o più precisamente il rizoma, un prolungamento sotterraneo del fusto) è la parte della pianta Zingiber officinale che si presta a tutti questi scopi. La pianta dello zenzero appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae, la stessa della curcuma, che con lo zenzero condivide la forma bitorzoluta del rizoma. La specie Zingiber officinale è originaria dell'estremo oriente ma ad oggi la coltivazione dello zenzero è tipica della maggior parte delle zone a clima tropicale, come India, Giamaica, Pakistan e Brasile.

Cosa contiene lo zenzero?

Lo zenzero, chiamato anche ginger, è un alimento usato in cucina prevalentemente come spezia ma, come abbiamo accennato sopra, lo troviamo davvero in tantissimi prodotti anche molto diversi tra loro. Il motivo? Lo zenzero non ha dalla sua "solo" un aroma particolare e deciso in grado di dare ai piatti un tocco in più, ma è anche ricco di principi attivi che gli conferiscono numerosi benefici per la salute.

  • Gingeroli, si trovano nello zenzero fresco e in tutte le piante appartenenti alla famiglia delle Zingiberaceae e sono i responsabili del sapore pungente.
  • Shogaoli, composti chimici che derivano dai gingeroli e si sintetizzano a partire da questi quando la radice fresca viene essiccata e leggermente riscaldata. Gli shogaoli sono più piccanti dei gingeroli, motivo per cui zenzero disidratato e/o in polvere hanno una piccantezza molto più marcata dello zenzero fresco.
  • Olio essenziale ricco di sesquiterpeni e monoterpeni.

Come si può assumere lo zenzero?

Nonostante arrivi da lontano, lo zenzero è ormai ampiamente diffuso e facile da reperire e si può trovare sia come di spezia da utilizzare in cucina, sia come ingrediente all'interno di formulazioni di cosmetici e integratori alimentari.

  • Radice di zenzero fresco. Usata soprattutto in cucina, la radice di zenzero si può acquistare nella maggior parte dei negozi che vendono frutta e verdura fresche. Ma come si usa lo zenzero fresco? Dopo averlo sbucciato lo si può grattugiare finemente e aggiungere come aroma a primi e secondi piatti, in frullati di frutta fresca e centrifugati rinfrescanti e digestivi, oppure si può tagliare in tocchetti e utilizzare per la preparazione di acque aromatizzate e tisane sgonfia-pancia. La radice di zenzero fresco si conserva fino a un mese in frigorifero a patto che sia ben avvolta in un sacchetto o tovagliolo di carta in modo da non far passare l'aria; se invece vi avanza dello zenzero fresco già grattugiato, potete conservarlo coperto per qualche giorno in frigorifero o in alternativa congelarlo.
  • Zenzero in polvere. L'alternativa per i più pigri alla radice fresca è lo zenzero disidratato in polvere. Come sostituire lo zenzero fresco con quello in polvere in cucina? Decisamente più pratico e veloce da utilizzare, lo zenzero in polvere non è un vero e proprio sostituto di quello fresco perché non adatto a tutti i tipi di ricette, ma se vi trovate in difficoltà potete usarlo come alternativa dimezzando le dosi: lo zenzero in polvere infatti è più piccante di quello fresco per la maggiore presenza di shogaoli.
  • Zenzero disidratato o candito. Più difficile da reperire in commercio, in particolare lo zenzero disidratato senza zuccheri aggiunti si può trovare principalmente nei negozi di prodotti naturali e biologici. Lo zenzero candito, essendo zuccherato, è uno sfizio che ci si può concedere ogni tanto come una piccola golosità, mentre lo zenzero disidratato senza zucchero è ottimo come spuntino spezza-fame anche per chi segue diete per perdere peso.
  • Olio essenziale di zenzero. Un tipo di prodotto più da erboristeria o negozio di prodotti naturali, l'olio essenziale di zenzero è solitamente specifico per un uso topico, miscelato a un olio vettore per fare massaggi contro reumatismi e infiammazioni. Esistono in commercio alcune tipologie di olio essenziale adatte anche all'uso alimentare (deve essere indicato sulla confezione) che possono essere sfruttate come aroma da cucina. Ma come si fa l'olio essenziale di zenzero? Il procedimento è lo stesso che si usa per la produzione della maggior parte degli oli essenziali, ovvero la distillazione in corrente di vapore, nel caso dello zenzero previa rimozione della buccia ed essiccazione.

Proprietà e benefici dello zenzero in erboristeria

Come succede per molte spezie, anche nel caso dello zenzero la sua utilità non è limitata all'uso in cucina. Lo zenzero è conosciuto da tempo come rimedio naturale e veniva infatti impiegato nelle medicine tradizionali ancora prima che diventasse "di moda". Nella medicina popolare ad esempio, lo zenzero ha funzione astringente, espettorante e carminativa, e trova la sua utilità contro problematiche quali diarrea, dolori allo stomaco e gonfiori e disturbi alle prime vie aeree. Nella medicina tradizionale cinese invece, essendo considerato una pianta "calda", lo zenzero viene usato per risolvere tutti quei disturbi tipici della stagione fredda, come raffreddore, mal di gola e tosse.

Le moderne ricerche scientifiche hanno almeno in parte confermato l'uso dello zenzero basato solo su tradizione ed esperienza delle medicine popolari. Vediamo quindi più nel dettaglio a cosa fa bene lo zenzero e come si usa.

Zenzero contro i problemi di digestione

Se sei amante delle tisane, quante volte ti sarà capitato di gustare un bell'infuso caldo di zenzero e limone dopo un pasto? Specialmente in inverno, la tisana di zenzero è una vera e propria coccola: la leggera piccantezza di questa spezia infatti la rende una bevanda dissetante e riscaldante. Ma non solo: i principi attivi contenuti nello zenzero, in particolare i gingeroli e i shogaoli, sembrano essere in grado di aumentare la produzione dei succhi gastrici e degli acidi biliari, stimolando così il processo digestivo.

Pare inoltre che lo zenzero sia utile anche nel favorire la peristalsi intestinale: un vero rimedio naturale a tutto tondo per i più diffusi problemi dell'apparato gastrointestinale, come cattiva digestione, gonfiore e dolore addominale, e il modo per sfruttare al meglio questa particolare proprietà dello zenzero è proprio una bella tisana calda.

Come si prepara la tisana di zenzero? In commercio è facilissimo reperire le classiche bustine da mettere in infusione qualche minuto; in questi prodotti spesso troviamo in aggiunta altri ingredienti con funzione carminativa e digestiva, che servono anche a smorzare l'aroma particolare dello zenzero, non sempre amato da tutti. Alcuni tra gli abbinamenti più comuni sono ad esempio la tisana zenzero e limone, zenzero e cannella e zenzero e curcuma. Se invece preferisci una tisana home-made, puoi preparare un decotto di zenzero partendo dalla radice fresca: basta sbucciare il rizoma e tagliarlo a rondelle o tocchetti; sono sufficienti 3-4 pezzetti per ogni tazza di tisana o circa 30 grammi di zenzero in un litro d'acqua. Immergi poi nell'acqua portando a ebollizione, fai bollire il tutto per 10-15 minuti, infine spegni il fuoco e lascia in infusione lo zenzero per altri 5-10 minuti. Filtra e gusta! Se il sapore non è di tuo gradimento, puoi sempre aromatizzare la tua tisana di zenzero con un po' di succo di limone e/o un cucchiaino di miele. Quante volte al giorno si può bere la tisana allo zenzero? Puoi gustare una tazza due volte al giorno, dopo i pasti principali, oppure preparare circa un litro di tisana da bere nell'arco della giornata (se lasciata raffreddare è ottima anche in estate!).

Zenzero contro la nausea

Una delle proprietà per cui lo zenzero è più conosciuto, seconda solo (forse) alle proprietà digestive, è quella antiemetica. Lo zenzero infatti è un ottimo rimedio contro nausee di vario tipo, in particolare quelle date dal movimento (cinetosi) come mal d'auto, mal di mare e mal d'aria. Lo zenzero viene spesso consigliato come antiemetico naturale anche contro le nausee della gravidanza, ma in questo caso è sempre bene parlare con il proprio medico prima di intraprendere qualsiasi tipo di rimedio fai-da-te.

Zenzero come antinfiammatorio

Secondo alcuni studi, lo zenzero sembrerebbe in grado di ridurre la sintesi di molecole infiammatorie agendo direttamente sugli enzimi responsabili del loro rilascio in circolo. Non è raro infatti trovare l'estratto secco di zenzero come ingrediente di una formulazione di integratori per il benessere delle articolazioni. Oppure puoi usare l'olio essenziale di zenzero come antinfiammatorio contro reumatismi e dolori articolari miscelando qualche goccia in un olio vettore e applicandolo localmente sulla zona dolorante.

Zenzero per dimagrire

Un titolo del genere sicuramente ha attirato la vostra attenzione! Non fatevi ingannare però: purtroppo nemmeno lo zenzero possiede proprietà miracolose in questo senso. Certo è che lo zenzero, essendo una spezia con un effetto tonico, aiuta a mantenere in attività il nostro metabolismo basale e di conseguenza ad innalzare la temperatura corporea (viene infatti considerato un alimento "riscaldante"), tutti fattori che concorrono al processo che porta a bruciare le calorie assunte nell'arco della giornata. Inoltre le sue proprietà digestive possono svolgere anche un'azione sgonfia-pancia.

Ma come usare lo zenzero per dimagrire e sgonfiare la pancia? Se ti piace il suo aroma piccantino puoi ad esempio utilizzare lo zenzero disidratato senza zucchero come spuntino spezza-fame, oppure puoi bere una tazza di tisana dopo i due pasti principali (o prepararne di più e conservarla in un thermos o borraccia per berla nell'arco della giornata) aggiungendo anche del succo di limone per aromatizzare e al contempo aumentare le sue proprietà digestive e sgonfia-pancia.

Zenzero per tenere sotto controllo glicemia e colesterolo

Premettendo che è sempre bene consultarsi con il proprio medico prima di intraprendere cure naturali, lo zenzero sembra in grado di aiutare chi non ha delle analisi esattamente perfette. Lo zenzero infatti tiene a bada il colesterolo "cattivo" e gli zuccheri nel sangue (tanto da essere controindicato per chi assume farmaci ipoglicemizzanti): è quindi una buona abitudine inserirlo nella propria alimentazione anche quotidianamente, utilizzandolo più spesso in cucina nelle ricette o sfruttandolo come spuntino spezza-fame.

Zenzero contro tosse e raffreddore

Come utilizzare lo zenzero per il raffreddore e altri malanni stagionali? Sicuramente preparando una bella tisana calda! L'effetto antinfiammatorio dello zenzero infatti, unito alla sensazione di benessere che da il calore in caso di sintomi da raffreddamento, aiuta soprattutto a lenire il mal di gola.

Controindicazioni ed effetti collaterali dello zenzero

Come tutti i rimedi naturali, anche lo zenzero va consumato con criterio, facendo attenzione a non eccedere con la dose giornaliera ma soprattutto alle possibili interazioni con altri farmaci e sostanze naturali

Quanti grammi di zenzero al giorno si possono assumere? Tutto dipende dal tipo di uso che se ne deve fare e dalla forma di zenzero scelta: ad esempio per quanto riguarda lo zenzero disidratato e polverizzato, il dosaggio massimo è di 3-4 grammi al giorno, invece se si sceglie la radice fresca per la preparazione di una tisana il dosaggio può arrivare anche a 30 grammi in un litro d'acqua, che può essere tranquillamente bevuta nell'arco della giornata come bevanda digestiva e sgonfiante.

Superare la dose giornaliera massima può rendere lo zenzero potenzialmente dannoso anche per chi non ha particolari problemi di salute; gli effetti collaterali più comuni dovuti a un'eccessiva assunzione di zenzero sono:

  • Bruciore di stomaco
  • Diarrea
  • Gonfiore e flatulenza
  • Disturbi intestinali

Chi deve evitare lo zenzero o comunque usarlo con ancora più attenzione? Chi soffre di alcuni disturbi e patologie e assume determinati farmaci è meglio che prima si rivolga sempre al proprio medico di riferimento.

Chi soffre di pressione alta può mangiare lo zenzero?

Lo zenzero non presenta particolari controindicazioni in caso di pressione alta; al contrario, pare che sia invece amico della pressione, per vari motivi:

  • E' ricco in antiossidanti, che aiutano a mantenere in salute i vasi sanguigni.
  • Tiene il colesterolo sotto controllo.
  • Può abbassare indirettamente la pressione perché utilizzarlo come condimento in cucina permette di diminuire la quantità di sale. Ovviamente questo non lo rende una cura per l'ipertensione (per avere l'effetto curativo servirebbero dosaggi che lo renderebbero pericoloso) ma inserire più spesso lo zenzero nelle ricette è una buona abitudine che permette di ridurre o addirittura eliminare la quantità di sale aggiunta nei piatti.

Chi ha il diabete può prendere lo zenzero?

Lo zenzero ha una leggera azione ipoglicemizzante: per questo motivo chi soffre di diabete ed assume farmaci per abbassare i livelli di glicemia è importante che faccia attenzione a come e quanto utilizza lo zenzero. Il consiglio, di nuovo, è quello di rivolgersi al proprio medico di riferimento in modo da non rischiare un'interazione pericolosa tra zenzero e farmaci ipoglicemizzanti che potrebbe causare un eccessivo abbassamento della glicemia.

Chi soffre di gastrite può mangiare lo zenzero?

Lo zenzero è sì un antinfiammatorio, ma la sua azione stimolante sulla produzione di succhi gastrici – azione che conferisce allo zenzero le sue note proprietà digestive – può portare ad effetti collaterali come il bruciore di stomaco. Ecco perché chi soffre di gastrite dovrebbe assumere lo zenzero con estrema cautela.

Quando ancora è meglio evitare lo zenzero? Chi è soggetto a calcoli alle vie biliari farebbe bene ad utilizzare lo zenzero con attenzione; lo stesso vale per chi soffre di disturbi emorragici o cardiaci.

Oltre ai farmaci ipoglicemizzanti, lo zenzero potrebbe interagire anche con farmaci anticoagulanti e FANS (come l'aspirina) per via del suo effetto antitrombotico (l'interazione potrebbe quindi portare a emorragie) e potrebbe interferire con l'effetto degli antipertensivi. Infine lo zenzero è sconsigliato in gravidanza e durante l'allattamento.