Il ferro è molto importante per la vita dell'uomo; ha un ruolo centrale nell'emoglobina dei globuli rossi, dove partecipa al trasporto dell'ossigeno dai polmoni ai tessuti e dell'anidride carbonica dai tessuti ai polmoni. Il ferro è parte integrante anche di diversi enzimi chiave nella produzione di energia e nel metabolismo, compresa la sintesi del DNA.

Fonti alimentari

La dose giornaliera di ferro consigliata è di 10 mg per i maschi e di 15 mg per le femmine. Esistono due forme di ferro alimentare, eme e non eme. Il ferro eme è ferro legato a emoglobina e mioglobina. Si trova nei cibi di origine animale ed è la forma assorbita più facilmente. Il ferro non eme si trova nei vegetali ed è scarsamente assorbito rispetto al ferro eme.

Segni e sintomi di carenza

Il deficit di ferro è la più comune forma di carenza nutrizionale negli Stati Uniti. Sono sottoposti a più alto rischio i bambini sotto i 2 anni, le adolescenti, le donne in gravidanza e gli anziani; in questi gruppi la percentuale di soggetti colpiti oscilla tra il 30 e il 50%. Deficit di ferro sono presenti tra il 35 e il 58% delle donne sane e durante l'allattamento tale percentuale aumenta.

Contenuto di Ferro in alcuni alimenti  (I valori sono espressi in mg su 100 g di alimento)
Alga Kelp 100,0 Noci 3,1
Lievito di Birra 17,3 Tarassaco 3,1
Melassa 16,1 Datteri 3,0
Crusca di Frumento 14,9 Fagioli Secchi Cotti 2,7
Semi di Zucca 11,2 Noci di Pecan 2,4
Germe di Grano 9,4 Semi di Sesamo Sgusciati 2,4
Semi di Girasole 7,1 Arachidi 2,1
Miglio 6,8 Lenticchie 2,1
Prezzemolo 6,2 Tofu 1,9
Mandorle 4,7 Piselli Verdi 1,8
Prugne Secche 3,9 Olive 1,6
Anacardi 3,8 Riso Integrale 1,6
Uva Passa 3,5 Carciofo 1,3
Noci Brasiliane 3,4 Broccoli 1,1
Topinambur 3,4 Cavolfiore 1,1
Foglie di Barbabietola 3,3 Pane Integrale 1,1
Cardi 3,2 Ribes 1,1

Una carenza di ferro può essere causata da un fabbisogno maggiore di questo minerale, da una ridotta introduzione con la dieta, a un minore assorbimento o utilizzazione, da un'emorragia oppure da una combinazione di più fattori. L'aumentato fabbisogno di ferro si verifica durante i picchi di crescita dell'infanzia e dell'adolescenza e durante la gravidanza e l'allattamento. Attualmente, la stragrande maggioranza delle donne in gravidanza assume regolarmente integratori di ferro perche il notevole aumento del fabbisogno di questo minerale non può essere soddisfatto semplicemente dalla dieta.

Un'assunzione inadeguata di ferro è comune in molti paesi, soprattutto nelle aree con dieta prevalentemente vegetariana. Anche la tipica dieta dei lattanti nei paesi sviluppati (ricca di latte e cereali) è povera di ferro. Inoltre, deficit possono manifestarsi tra gli adolescenti la cui dieta si basa per lo più su junk food (letteralmente "cibo spazzatura", a base di merendine e dolci ad alto contenuto calorico e poveri di sostanze nutrienti).

La fascia di popolazione a rischio maggiore di carenza alimentare di ferro è tuttavia rappresentata dagli anziani. La diminuzione dell'assorbimento di ferro è estremamente comune nella terza età ed è spesso dovuta all'insufficiente secrezione di acido cloridrico nello stomaco, una condizione piuttosto diffusa in età avanzata. Tra le altre cause di ridotto assorbimento vi sono la diarrea cronica o il malassorbimento, la rimozione chirurgica dello stomaco e l'uso di antiacidi. Le perdite di sangue sono la più comune causa di carenza di ferro nelle donne in età fertile e sono solitamente determinate da mestruazioni molto abbondanti. Altre cause comuni di perdite ematiche sono l'ulcera peptica, le emorroidi e le donazioni di sangue.

Conseguenze della carenza di ferro

Gli effetti negativi della carenza di ferro sono causati dalla compromissione del processo di cessione dell'ossigeno ai tessuti e dell'attività degli enzimi (contenenti ferro). Il deficit può provocare anemia, menorragie (abbondanti emorragie mestruali), disturbi dell'apprendimento, compromissione delle funzioni immunitarie e calo delle energie e delle performance fisiche.

L'anemia consiste nella diminuzione del numero dei globuli rossi o della quantità di emoglobina (che lega il ferro) contenuta nei globuli rossi. La principale funzione dei globuli rossi è il trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti dell'organismo in cambio di anidride carbonica. I sintomi di anemia (come l'eccessivo affaticamento) riflettono il ridotto apporto di ossigeno ai tessuti e l'accumulo di anidride carbonica.

Il deficit di ferro è la più comune causa di anemia, che è, tuttavia, solo l'ultimo stadio di tale carenza. Gli enzimi dipendenti dal ferro coinvolti nella produzione di energia e nel metabolismo sono i primi a risentire dei bassi livelli di ferro. La determinazione della ferritina nel siero costituisce il miglior test di laboratorio per determinare lo stato delle riserve di ferro dell'organismo.

Performance fisica

Diversi ricercatori hanno dimostrato che anche una leggera anemia dovuta a deficit di ferro provoca una riduzione delle capacità di lavoro fisico e della produttività. Le statistiche nutrizionali degli Stati Uniti indicano che la carenza di ferro causa danni rilevanti alle capacità lavorative e alla salute, e determina, di conseguenza, una grave perdita economica per l'individuo e per il paese. In questi casi, gli integratori di ferro possono portare a un rapido miglioramento delle capacità lavorative negli individui affetti da deficit.

Le alterazioni della performance fisica prodotte dalla mancanza di ferro non derivano necessariamente dall'anemia. Occorre ancora una volta ricordare che gli enzimi ferro-dipendenti coinvolti nella produzione di energia e nel metabolismo vengono colpiti assai prima che si manifesti l'anemia.

La riduzione dell'assorbimento di ferro è spesso provocata da un'insufficiente secrezione gastrica di acido cloridrico, una condizione piuttosto comune negli anziani. Tra le altre cause che riducono l'assorbimento del ferro vi sono la diarrea cronica o il malassorbimento, la rimozione chirurgica dello stomaco e l'uso di antiacidi.

Dose giornaliera raccomandata per il Ferro

Lattanti
Sotto i 6 mesi 6 mg
6 - 12 mesi 10 mg
Bambini
1 - 10 anni 10 mg
Adolescenti e Adulti
Maschi, 11 - 18 anni 12 mg
Maschi, oltre i 19 anni 10 mg
Femmine, 11 - 50 anni 15 mg
Femmine, oltre i 51 anni 10 mg
Donne in gravidanza 30 mg
Donne durante l'allattamento 15 mg

Effetti benefici

Gli effetti benefici del ferro sono legati al ruolo centrale svolto da questo elemento nell'emoglobina dei globuli rossi e in diversi enzimi chiave coinvolti nella produzione di energia e nel metabolismo, inclusa la sintesi del DNA.

Forme disponibili

Come già ricordato, la forma di ferro assorbita più facilmente è rappresentata dallo stesso ferro. La percentuale di assorbimento di integratori di ferro non eme, come il solfato ferroso e il fumarato ferroso, è del 2,9% a stomaco vuoto e dello 0,9% a stomaco pieno; quella del ferro eme, invece, raggiunge addirittura il 35%.

A dispetto della superiorità del ferro eme, i sali di ferro non eme rappresentano la forma più diffusa di integratori. È più facile assumere quantità elevate di ferro non eme che di ferro eme; l'ammontare netto di ferro assorbito è pressappoco il medesimo. In altre parole, se prendete 3 mg di ferro eme e 50 mg di ferro non eme, la quantità netta di ferro assorbito è circa la stessa. La forma migliore di ferro non eme è il succinato ferroso.

Usi principali

Il ferro viene usato principalmente nel trattamento dei deficit e, in via profilattica, nella prevenzione dell'anemia e nelle ridotte riserve di ferro associate alla gravidanza. Vi sono alcune prove che dimostrano che gli integratori di ferro possono essere di aiuto nella cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo.

Le normali analisi del sangue non sono sufficientemente accurate per diagnosticare la carenza di ferro. Il contenuto di ferritina nel siero costituisce il miglior test di laboratorio per valutare le riserve di ferro dell'organismo.

Dosaggi specifici

In caso di carenza di ferro, è consigliabile assumere 30 mg di ferro legato a succinato o fumarato, due volte al giorno, lontano dai pasti. Se questo provoca disturbi addominali, saranno sufficienti 30 mg durante i pasti, tre volte al giorno.

Avvertenze e precauzioni

Recenti lavori hanno sottolineato la possibile relazione tra livelli elevati di ferro e rischio di attacco cardiaco. Gli articoli apparsi sulla stampa popolare si basano su diversi studi scientifici, ma non riportano tutte le informazioni originali. Prendiamo, per esempio, uno studio pubblicato sulla rivista medica "Circulation". Lo studio, realizzato su individui di sesso maschile in Finlandia, ha dimostrato che depositi elevati di ferro nell'organismo, dovuti a una dieta eccessivamente ricca di carne, si associano a un rischio maggiore di attacco cardiaco.

Nonostante sia stata accertata la responsabilità del ferro, lo studio ha dimostrato anche il ruolo di elevati livelli di colesterolo LDL nell'aumento del rischio di attacco cardiaco. In altre parole, il legame più forte tra aumento delle riserve di ferro e rischio di attacco cardiaco è stato accertato nei soggetti con valori di colesterolo superiori a 193 mg/dl. Inoltre, il fattore presente nella dieta al quale più strettamente corrispondeva un aumento del rischio di attacco era proprio il consumo di carne, responsabile anche dell'aumento del colesterolo LDL e dell'assunzione di grassi saturi. In altre parole, gli uomini finlandesi che mangiano più carne hanno un maggiore rischio di attacco cardiaco, livelli più alti di colesterolo LDL e alte concentrazioni di ferro nell'organismo.

Lo studio fornisce, perciò, un'ulteriore prova del rischio più elevato di attacco cardiaco nel caso di un eccessivo consumo di carne. Ma non si tratta di dati nuovi; è semplicemente un altro modo attraverso il quale l'elevato consumo di carne può portare alla morte prematura.

Elevati livelli di ferro possono aumentare il rischio di cardiopatie mediante la produzione di radicali liberi nel sangue che danneggiano le pareti arteriose o attraverso il colesterolo o direttamente. In questo caso, antiossidanti quali la vitamina C o la vitamina E possono proteggere dal danno ossidativo indotto dal ferro.

Altri possibili rischi di un sovraccarico di ferro sono un aumentato rischio di infezioni e persino il cancro. Per queste ragioni, è consigliato limitare gli integratori di ferro esclusivamente ai casi di deficit specifico e alle donne con mestruazioni abbondanti, in gravidanza o durante l'allattamento.

Un avvelenamento acuto da ferro nei lattanti può provocare gravi conseguenze: danni alla mucosa intestinale, insufficienza epatica, nausea, vomito e shock. Conservate tutti gli integratori di ferro fuori dalla portata dei bambini.

Interazioni

L'assunzione di dosi elevate di altri minerali, in particolare di calcio, magnesio e zinco, può interferire con l'assorbimento del ferro, che è invece favorito dalla vitamina C. I farmaci antinfiammatori come l'acido acetilsalicilico e l'ibuprofene possono contribuire alla perdita di ferro attraverso le emorragie intestinali.

 

 

 

Tratto da "Guida Medica Agli Integratori Alimentari: Che cosa sono, come agiscono, quando utilizzarli" di Michael T. Murray. Red! Editore.