Informazioni generali e curiosità storiche

In origine il termine farro stava ad indicare tutti i cereali panificabili. La parola latina far, da cui deriva l’attuale termine farina, veniva usata infatti per designare numerose tipologie di cereali.

Presso gli antichi Romani il farro era per lo più utilizzato nella preparazione di polente e minestre. Durante il Medioevo la produzione di questo cereale si diffuse particolarmente nella Pianura Padana e nell’Europa continentale mentre in seguito il primato passò in mano a Germania, Svizzera e Francia.

Nonostante la sua crescente popolarità, rimane ancora un cereale impiegato in prevalenza in aree geografiche marginali come Alpi, Massiccio Centrale e Lunigiana. Stando ai reperimenti e alle ricerche archeologiche la sua zona d’origine è l’odierna Turchia.

Le condizioni ambientali ottimali per la coltivazione del farro sono terreni poveri e non concimati. Si semina il autunno e si raccoglie durante i mesi estivi. Non necessitando dell’impiego di fertilizzanti e pesticidi, il farro è particolarmente adatto per essere coltivato attraverso tecniche biologiche.

Si può trovare in tre varietà a seconda della dimensione dei grani: piccolo (Triticum monococcum), medio (Triticum dicoccum) e grande (Triticum spelta).

Proprietà e benefici

Rispetto agli altri cereali, il farro si distingue per una minore percentuale di glutine e di calorie e per essere inoltre, oltre che più digeribile, una ricca fonte di metionina.

Le sue proprietà nutrizionali sono molto simili a quelle del frumento anche se, a differenza di questo, presenta un maggiore quantità di proteine.

Tra le sostanze più importanti e benefiche contenute nel farro si annoverano fibre, vitamine del gruppo B e numerosi minerali. Le vitamine del gruppo B rivestono un ruolo fondamentali nel metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine, mentre una dieta ricca di fibre favorisce e stimola i processi digestivi.

L’elevato contenuto di Fosforo è in grado di rafforzare la struttura delle ossa e di prevenire la demineralizzazione dello scheletro. Il Potassio invece aiuta a regolare la permeabilità delle membrane cellulari e a influenzare positivamente la funzionalità di muscoli e cuore.

In virtù delle sue proprietà lassative e dell’elevato contenute di fibre, l’assunzione di farro è una valida e salutare alternativa alla pasta e al riso per rimediare al problema della stipsi. È consigliato inoltre all’interno di diete dimagranti e come rimedio naturale per purificare l’intestino.

Il consumo di questo cereale risulta utile per prevenire l’innalzamento del colesterolo “cattivo” e per contrastare l’insorgenza del diabete di tipo 2. Protegge inoltre il benessere del cuore e dei vasi sanguigni.

Valori nutrizionali per 100 g di Farro
Valore energetico 335 Kcal
Grassi totali 2,5 g
Carboidrati 67,10 g
Proteine 15,10 g
Fibre 6,80 g
Zuccheri 2,70 g
Acqua 10,40 g
Colesterolo 0 mg
Calcio 43 mg
Sodio 18 mg
Fosforo 420 mg
Potassio 440 mg
Ferro 0,70 mg

Cottura e ricette

Il farro si può acquistare integrale, perlato o decorticato. Per la preparazione di piatti a base di farro si consiglia di sciacquare preliminarmente i chicchi sotto acqua corrente e, nel caso del farro decorticato, lasciarli poi riposare in ammollo per alcune ore.

La cottura si aggira in media attorno ai venti minuti ad eccezione della varietà decorticata che richiede invece tempi di preparazione più lunghi (circa un’ora).

Il farro, insieme ad altri cereali come l’orzo e il riso, è particolarmente indicato per la preparazione di zuppe. Si sposa molto bene in abbinamento a legumi e verdure invernali come broccoli, zucca, cavoli e carciofi. In estate può essere invece impiegato per la preparazione di gustosi e salutari piatti freddi.

Se usato come farina può anche essere sfruttato per la preparazione di panificati.

Per preparare ad esempio semplici e sfiziosi grissini al farro si può procedere come segue. Mescolare in una ciotola 500 grammi di farina di farro integrale, 6 cucchiai di sesamo, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 200 ml di acqua e un pizzico di sale e bicarbonato.

Dopo aver lasciato riposare l’impasto per circa 30 minuti, lo si stende su una teglia e lo si taglia a strisce larghe circa 2 centimetri. Dopo aver unto le strisce le si arrotola fino a formare delle spirali compatte e le si cuoce in forno a 180 gradi per 30 minuti.

Controindicazioni

Essendo una fonte di glutine il farro non è adatto per chi soffre di celiachia.

Viste le sue proprietà depurative e digestive è inoltre sconsigliato per chi soffre di coliti o problemi intestinali.