Che cos'è l'Escolzia Californiana

Pianta dal nome singolare, per chi non l’avesse mai sentita prima, è forse più conosciuta sotto lo pseudonimo di Papavero della California. Si presenta simile al fiore di papavero comunemente conosciuto anche in Europa. Se ne differenzia per il colore giallo glauco e per le proprietà terapeutiche riconosciute. In passato, il papavero rosso era somministrato come calmante, soprattutto agli anziani e ai più piccoli, per permettere loro un sonno tranquillo. Questa usanza venne meno quando fu scoperta una presenza eccessiva dell’ alcaloide rhoedina (assente nell’Escolzia), lievemente tossico.

L’Escolzia californiana, come si può intuire dal nome, è originaria della California, più in generale del Nord America, Arizona e Oregon. In Europa comparve nel XIX secolo, come fiore ornamentale, grazie al botanico Johann Friedrich von Eschscholtz; è infatti dal suo cognome che deriva la prima parte del nome. Quando la fitoterapia iniziò a studiare la sua composizione, la trovò risultare benefica soprattutto per il sistema nervoso.

 

Propietà dell’Escolzia sotto la lente di ingrandimento

Le parti più usate del papavero californiano, per i principi nutritivi e terapeutici, sono quelle del fusto, delle foglie e dei fiori. Interessante non è solo la presenza di alcaloidi, all’interno di questo delicato fiore troviamo anche:

  • glucosidi flavonici: antiossidanti, antiallergici, antivirali
  • fitosteroli, steroli vegetali
  • carotenoidi, precursori della vitamina A
  • mucillagini, lassativi e soppressori dello stimolo della fame
  • linamarina, glucoside (presente solo nelle piante)

Ricerche recenti hanno dimostrato che sostanze come gli alcaloidi possono essere utili per il trattamento delle emicranie. Non è una scoperta del tutto nuova: gli indiani d’America usavano bollire le foglie del papavero giallo o cuocerle su pietre riscaldate per un effetto curativo contro mal di testa, mal di denti, per le coliche intestinali. Gli alcaloidi agiscono contro ansia, stress, insonnia, risvegli notturni, irritabilità, nervosismo;

Si può parlare di:

  1. effetto sedativo, perché agiscono direttamente sul sistema nervoso
  2. effetto antispasmodico e analgesico, contro crampi e dolori intestinali

Più nel dettaglio, gli alcaloidi presenti nell’Escolzia sono:

  • barberina, criptopina: insieme, aiutano a combattere le insonnie, facilitano la fase dormiente e un dolce risveglio. Evitano la fase di intorpidimento iniziale, quello che si ha dopo l’attacco adrenalinico prodotto dal suono della sveglia. Prevengono o diminuiscono le palpitazioni o le aritmie del cuore, causate da emozioni forti o da alcune patologie come disturbi alla tiroide o anemia.
  • chelidonina: è colei che ci viene incontro per dolori e crampi intestinali.
  • sanguinarina, ausilio alla cura dei denti e in generale dell’igiene orale.

Effetti indesiderati

Se l’Escolzia è un fiore apparentemente innocuo con capacità curative, ci sono però delle piccole accortezze da usare per prevenire effetti indesiderati. Anche se viene considerato un sedativo abbastanza blando, ciò non significa che possa essere assunto in associazione a cure mediche. Il pericolo è un’intossicazione (seppur lieve) da barbiturici, nonché l’aumento imprevedibile degli effetti dei medicinali prescritti. E’ da evitare anche in gravidanza e durante l’allattamento. Buona regola prima di assumerlo, e questo vale non solo per l’Escolzia, ma in generale per tutte le terapie, è sottoporsi a test anti-allergici per evitare shock anafilattici e ascoltare il parere del medico.

Anche l’associazione con altre piante è da verificarsi prima dell’assunzione orale. Via libera, per esempio, ad un mix di Passiflora, Escolzia, e miele per i disturbi del sonno, soprattutto per i più piccini. No invece, alla miscelazione di Escolzia e Valeriana perché si rischia un’improvvisa sonnolenza, oppure di Escolzia e Biancospino perché potrebbero verificarsi sensi di nausea e vomito.

Uso e dosaggio

E’ importante sapere che gli alcaloidi non sono solubili in acqua. In commercio si trovano, quindi, solo parti aeree dell’Escolzia essiccate o tintura madre. Con la prima si possono fare ottimi infusi o tisane: si lascia agire un cucchiaio di Escolzia essiccata in acqua bollente per circa dieci o quindici minuti, a seconda dell’effetto più o meno leggero che se ne vuole ricavare. Con la tintura madre, a seconda della necessità, si possono assumere dalle 20 alle 30 gocce qualche tempo prima di andare a dormire. Esistono anche le capsule: 1 o 2 prima di coricarsi.

L’Escolzia non dà assuefazione, si può assumere quindi per lunghi periodi. E’ sempre buona norma testare il prodotto per circa una settimana e sospendere l’uso quando i miglioramenti sono visibili.

Curiosità 

Riassumendo: che la si chiami Escolzia, nome un po’ difficile, che la si chiami “Pianta del sonno ristoratore”, un po’ troppo lungo, o Papavero Californiano, decisamente più semplice, esso è un ottimo rimedio per le tante spiegazioni citate sopra.

Questo fiore è così diffuso ed importante in tutta la California, che non solo è il fiore ufficiale dello Stato, ma ad esso è addirittura dedicato un giorno all’anno per festeggiarlo: il 6 Aprile è diventato il “Californian Poppy Day”!