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Cos’è l’Erba Medica

L’uso dell’erba medica risale a molti secoli fa, addirittura millenni.
Originaria della regione Media, in Persia, fu introdotta prima in Grecia, poi in Europa e naturalmente anche in Italia. Nel Medioevo cadde in disuso per poi ricomparire in Spagna, grazie agli Arabi, e di nuovo in tutto il continente. Per questo molti potrebbero conoscerla con il nome di Erba Spagna.
Per gli esperti del settore il nome ufficiale è Medicago-Sativa, chiamata anche Alfalfa o Alfalafa  (errato, anche se molto diffuso, è il nome alfa-alfa), termine arabo che significapadre di tutti gli alimenti”. Appartenente alla famiglia delle leguminose insieme alla sulla, alla soglia, al lupino bianco e al favino, l’erba medica cresce ovunque.
Per l’alto tenore proteico e vitaminico, viene coltivata come foraggio; è possibile conservarla sotto forma di fieno o farina.

Semina e coltivazione

Oltre ai benefici che reca all’essere umano, come vedremo più avanti, l’erba medica fornisce un foraggio di ottima qualità ed è in grado di migliorare le condizioni del terreno, ridonandogli fertilità. Inoltre, per interrompere le monocolture di mais e altri cereali, l’Alfalfa è ideale poiché riesce a sopravvivere per 4 o 5 anni in media, nonostante le falciature periodiche, e protegge il terreno dagli agenti infestanti. Questo è importantissimo per la conservazione della genuinità del terreno, dato che permette di non utilizzare prodotti chimici.
Si consiglia di piantare i semi di erba medica in primavera o, ancora meglio, un po’ prima dell’autunno. Ciò è utile per far sì che con il sopraggiungere dell’inverno, la radice sia già ben assestata nel terreno e non rischi di essere esposta a piogge eccessive o gelate.

Prima di piantare i semi, però, bisogna preparare il terreno con un’aratura profonda almeno 35 cm. C’è chi consiglia di concimare con prodotti al fosforo e con lo sterco, prima ancora di seminare, o addirittura prima di arare, per consentire alle sostanze di penetrare più a fondo nel terreno e trasferirsi più facilmente alle radici della pianta.
Una volta arato, si può procedere con la semina, facendo attenzione a non andare troppo al di sotto dei 2 cm nel momento in cui si pongono i chicchi nel terreno.
La pianta Medicago Sativa cresce in qualsiasi terreno, purché non si tratti di campi eccessivamente refrattari e acidi (il ph ideale è intorno a 7). Infine, il momento migliore per falciare è quando la pianta è in piena fioritura.

Principi nutritivi

Avendo delle radici molto profonde, che arrivano anche a 15 metri, la Medicago Sativa raggiunge e assimila minerali che altre piante non potrebbero raggiungere; inoltre si avvale di risorse idriche del sottosuolo, non temendo così la siccità.

Vediamo quali sono i principi nutritivi dell’erba medica.

  • Saponina
  • Clorofilla
  • Fibre solubili e insolubili
  • Alcaloidi
  • Sali minerali (Boro, Calcio, Cobalto, Ferro, Fosforo, Magnesio, Manganese, Potassio, Rame, Sodio, Silicio)
  • 8 enzimi digestivi utili all’assimilazione del cibo
  • Fitoestrogeni
  • Vitamine (provitamina A, B, C, D, E, K, U)

I benefici dell'Erba Medica e il suo uso nella medicina omeopatica

essenza in boccetto con fiori viola

Per quanto non ci siano verifiche ufficiali, che potrebbero confermare l’efficacia terapeutica dell’erba medica, essa è usata in fitoterapia. Le parti predilette sono i fiori e le foglie, più in generale l’intera pianta, ad esclusione delle radici.

  • Per chi avesse bisogno di un antinfiammatorio o di un cicatrizzante, l’erba medica è certamente un valido aiuto: tra i sui principi, infatti, vi è la saponina. Qualcuno potrebbe obiettare, ritenendo questa una sostanza tossica. In realtà, affinché la saponina possa diventare pericolosa, la sua molecola non deve scindersi (impossibile, visto che la digestione estrapola i valori nutrizionali funzionali al corpo). Persino l’avena (comunemente mangiata da grandi e piccini) contiene la saponina!
  • L’erba medica è utile per coloro che soffrono di colesterolo alto o di glicemia, grazie alla presenza di fibre solubili. Queste accrescono il numero di batteri utili nel colon, evitano l’assorbimento esagerato di grassi e zuccheri, prevengono malattie cardiovascolari e il diabete.
  • Ovviamente non mancano le fibre insolubili, come la cellulosa, che migliorano il transito intestinale, evitando problemi come stitichezza e infiammazioni dei diverticoli.
  • Altro costituente chimico presente nella Medicago Sativa è il fitoestrogeno (per la precisione il cumestrolo). L’utilizzo è consigliato a tutte le donne in menopausa, che non vogliono o non possono affidarsi alle terapie ormonali classiche. Il fitoestrogeno è una sostanza naturale simile agli estrogeni (gli ormoni femminili) ed è in grado di diminuire le vampate di calore, la colesterolemia e l’incidenza del tumore mammario nelle donne post-menopausa. Nelle popolazioni orientali, dove l’uso di leguminose è giornaliero, si è riscontrato un basso livello di osteoporosi o malattie cardiovascolari, al contrario delle popolazioni occidentali, dove a prevalere sono nutrienti ad alto contenuto proteico.
  • Ricostituente, nutriente e stimolante, l’Alfalfa è ottima per chi ha carenza di vitamine e minerali.
  • La vitamina K è funzionale per mantenere ossa forti, ma è anche un buon coagulante del sangue.
  • La vitamina C contrasta le forme di scorbuto, emorragie ripetute e anemia.
    Per combattere l’anemia, inoltre, l’erba medica “si serve” dell’abbondante quantità di clorofilla in essa contenuta.
  • Le vitamina B6, C ed E contribuiscono a depurare il fegato, la U limita l’insorgenza di ulcere e gastriti; la vitamina A, unita alla clorofilla, diventa un ottimo antimicrobico.
  • Tale erba svolge una funzione importante anche nello stimolare la ghiandola tiroidea, pertanto è molto indicata alle persone con problemi legati al suo malfunzionamento.
  • I minerali in essa presenti giocano un ruolo fondamentale per il buon funzionamento di tutti gli organismi viventi.
  • L’erba medica è anche indicata per le persone con scarso appetito o che hanno problemi alimentari, persino di obesità. Assumere questa erba prima dei pasti fa sì che aumenti l'attività gastro-intestinale; dopo i pasti, invece, facilita l'assorbimento delle sostanze nutrienti più importanti.
  • È perfetta per arricchire il latte materno di tante proprietà e per aumentarne la produzione.

Infine, l’erba medica funge anche da lassativo e diuretico naturale.

L’Erba Medica in cucina

Le parti utilizzate in campo alimentare sono i germogli, ricchi di tutte le proprietà sopra descritte, soprattutto di vitamine e fibre. Se freschi, si mantengono in frigo per alcuni giorni.
Possono essere aggiunti alle insalate (disponendoli in una scodella a ciuffetti, senza tagliarli), frullati insieme ad altri ingredienti per salse, centrifugati e condimenti, uniti a formaggi morbidi o al tofu, e spesso uniti ad altri germogli, come quelli di soia.
Nelle diete vegetariane e vegane i germogli di erba medica sono molto utilizzati per via delle loro innumerevoli proprietà: compensano ampiamente le sostanze nutritive che si trovano solitamente nei derivati animali, che in questi regimi alimentari non sono contemplati. Per conservare intatte tutte le loro sostanze, però, si consiglia di non cuocerli ma consumarli crudi.

Come produrre Erba Medica in casa

Prima di tutto bisogna munirsi di semi per germogli di erba medica e poi di un germogliatore di semi. Qualora non aveste questo strumento, non disperate perché potrete utilizzare anche un comune piatto o una ciotola, purché siano in vetro o in ceramica.

Di seguito il semplicissimo procedimento:

    • Come prima cosa bisogna mettere i semi in ammollo per 10 ore, assicurandosi di aver fatto un’accurata selezione.
    • Risciacquare e disporre i semi nel germogliatore o nel contenitore prescelto.
    • Riporre in contenitore al buio, con sopra un telo di cotone al posto del coperchio, in modo da far passare l’aria necessaria.
    • Sciacquare i semi fissando con un elastico una garza o una retina sottile (come quelle utilizzate per i confetti) sulla sommità del contenitore, così da non fare grossi sforzi. Questa operazione va ripetuta 2 o 3 volte al giorno.
    • Trascorsi i primi 3 giorni al buio, togliere il panno di cotone e mettere il contenitore in un punto a contatto con la luce diretta e lontano da qualsiasi fonte di calore, in modo da far attivare la clorofilla.
    • Continuare con i risciacqui per altri 2 giorni e il gioco sarà fatto.
    • Dopo 5 giorni totali, i germogli sono pronti per essere consumati crudi.

Dosi e somministrazioni in terapia

L’erba medica può essere consumata in diverse modalità:

  • Infuso: 2 cucchiai di foglie essiccate in una tazza di acqua bollente; la tisana sarà pronta dopo 10/20 minuti di infusione.
  • La tintura madre di Alfalfa può essere assunta dalle due alle tre volte al giorno, circa 20 gocce in poca acqua. La clorofilla presente nell’erba medica, se usata come collutorio, è perfetta contro le alitosi poiché dona un effetto rinfrescante e deodorante.
  • Esistono poi degli integratori in capsule a base di erba medica, che apportano all’organismo tutte le proprietà di cui sono ricchi.

I semi di erba medica e i suoi derivati si possono trovare nei negozi biologici, online, oppure nei punti vendita specializzati in prodotti per il giardinaggio; mentre i germogli si trovano principalmente nei supermercati biologici e online.

Curiosità

Chi conosce il cartone animato “Heidi” probabilmente ricorda che, ad un certo punto della storia, la bambina decide di raccogliere erba medica per nutrire le sue caprette. La piccola Heidi sa che, così facendo, può arricchire il loro latte con ulteriori sostanze nutritive e, di conseguenza, rendere la colazione per le lei e per la sua amica Clara decisamente più sostanziosa.
Anche per mancanza di energia, infatti,  l’amica tedesca di Heidi è costretta a stare su una sedia a rotelle. Come si evince dalla storia, il latte delle capre e l’aria salubre delle montagne sono la principale, se non unica cura, che consente alla ragazza di riacquistare tutte le forze di cui ha bisogno per poter tornare a camminare.

Controindicazioni

Sebbene l’erba medica sia un prodotto naturale, ciò non significa che non siano presenti effetti collaterali o non possa avere controindicazioni.
Poiché l’Alfalfa è un potente agglomerato di fibre, queste potrebbero rendere inefficace l’uso di antibiotici o di altri farmaci, limitandone l’assorbimento.
Anche i suoi semi, se non germogliati, risultano tossici e possono provocare squilibri a livello ematico.
L’uso dell’erba medica per scopo terapeutico deve essere sempre concordato col medico curante o, comunque, è bene metterlo a conoscenza dell’utilizzo, chiarendo ogni possibile dubbio.
I pazienti con una particolare sensibilità verso uno o più componenti dell’erba medica, così come e le persone affette da gotta e da lupus eritematoso sistemico non possono assumere Alfalfa.

Scritto da Lo staff di Sorgente Natura