L’equiseto, un fossile vivo e vegeto

L’equiseto, nome botanico Equisetum arvense, è una pianta perenne erbacea molto antica, tanto da essere considerata un fossile vegetale. Infatti era presente già 400 milioni di anni fa, quando la terra era popolata da equiseti giganteschi, alti come alberi. Proprio i resti di queste piante hanno formato, nel tempo, i giacimenti di carbone fossile nel sottosuolo.

Gli equiseti sono da sempre diffusi in tutti i continenti, eccetto Oceania e Antartide. Infatti, crescono spontanei in quasi tutte le zone umide del mondo: è facile ritrovarli ai bordi di fossi, torrenti e stagni.

Questa pianta è l’unica rappresentante della famiglia delle Equisetaceae, conosciute comunemente con il nome di code di cavallo. Equiseto, infatti, deriva dal latino classico equisetum, composto di equus, cavallo, e saeta, setole. L'aspetto dei fusti sterili di questa specie ricordava appunto il crine di cavallo. L'epiteto arvense deriva invece dal latino arvum, campo, che rimanda al tipico habitat della pianta.

In ragione della sua etimologia, dunque, l'equiseto è anche noto con il nome di "coda cavallina", oppure "erba cavallina".

La maggior parte dell’equiseto non è visibile: i fusti crescono infatti sotterranei, dove si ramificano molto in linea orizzontale. Il rizoma strisciante della pianta emette fusti cavi e nodosi, simili a quelli del bambù, che possono raggiungere anche i due metri di altezza.

Nell’equiseto un concentrato di sali minerali

L'equiseto è molto apprezzato per i suoi effetti benefici dovuti alla presenza di sali minerali e nutrienti.

La pianta è ricca di sostanze minerali, circa il 10%, in particolare sali di potassio e soprattutto acido silicico. Proprio il silicio è responsabile del potere abrasivo della pianta, che per questo motivo era anticamente impiegata per la lucidatura delle pentole di rame e per levigare il legno.

Oltre ai sali, l’equiseto contiene anche altri importanti componenti attivi: flavonoidi, tra cui abbondano il quercetolo e il campferolo, saponine, acidi organici, fitosteroli, tannini, vitamine e alcaloidi in tracce (paludina e nicotina).

L’equiseto come rimedio popolare

L'utilizzo dell’equiseto ha una lunga tradizione presso diverse popolazioni antiche. Nella medicina popolare italiana, era usato come diuretico ed emostatico. In passato, veniva anche prescritto in caso di tubercolosi.

Il medico romano Galeno sosteneva che la pianta, amara e astringente, era in grado di guarire ferite anche gravi e di favorire l'arresto delle emorragie nasali. Era efficace anche contro dissenteria e ulcere intestinali.

Si narra che presso i Sumeri l’equiseto fosse utilizzato per curare edemi e le ferite subite in battaglia.

Anche i medici dell'antica Cina lo usavano per trattare ferite, emorroidi, artrite.

Solo in epoche più recenti, è stato utilizzato come medicamento diuretico, adatto a guarire malattie della vescica e dei reni.

Nicholas Culpeper, erborista inglese del XVII secolo, riconosceva alla pianta proprietà antiemorragiche, cicatrizzanti e antiulcera.

Benefici dell'equiseto, un toccasana naturale

L'equiseto oggi è considerato una pianta medicinale anche dalla scienza. Per esempio, in Germania viene descritto in una monografia della Commissione E, ente di ricerca sulle piante medicinali del Ministero della Sanità tedesco.

Vediamo in quali casi l’equiseto si rivela un toccasana naturale.

Apporto di silicio

L’abbondante presenza di sali minerali facilmente assorbibili rende l’equiseto un valido remineralizzante per rinforzare unghie, capelli e ossa.

Da diverse ricerche - se vuoi consultare l’estratto di uno studio condotto in Italia su un campione di donne, puoi trovarlo qui è emerso che l'assunzione di estratto di equiseto in donne affette da osteoporosi determina un miglioramento della densità ossea delle pazienti trattate.

Altri studi clinici suggeriscono che la silice contenuta nella pianta può agevolare l'assorbimento e l'utilizzo di calcio nel corpo, migliorando la flessibilità delle ossa e rafforzando i muscoli.

L'attività antinfiammatoria contribuisce ad alleviare i sintomi dell'artrite reumatoide.

La silice partecipa inoltre alla produzione di collagene che a sua volta è fondamentale per lo sviluppo e il mantenimento dei tessuti connettivi del corpo.

Per queste sue peculiarità, l'equiseto è ampiamente utilizzato anche nei prodotti cosmetici per la pulizia profonda della pelle, peeling, e per la creazione di creme contro l’invecchiamento cutaneo.

Applicazioni, per uso esterno, di preparati a base di equiseto stimolano il metabolismo cutaneo e nutrono in profondità unghie e capelli fragili.

Attività diuretica

L’equiseto contiene equisetonina, un costituente dotato di una blanda azione diuretica, che ne attesta il suo tradizionale impiego come stimolante urinario.

L'estratto di equiseto, infatti, si è rivelato utile per i pazienti che soffrono di incontinenza notturna, per la cura di infezioni del tratto urinario e in caso di indebolimento della vescica.

Questa attività, stimolata dalla grande abbondanza di flavonoidi e silicati, provoca una diuresi puramente idrica, che non modifica l’equilibrio elettrolitico.

Altre attività

Le virtù antinfiammatorie, antibatteriche, antisettiche e antiossidanti, unite alla presenza della silice, favoriscono la guarigione di:

  • ferite;
  • eruzioni o lesioni cutanee;
  • ustioni;
  • acne.

L'equiseto contiene anche nicotina, che come risaputo è un noto stimolante che tende a migliorare la concentrazione, aumentare il metabolismo, sopprimere il senso di fame e ridurre lo stress.

Equiseto: controindicazioni e avvertenze d'uso

L'equiseto si è dimostrato sicuro in adulti sani. In letteratura non sono noti effetti tossici nell’uomo a seguito dell’uso di questo fitoterapico.

Tuttavia, essendo una sostanza ad azione diuretica, non va assunta contemporaneamente ad altri farmaci con la stessa azione.

L'equiseto, inoltre, contiene un componente che consuma la vitamina B1. Il suo uso prolungato è quindi in grado di causarne una carenza nell'organismo.

Dal momento che sono ben poche le informazioni disponibili sulla sua sicurezza in gravidanza e durante l’allattamento, non è consigliata l’assunzione di equiseto in queste fasi della vita della donna.

Se vuoi iniziare ad assumere equiseto, puoi trovarlo sotto forma di integratore, succo, infuso, tisana e tintura madre. Sceglilo nella variante che preferisci e verificane in prima persona i tanti benefici sulla salute!