Il primo anno di vita

Alla nascita, prosegue quel processo già iniziato con il concepimento, unico nel corso del ciclo vitale e peculiare dell’età pediatrica, che si definisce come crescita. Essa avrà caratteristiche differenti a seconda delle varie epoche dell’età pediatrica, e si ultimerà solo al termine dell’adolescenza, quando il tuo bambino diventerà un adulto.

Nel corso di questo periodo, i suoi differenti organi e tessuti andranno incontro ciascuno a una propria, distinta crescita: la crescita del tuo bambino non è altro che il risultato della somma delle differenti crescite riferibili a ciascuno di questi organi e apparati.

In tutte le fasi dell’età pediatrica esiste una stretta intercorrelazione tra crescita/sviluppo psicofisico del tuo bambino e la sua alimentazione: sulla loro reciproca influenza si inserisce inoltre l’effetto dell’ambiente di vita (famiglia, scuola, amici ecc.).

Le fasi della crescita

È possibile distinguere le fasi della crescita in funzione della variabilità del ritmo e della velocità della crescita stessa. In accordo con la classificazione utilizzata in uno dei più prestigiosi testi di riferimento (Bartolozzi 2008), il 1° anno di vita può essere diviso in 2 fasi:

Periodo neonatale (dalla nascita al 28° giorno di vita).

Prima infanzia (che va da 0-2 anni, e che comprende quindi anche il precedente periodo neonatale): questa fase si caratterizza per una crescita rapida, la più rapida che l’organismo possa mai sperimentare, in quanto l’incremento del peso e dell’altezza è importante, e questo andamento tende a ridursi solo al compimento del 1° anno di vita.

Dopo la nascita il tuo piccolo perderà circa il 5-10% del peso, a causa della fisiologica riduzione dei liquidi corporei, che avviene principalmente attraverso le urine. Tuttavia, in condizioni sfavorevoli di temperatura e di umidità ambientale, questo fenomeno potrebbe verificarsi anche attraverso la cute, contribuendo a influenzare negativamente il peso. Intorno all’8°-10° giorno assisterai però al recupero del peso della nascita, e da questo momento inizierà la crescita, propriamente detta, del tuo bambino.

Il massaggio

"Massaggia il tuo bambino: parlagli mentre lo fai. È un modo meraviglioso per comunicargli amore e attenzione. Non occorre essere esperte. Basterà che lo accarezzi piano con le mani aperte e gesti ritmici e delicati. Per il massaggio puoi utilizzare un olio essenziale: mandorla, lavanda, rosa o camomilla sono le fragranze ideali per un neonato.

A pancia in giù: parti dalle spalle, scendi verso il basso, accarezzando i lati della colonna, senza mai comprimere le vertebre.

A pancia in su: afferragli le gambe e portale verso il petto. Poi aprigli e chiudigli le braccia. Dalle spalle, scendi verso le mani fino alla punta delle dita. Massaggiagli le gambe dal bacino fino ai piedi".

La maggior parte dei neonati raddoppia il peso entro il termine del 5° mese e lo triplica a 1 anno. Nel corso del 1° anno la crescita in lunghezza è di circa 2 cm/mese, cosicché l’aumento di lunghezza del tuo bambino a 1 anno sarà circa del 55% della lunghezza alla nascita. La sua circonferenza cranica, che è di circa 35 cm alla nascita, aumenterà fino a 47 cm al termine del 1° anno.

In questa fase di crescita rapida, l’alimentazione del tuo piccolo rappresenterà una variabile critica in grado di influenzarne la crescita in relazione al soddisfacimento delle richieste energeticonutrizionali a essa legate. Il 1° anno, e soprattutto il 1° trimestre, è perciò uno dei periodi più importanti dal punto di vista nutrizionale. Durante questo periodo non solo la crescita del tuo bambino sarà rapida, ma si verificheranno allo stesso tempo importanti modificazioni nei suoi organi e apparati, che gli permetteranno di sviluppare i comportamenti specifici nei confronti del cibo.

Nel 1° anno di vita del tuo piccolo infatti, l’accrescimento fisico si accompagnerà all’acquisizione di alcune capacità psicomotorie (Van Dusen 2008):

  • A 3 mesi sarà in grado di sorridere in risposta a una voce familiare, sarà in grado di emettere un qualche tipo di suono e rumore diverso dal pianto e di girare la testa nella direzione da cui proviene un suono.
  • A 6 mesi sarà capace di «follare», ovvero di emettere suoni ripetuti come da-da o pa-pa, e di farfugliare per richiamare l’attenzione.
  • A 9 mesi sarà in grado di emettere diversi suoni ripetuti e di guardare oggetti o persone familiari quando vengono nominati. Dovrebbe essere in grado di mangiare del cibo morbido.
  • A 12 mesi sarà in grado di utilizzare consapevolmente e correttamente le espressioni ma-ma e pa-pa, di rispondere ad alcuni comandi base e di bere da una tazza.

Poiché, come abbiamo già accennato, crescita/sviluppo psicofisico e alimentazione sono strettamente correlati in tutte le fasi dell’età pediatrica, ne consegue che è possibile valutare l’adeguatezza dell’alimentazione attraverso l’andamento della crescita.

A tale scopo, in Italia si utilizzano gli standard proposti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). I nuovi grafici di crescita WHO, differenti nei due sessi sin dalla nascita, sono stati emanati a partire dal 2006 e sono stati validati da un panel di esperti appartenenti al Department of Health and Human Services (CDC e NIH) e all’American Academy of Pediatrics.

I valori normativi degli attuali grafici fanno riferimento alla crescita dei bambini allattati al seno, e sono quindi lievemente differenti dai precedenti, che avevano utilizzato la crescita di bambini alimentati con formule lattee:

«... Un’altra caratteristica fondamentale dei nuovi valori di riferimento è che essi individuano nell’allattamento al seno la nomudità biologica, e riconoscono nel bambino allattato al seno il modello di crescita normativo. Il precedente riferimento normativo era invece basato sulla crescita di bambini allattati con latte artificiale».

Tutto questo ha quindi portato alla definizione di ritmi di crescita «normali» inferiori rispetto a quelli precedentemente stabiliti come tali, ma che erano appunto superiori in quanto facevano riferimento a lattanti nutriti con latte formulato.

Questi documenti sono disponibili sul sito del WHO, The who child growth standards, che contiene le carte di crescita e le relative tabelle con i valori di riferimento (in percentili e in z-scores): dalla nascita e fino all’età di 2 anni si utilizzano le curve di crescita per altezza, peso e circonferenza cranica.

Nutrilo per farlo nascere

Le caratteristiche e le relative richieste nutrizionali del tuo bambino si modificano nel tempo a partire dalla nascita e fino al raggiungimento dell’età adulta. Pertanto, la nutrizione dell’età evolutiva si differenzia profondamente da quella dell’adulto, dovendo fronteggiare i fenomeni di crescita e di sviluppo che si avvicendano in quest’epoca in modo peculiarmente diverso.

Alla nascita inizia l’assunzione di latte da parte del tuo piccolo (allattamento), che prosegue fino a quando potrà cessarla, cosa che accade solitamente intorno all’anno di età, ma anche più tardi. Infatti, in accordo con le linee guida WHO (1998), ti consigliamo di prolungare l’allattamento esclusivo almeno fino al 6° mese di vita del bambino, a prescindere dalla fonte, naturale o artificiale, del latte. Sempre secondo il WHO, il latte materno può essere mantenuto come alimento nella dieta del bambino anche fino ai 2 anni di vita.

Questo primo periodo della vita del tuo bambino si divide pertanto in 2 fasi principali:

  • La fase dell’allattamento esclusivo, nel corso della quale l’unico alimento che sarà in grado di assumere è il latte materno (o di formula).
  • La fase del divezzamento, nel corso della quale al latte materno (o di formula) verranno gradualmente affiancati i cibi dell’alimentazione complementare (come da definizione espghan 2008) e che si conclude quando il piccolo sarà in grado di assumere qualunque tipo di cibo solido.

Nel corso del 1° anno di vita una nutrizione adeguata non solo è essenziale per permettere una crescita e uno sviluppo ottimali e il mantenimento di un buono stato di salute, ma promuove anche l’acquisizione di sane abitudini alimentari, che iniziano a svilupparsi già dalle primissime fasi della vita.

Le diete vegetariane nell’infanzia hanno dimostrato di poter essere d’ausilio nello stabilire sani schemi alimentari e di poter offrire alcuni importanti vantaggi nutrizionali al tuo bambino (ada 2009).

L’allattamento esclusivo

Nel 2012, il Position Statement dell’American Academy of Pediatrics (AAP 2012), in linea con quanto stabilito dal WHO (1998), definisce l’allattamento al seno e il latte materno lo standard normativo per l’alimentazione e la nutrizione del lattante, da considerare come un aspetto di salute pubblica, e non solo una scelta di vita, in virtù dei suoi vantaggi sulla salute e sullo sviluppo a breve e lungo termine.

L’AAP riconferma le proprie raccomandazioni per l’allattamento al seno, esclusivo per i primi 6 mesi di vita, e da proseguire quando vengano introdotti, durante lo svezzamento, i cibi complementari per 1 anno o più, se desiderato dalla mamma e dal piccolo.

La fase dell’allattamento esclusivo riconosce quindi nel latte materno (o, in sua assenza, di formula) l’esclusivo alimento di questo periodo, in quanto l’unico in grado di rispondere alle necessità nutrizionali del lattante. Per inciso, è un concetto valido per tutte le specie di mammiferi, non solo per quella umana.

L'allattamento esclusivo va inteso come allattamento a richiesta, perché deve assecondare le richieste del lattante, che è in grado di autoregolarsi. Questa capacità diventa tuttavia meno efficiente se il piccolo dovesse invece ricevere latte di formula: è quindi necessario che tu sappia riconoscere i suoi segnali di fame e sazietà, assecondando comunque le sue esigenze con un allattamento, anche se artificiale, a richiesta.

In questo caso, per contrastare il rischio che l’assunzione di latte sia eccessiva, il tuo pediatra ti fornirà uno schema di allattamento con indicati i tempi e le quantità di latte di formula da somministrare al tuo bambino. Le quantità totali giornaliere di latte formulato, stabilite sulla base del suo peso e della sua velocità di crescita, vengono solitamente ripartire in almeno 5 pasti, e le poppate vanno distanziate di almeno 3 ore, distribuendole tra prima mattina, metà mattina, mezzogiorno, metà pomeriggio e sera (opzionale quella notturna).

Il divezzamento

Con il termine divezzamento intendiamo quella fase della vita del bambino che inizia quando nella sua dieta viene introdotto qualsiasi alimento diverso dal latte materno (o di formula), e che si conclude quando il bambino è in grado di assumere qualunque tipo di cibo solido (espghan 2008).

Durante il 1° anno di vita il tuo bambino vivrà quindi l’esperienza alimentare più forte della sua vita: attraverso una lunga fase di sperimentazioni di nuove funzioni e assaggi di nuovi cibi, il piccolo passerà infatti dall’assumere un singolo alimento, il latte, al nutrirsi di centinaia di cibi diversi, acquisendo così il modo di alimentarsi che caratterizzerà il resto della sua vita. In quest’epoca, l’alimentazione riveste estrema importanza non solo per lo sviluppo psicofisico e la crescita, ma anche per l’educazione e lo sviluppo del gusto.

Quindi, dopo la fase dell’allattamento esclusivo, nel corso della quale l’unico alimento che il tuo bambino è in grado di assumere è il latte, inizierà la fase del divezzamento, in cui al latte materno (o di formula) dovrai gradualmente affiancare i cibi dell ’alimentazione complementare, anche se il latte manterrà comunque un ruolo molto importante nella dieta del tuo bambino quale fonte di energia e di nutrienti di elevata qualità, e potrà essere somministrato anche fino ai 2 anni di vita.

Il pvb si caratterizza e si distingue da quello della mamma, il PiattoVeg_Mamy perché prevede la presenza del latte materno (o di formula), come gruppo-cibo distinto e insostituibile, a cui vengono affiancati gli stessi gruppi alimentari che formano il pvm. Il PiattoVeg_Baby rappresenta quindi poco più di una «impostazione mentale» di tipo qualitativo, facile da seguire per te, mamma, che l’hai già acquisita nel corso della gravidanza e dell’allattamento, ma che lascia ampio spazio alla variabilità, perché appunto varie e differenti sono le richieste nutrizionali di ciascun bambino.

 

 

 

Tratto da Il Piatto Veg Mamy - Di Luciana Baroni, Ilaria Fasan e Roberto Fraioli - Sonda Edizioni