Le proprietà dell'Argilla

Nonostante gli eventuali raffronti che si può essere indotti a effettuare tra l'azione dei farmaci (come gli antisettici) e l'argilla, tale similitudine è solo apparente: mentre i primi sono prodotti chimici morti la cui cieca azione non risparmia nulla, l'argilla è una sostanza viva che agisce con discernimento, «ostacola la proliferazione dei microbi o batteri patogeni, vale a dire ogni corpo parassitario, favorendo la ricostituzione cellulare sana».

In realtà, l'argilla dirige la propria azione là dove si trova il male, vale a dire verso il focolaio malsano sul quale essa si fissa sino a pulizia completa, evacuazione degli elementi indesiderabili (pus ecc.) e ricostruzione.

Le sue due proprietà principali, l'assorbimento e l'adsorbimento, sono completamente diverse l'una dall'altra.

Potere assorbente

È la funzione «pompa», molto importante nell'argilla, che può trattenere ogni tipo di liquido così come assorbire i cattivi odori o decolorare.

Collocate un piattino contenente un po' d'argilla nel vostro frigorifero: eviterete che gli alimenti assumano cattivi odori!

Potere adsorbente

È la funzione più richiesta in ambito terapeutico, poiché permette la fissazione e la neutralizzazione delle tossine e degli alcaloidi. Così, l'argilla può captare (per espellerli) gli elementi indesiderabili nel corpo o i prodotti di disassimilazione.

Radioattività

L'irraggiamento radioattivo dell'argilla non ha mai potuto essere misurato. Inoltre, mentre la radioattività normalmente è distruttiva, non avviene lo stesso con l'argilla, il cui potere è rigeneratore. Non vi è quindi nulla da temere dall'utilizzo dell'argilla, anzi, tutt'altro: essa sembra piuttosto assorbire le radiazioni nocive.

Sempre secondo Raymond Dextreit, «sembra che l'argilla possieda, fra le altre proprietà, quella di stimolare la radioattività dei corpi sui quali viene applicata se questa è deficitaria o di assorbire quella in eccesso». Come sempre, un effetto regolatore! L'argilla potrebbe così svolgere una funzione protettiva su un organismo reso fragile da radiazioni ionizzanti, preziosa nella nostra epoca in cui spesso si trascorrono diverse ore al giorno davanti a un computer, se non davanti al televisore.

Potere antibatterico

È un fatto accertato che l'argilla impedisce la proliferazione batterica e microbica. Un'argilla pura, essiccata al sole, è naturalmente priva di microrganismi nocivi.

Gli animali selvatici sanno sfruttare bene questo potere: quando sono feriti si rotolano nella terra argillosa, poiché sanno per istinto che questa guarisce le piaghe e impedisce eventuali infezioni.

Potere coprente

Tutto dipende dalla struttura dell'argilla, indipendentemente dal colore. Una struttura lamellare, più coprente, svolgerà meglio la funzione di medicazione (per esempio, a livello gastrico).

Come si può constatare, i poteri dell'argilla sono numerosi e il suo utilizzo è molto ampio. Grazie a essi questa terra meravigliosa, senza essere una panacea universale, vi consentirà di alleviare molti malanni.

L'Argilla pratica

È facile curarsi con l'argilla: la preparazione è semplice, a basso costo e i risultati non si fanno attendere. Basta rispettare alcune regole di base che vi consentiranno di evitare gli scogli e di sentirvi rassicurati se non avete l'abitudine di curarvi in questo modo. Inoltre, la polivalenza della cura argillosa consente di aspettarsi più di quanto non si chieda normalmente!

Quale Argilla scegliere?

Tutte le argille possiedono all'incirca gli stessi poteri, ma in proporzioni talvolta molto diverse. Ciò spiega come un'argilla possa dimostrarsi particolarmente efficace su una persona e non su un'altra. L'ideale, quindi, è adattare l'argilla al problema che si desidera trattare.

Secondo la classificazione di Jean-Pierre Guenot, è meglio utilizzare, in ordine di preferenza:

Per problemi di assorbimento

  • Attapulgite.
  • Illite o caolinite.
  • Montmorillonite.

Per problemi di adsorbimento

  • Montmorillonite.
  • Attapulgite.
  • Illite o caolinite.

Se avete l'occasione di raccogliere l'argilla per conto vostro, considerate il tempo necessario per lasciarla esposta al sole, all'aria, alla pioggia: essa ne assorbirà le energie che vi restituirà in seguito per il vostro benessere. Tuttavia, anche l'argilla estratta direttamente dal terreno possiede la maggior parte delle sue sorprendenti proprietà e potete usufruirne direttamente.

L'Argilla per via interna

L'assunzione di argilla per via orale non crea alcun problema e il sapore non è sgradevole. Non vi è quindi alcuna ragione per privarsi della sua azione salutare, realmente polivalente. Bisogna sapere, infatti, che l'argilla non si accontenta di curare il vostro problema diretto, ma agisce anche su tutti gli organi lesi, secondo le vostre necessità.

Così, essa al contempo purifica e drena il vostro organismo e arricchisce il vostro sangue se siete anemizzati, guarisce il vostro problema di pelle e colma le vostre diverse carenze. In caso di anemia, si assiste nel giro di un mese a uno spettacolare aumento dei globuli rossi del sangue, verificata dalla numerazione globulare.

È vero che l'argilla contiene tracce di numerosi elementi minerali, ma in quantità insufficiente per spiegare il suo effetto ricostituente. Eppure l'argilla colma le carenze, qualunque esse siano: in realtà, essa «agisce alla fonte», là dove vi è una disfunzione, e rimette in salute l'organo o la funzione che viene meno. Gli elementi che la compongono in realtà agiscono da catalizzatori, che consentono con la loro presenza la fissazione e l'assimilazione di queste sostanze che il corpo non era più in grado di trattenere. La loro sola presenza è sufficiente. Per questa ragione è inutile assumere grandi quantità d'argilla: un solo cucchiaino da caffè al dì permette di ottenere il risultato voluto... e spesso ancora di più!

Oltre alla presenza minerale, l'energia che viene liberata forse è la più attiva nel suo potere di stimolazione, rigenerazione e rivitalizzazione.

L'argilla, come abbiamo visto, ha accumulato l'energia di tutti gli elementi, energia che poi restituisce, ricostituendo in tal modo il nostro potenziale vitale venuto meno. Regola il metabolismo dell'organismo, esercita un'azione regolatrice sulle ghiandole endocrine che stimola o placa, secondo le necessità. Siccome assorbe anche tutte le tossine e le sostanze tossiche, non ci si stupirà dei sorprendenti effetti ottenuti, che l'uso avvenga per via interna o sia esterno.

Preparazione del Latte di Argilla: Nulla di più semplice

  • Mettete in un bicchiere da uno a due cucchiaini da caffè di argilla finissima in polvere.
  • Aggiungete acqua, se possibile non clorata;
  • Mescolate bene il tutto con un cucchiaio di plastica o di legno;
  • Lasciate riposare la miscela per qualche ora, meglio se al sole. È possibile assumerla anche appena preparata.

Ci si può accontentare di bere l'acqua argillosa lasciando il deposito formato sul fondo del bicchiere, altrimenti mescolare al momento dell'assunzione per ingerire tutto il contenuto.

Quando assumerlo

La mattina al risveglio, la sera prima di coricarsi o mezz'ora prima dei pasti.

Posologia

La posologia media è di uno o due cucchiaini da caffè al dì.

Per i bambini di età inferiore ai dieci anni è sufficiente mezzo cucchiaino.

Poiché l'azione dell'argilla è dovuta soprattutto alle sue radiazioni, non è sempre necessario assumerne grandi quantità: tutto dipende dal problema da trattare. Così, nel caso di certe infezioni, per esempio quelle intestinali (colibacillosi, gastroenterite ecc.) o le affezioni del tubo digerente (ulcera gastrica o duodenale, enterite), la dose può essere portata a tre o quattro cucchiaini da caffè al dì. In altri casi, tre dosi basse possono bastare.

Tocca a voi sperimentare il dosaggio più adatto al vostro caso!

Precauzioni d'uso

Non utilizzate bicchieri di cristallo o dalle pareti troppo sottili per preparare il latte di argilla: potreste ricevere la brutta sorpresa di vederli in frantumi! Infatti, quando gli elementi minerali dell'argilla - che sono proprio alla base del suo potere rigenerante - sono messi in soluzione nell'acqua, la loro potente interazione ionica è capace di spezzare il bicchiere.

Non utilizzate neppure cucchiaini di metallo.

Possibile effetto indesiderato

L'unico da temere è un'eventuale è un'eventuale stitichezza (non accade a tutti), nel caso in cui la quantità di scorie «prostrasse» un po' gli emuntori e provocasse qualche imbarazzo. Per evitare questo leggero inconveniente, all'inizio assumete solo acqua argillosa.

Attenzione!

Proprio in ragione della potenza degli effetti, è opportuno prendere alcune precauzioni prima di iniziare un trattamento all'argilla.

Non bisogna assumere argilla per via orale soprattutto in caso di:

  • Tendenza o rischio di occlusione intestinale.
  • Tendenza o rischio di strozzamento di un'ernia.
  • Assunzione di olio di paraffina nei 15 giorni che precedono o durante la cura d'argilla per via orale.

L'olio di paraffina (minerale), assunto generalmente nei casi di stitichezza, provoca l'indurimento dell'argilla con il rischio di formazione nel tubo digerente di piccole masse compatte difficili da eliminare.

Le persone abitualmente stitiche devono essere prudenti con l'argilla per via interna (eccetto la caolinite) e accontentarsi di bere l'acqua argillosa, senza il deposito che rimane sul fondo del bicchiere. L'uso esterno non presenta alcun inconveniente.

Come regola generale, è meglio astenersi dall'assumere l'argilla per via orale mentre è in corso una terapia medica, allopatica od omeopatica, affinché questa non venga compromessa.

La cura argillosa

Con l'argilla non bisogna affrettare nulla. All'inizio del trattamento accontentatevi di consumare l'acqua argillosa, lasciando il deposito sul fondo del bicchiere; più avanti potrete bere tutto. Lasciate al vostro organismo il tempo di liberarsi progressivamente delle scorie che lo intasano: si otterranno così i migliori risultati.

Seguite una prima cura di tre settimane. Poi sospendete l'assunzione per una settimana e ricominciate successivamente a volontà: l'ideale, infatti, è assumere l'argilla una settimana su due. Questa cura può essere seguita per mesi... o per tutta la vita!

Preparazione delle palline d'argilla

Se il sapore del latte di argilla vi disturba, per i bambini o in casi particolari, si possono preparare facilmente palline d'argilla da inghiottire o far sciogliere in bocca, a scelta.

  • Mescolate l'argilla scelta con un po' d'acqua o tisana di piante (menta, eucalipto ecc.) per fame un impasto compatto; è anche possibile aggiungere qualche goccia di un olio essenziale adatto al vostro problema (attenzione alla quantità: abbiate la mano leggera!).
  • Create delle palline di pasta passandole fra le dita e fatele essiccare.

Per i bambini, aromatizzate le palline con piante e un po' di miele: le scioglieranno in bocca come caramelle.

L'argilla per uso esterno

È il modo più immediato di utilizzare l'argilla, quello più naturale per gli animali che se la cospargono spontaneamente in caso di bisogno oppure vi si rotolano. Con un utilizzo facile e privo di pericoli, potete ricorrervi in numerose circostanze.

Cataplasma

Nei limiti del possibile, utilizzate argilla precedentemente essiccata al sole e macinata in granuli o frantumata in pezzettini. Non mettete mai metallo a contatto con l'argilla (cucchiaio, recipiente...); utilizzate un cucchiaio di legno e un recipiente di vetro, pyrex, porcellana, legno...

Come supporto per il cataplasma, usate di preferenza un tessuto in fibra naturale (panno di tela naturale, cotone, lino): la plastica e i tessuti sintetici diminuiscono l'efficacia dell'argilla.

Preparazione del cataplasma

Prendete un'insalatiera di vetro, porcellana, maiolica, legno o gres (soprattutto non metallica né di materiale plastico)

  • Versatevi l'argilla macinata livellando leggermente la superficie (tenetene un po' di riserva per rendere più densa la miscela, se necessario). Potete prepararla in anticipo per diversi giorni di trattamento.
  • Ricoprite con acqua (possibilmente di fonte) senza versarne troppa (certe argille assorbono più acqua di altre). Tenete presente che è più facile rendere più densa una miscela troppo fluida aggiungendo argilla che fluidificare un impasto troppo denso!
  • Lasciate riposare senza toccare: l'argilla si disgrega da sola. Resistete alla tentazione di mescolarla per fame una pasta liscia: diventerà collosa e difficile da utilizzare! La consistenza dev'essere abbastanza soda perché non coli, senza tuttavia essere troppo densa. La pratica vi dimostrerà ben presto qual è il metodo giusto.
  • Disponete poi la pasta argillosa su un panno abbastanza spesso. Questo panno dev'essere molto più grande del cataplasma, il quale deve ricoprire una superficie più estesa rispetto alla zona da trattare. Utilizzate una spatola di legno (soprattutto non di metallo) per distribuire l'argilla su uno spessore di due o tre centimetri (non la comprimete, lasciate che si stenda in modo naturale).
  • Successivamente applicate il cataplasma sulla zona desiderata, lasciando l'argilla a contatto diretto con la pelle. Mantenetelo fermo con una fasciatura non troppo stretta (se il cataplasma è posto sulla nuca, fasciate intorno alla fronte, non intorno al collo!).

Se necessario, si può inserire una garza leggera tra l'argilla e la pelle, per esempio su una parte villosa o su una ferita. Il contatto diretto rimane tuttavia preferibile.

Il cataplasma dev'essere ampio e coprire bene tutta l'area da trattare. Secondo i casi, potete lasciarlo applicato da qualche minuto a diverse ore e persino tutta la notte.

Dopo l'applicazione e l'essiccamento, toglietelo con cautela e pulite la pelle con acqua tiepida (non usare mai alcool o acqua di colonia). E soprattutto gettate l'argilla dopo l'uso, poiché a quel punto sarà intrisa di tossine!

Temperatura dell'argilla

Il cataplasma può essere applicato freddo o tiepido, secondo i casi.

La regola è semplice: su una zona infiammata o congestionata il cataplasma deve rinfrescare; se viene applicato allo scopo di rivitalizzare o tonificare deve riscaldare. Adattate quindi la temperatura del cataplasma in base a ciò che sentite, variabile da una persona all'altra. In certe persone, un cataplasma freddo riscalda rapidamente, anche se l'organismo è indebolito, mentre in altre persone la sensazione di freddo persiste: in questo caso, è meglio intiepidire la miscela argilla-acqua.

Per riassumere, possiamo dire che in linea generale è preferibile applicare un cataplasma:

  • Freddo. Su una zona calda (come il basso ventre), febbricitante, congestionata o infiammata. Del resto il cataplasma si riscalda a contatto con la pelle in pochi minuti. In certi casi (grande infiammazione, temperatura elevata) il cataplasma diventa molto caldo rapidamente: in tal caso è importante rinnovarlo con la frequenza necessaria (talvolta ogni cinque-dieci minuti a inizio trattamento).
  • Tiepido. Quando il cataplasma ha come scopo la rivitalizzazione generale o di un organo in particolare, la ricostituzione ossea (frattura, decalcificazione...) oppure il fegato, i reni o la vescica (soprattutto in caso di cistite).

Come scaldare l'argilla?

Generalmente basta lasciarla intiepidire al sole (di gran lunga la soluzione migliore) o vicino a un termosifone. Se non vi sembra sufficiente, dovrete riscaldarla un po'.

Bisogna evitare che l'argilla si trovi a contatto diretto con una fonte di calore, poiché questa l'altererebbe. Soprattutto non usate il forno a microonde!

Il metodo migliore è scaldare a bagnomaria. Ponete il recipiente contenente la miscela argilla-acqua in una catinella o in una pentola più grande per cottura a vapore. Versatevi acqua fino a raggiungere all'incirca la metà del recipiente con l'argilla. Mettete il tutto sul fuoco fino al raggiungimento della temperatura desiderata (non troppo elevata: non fate cuocere l'argilla e non fatela seccare!). Poi preparate il cataplasma e applicatelo subito.

Se avete preparato diversi cataplasmi in anticipo, è possibile intiepidire ugualmente quello che state per utilizzare: riponetelo sul coperchio rovesciato di una pentola d'acqua calda e lasciatelo così per qualche istante.

Durata e frequenza delle applicazioni

La durata dev'essere adeguata in funzione della situazione. In quanto alla frequenza delle applicazioni, dev'essere anch'essa adattata alle reazioni di ciascuno e al problema trattato.

Non dimenticate che l'argilla è un rimedio potente che rischia di causare reazioni forti dell'organo trattato: quindi è bene non abusarne ed evitare applicazioni troppo frequenti che rischierebbero di affaticare ulteriormente un organismo già indebolito. Siate quindi moderati, in modo da ottenere da questo meraviglioso rimedio i migliori risultati.

a) Trattamento di un organo profondo (stomaco, fegato, reni, pancreas, milza ecc.)

Se si tratta di rivitalizzare l'organo in questione, l'applicazione può durare tutta la notte. In ogni caso, bisogna interromperla prima che diventi troppo fredda, anche se il cataplasma è stato applicato caldo due ore prima!

Se si tratta di decongestionare un organo, di trattare uno stato acuto (infiammatorio o infettivo), le prime applicazioni devono essere lasciate in loco fintantoché il cataplasma non crea fastidio, generalmente tutta la notte.

Se vi sveglia perché diventa troppo caldo o vi disturba in qualsiasi modo è meglio rimuoverlo: l'argilla ha compiuto il proprio lavoro e ha assorbito quanto poteva, anche se l'applicazione è durata solo due o tre ore. In questo caso resistete alla tentazione di mettere un nuovo cataplasma: rischiereste di affaticare troppo il vostro organismo. Se siete a riposo, potete applicarne un secondo nel corso della giornata, ma non di più. Quando la situazione comincia a evolvere in modo favorevole, le applicazioni potranno durare più a lungo in modo del tutto naturale e potrete mantenerle per tutta la notte senza esserne infastiditi.

Attenzione: evitate di applicare cataplasmi di argilla su due organi importanti nello stesso tempo, poiché ciò rischierebbe di affaticare troppo il vostro organismo e di causare reazioni troppo violente.

b) Trattamento superficiale (vertebre, articolazioni, pelle ecc.)

Per ricostituire il capitale osseo (frattura, osteoporosi, decalcificazione, rachitismo ecc.) l'applicazione dura in linea di massima tutta la notte, salvo il caso in cui procurasse una sensazione di freddo.

Se si tratta di curare una ferita, una lesione infiammatoria, un ascesso, un foruncolo: il cataplasma può essere rinnovato ogni quarto d'ora, ogni mezz'ora od ogni ora, secondo la rapidità del riscaldamento. Mantenerlo più tempo sortirebbe l'effetto opposto allo scopo perseguito. Continuate le applicazioni sino all'ottenimento del risultato rinnovandole, se possibile, giorno e notte.

La notte, per maggior comodità, si può sostituire il cataplasma con un impacco di acqua argillosa che bisognerà cambiare solo una o due volte. Poi, dalla mattina successiva, riprendete i cataplasmi, in media ogni due ore.

Se l'applicazione è stata eseguita correttamente, il cataplasma è quasi secco e si rimuove facilmente, lasciando pochissima argilla sulla pelle. In caso contrario, si incolla: staccatelo facendo scorrere un po' d'acqua tiepida fra l'argilla e la pelle, poi eliminate le particelle residue semplicemente con acqua, senza sapone.

Ancora una volta, gettate via l'argilla dopo l'uso perché è diventata tossica! Bisogna anche evitare di manipolarla. Lavate dopo l'uso i panni e le fasciature che sono entrati in contatto con essa; potrete riutilizzarli una volta asciutti.

 

 

 

Tratto da "Curarsi con l'Argilla", di Marie-France Muller. Edizioni L'Eta dell'Acquario