Informazioni e Curiosità

L' albero del cacao appartiene alle Malvacee. Ai suoi rami sono attaccati i frutti, simili a cetrioli e lunghi sino a 25 cm, che presentano semi a forma di fagiolo (grani di cacao) disposti in cinque file. I frutti non ancora maturi sono dapprima verdi e assumono poi, man mano che maturano, un colore dal giallo al rosso bruno. Un albero di cacao può produrre circa trenta frutti all'anno. In Messico, già millecinquecento anni prima di Cristo, i semi della pianta di cacao erano considerati beni preziosi; lo si comprende, per esempio, perché soltanto a persone con una particolare posizione sociale (sacerdoti, guerrieri) era permesso gustarli.

L' albero di cacao era ritenuto sacro e venerato come regalo del dio Quetzalcóatl. Presso i Maya e gli Aztechi, il "cibo degli dei" era usato come mezzo di pagamento e, di conseguenza, veniva conservato, dalle persone abbienti, nella propria "camera del tesoro". All'inizio del sedicesimo secolo, i semi di cacao furono scoperti da Cristoforo Colombo durante il suo viaggio in America, anche se pare che egli non li assaggiò mai.

Infine, il cacao trovò la sua strada verso l'Europa con gli spagnoli, i quali lo conobbero quando colonizzarono il Nuovo Mondo, rendendo così felice il Vecchio Continente. La produzione industriale del cioccolato iniziò verso la fine del diciottesimo secolo, con l' impiego delle prime macchine a vapore. Il "cioccolato al vapore" così prodotto, era molto ricco di grassi. In seguito, quando furono disponibili le presse idrauliche, si ebbe la possibilità di produrre cioccolato con un minore contenuto di grassi. Ancora nel diciannovesimo secolo, il cioccolato si vendeva in farmacia, come ricostituente (senza obbligo di ricetta), con il nome di Pasta Theobromae.

"HAPPINESS INSIDE": come mai il Cioccolato rende Felici?

Oggigiorno, sono note anche loro: l'anandamide e la feniletilamina, sostanze che si trovano nel cioccolato e rendono felici, agendo nelle aree del cervello che influiscono sulla percezione della felicità, del piacere e del dolore. Tuttavia non vi è il rischio di una dipendenza, poiché la dose minima, che in una persona adulta provocherebbe uno stato simile all'ebbrezza, è di 20 kg di cioccolato al latte.

Più di metà del seme di cacao, tuttavia, è costituito da grasso (burro di cacao), il quale viene in parte utilizzato per la produzione del cioccolato. Inoltre, nel seme, sono contenute sostanze con effetto stimolante: la teobromina, che agisce sul sistema nervoso centrale e favorisce la vasodilatazione, e la caffeina, in concentrazioni nettamente inferiori rispetto a quelle presenti nel caffè e nel tè. Infine, è soprattutto il cioccolato fondente a essere ricco di polifenoli, dai quali si ritiene dipenda l' effetto positivo del seme di cacao sul sistema cardiocircolatorio.

È interessante la scoperta di un gruppo di ricerca dell' Università di Munster, che ha isolato dal cacao una sostanza denominata CocoHeal. Di questo componente è stato dimostrato il benefico effetto per la guarigione delle ferite. Inoltre, si è potuto constatare che questa sostanza può proteggere la mucosa gastrica contro la colonizzazione da parte del batterio Helicobacter pylori.

Proprietà Antinfiammatorie del Cioccolato

Premetto subito che qui non si tratta di dolciumi al cioccolato e di cioccolato al latte a buon mercato, bensì soltanto di qualità di cioccolato fondente prodotte accuratamente, con una percentuale di cacao particolarmente alta (> 70%), nelle quali sono presenti esigue quantità di zucchero.

Chi crede che tutti i possibili "prodotti al cioccolato" siano benefici per la salute e abbiano proprietà antinfiammatorie è completamente in errore. Al contrario, le barrette al cioccolato zuccherate e gli altri dolciumi aumentano il rischio di infiammazione. Per questo motivo, particolarmente per quanto riguarda il cioccolato, si deve badare a un'alta percentuale di cacao e di polifenoli.

Oggi gli effetti benefici che ci si può attendere dai polifenoli del cioccolato sono divenuti oggetto di molti studi scientifici.[...] In occasione di uno studio effettuato in Spagna con pazienti ad alto rischio di malattie cardiocircolatorie, è stato studiato l'effetto della polvere di cacao, disciolta nel latte, rispetto a quello di una medesima quantità di latte priva di questa polvere. Si è visto che si erano abbassati determinati valori concernenti le infiammazioni nel siero dei partecipanti appartenenti al "gruppo della polvere di cacao", mentre ciò non era avvenuto nel "gruppo del solo latte".

I ricercatori dell' Istituto di Medicina dell'Università di Barcellona hanno dedotto che, per quanto concerne le infiammazioni che possono sviluppare un ruolo nell'aterosclerosi, i polifenoli del cacao possono avere un positivo effetto antinfiammatorio. I polifenoli determinano anche altri effetti del cacao, protettivi dei vasi: in occasione di molti studi, si è potuto dimostrare che questi hanno una benefico effetto sull' irrorazione sanguigna, sull' ipertensione arteriosa e sul metabolismo dei lipidi.

Utilizzi

Se avete voglia di un piccolo dessert, allora mangiate cioccolato fondente. Un pezzo, ogni tanto fornisce polifenoli antinfiammatori ed è difficile che faccia male alla linea. A tal proposito, è molto importante badare alla qualità, poiché il cioccolato scadente può contenere acidi grassi trans che favoriscono le infiammazioni. Un buon cioccolato dovrebbe avere una superficie liscia e lucida. Quando si spezza il cioccolato, la linea di rottura dovrebbe essere netta e non dovrebbe poi "sbriciolarsi". Soltanto con materie prime di alta qualità (vale soprattutto per il burro di cacao) è possibile soddisfare questi criteri.

 

 

 

Tratto da "La Papaia e gli altri Antinfiammatori Naturali" di Michaela Doll. Tecniche Nuove.