Nella maggior parte delle persone la parola "canapa" richiama subito alla mente "droga". L'effetto inebriante della Cannabis non è tuttavia l'unico aspetto di questa sostanza naturale né, tantomeno, il più importante. La canapa è infatti una pianta che viene coltivata da secoli secondo precisi criteri qualitativi. Utilizzata come materia prima nella produzione di carta, abiti, corde e vele, è sinonimo di lunga durata.

Per motivi di interesse commerciale la canapa è stata sostituita dal cotone. Il cotone, infatti, si rovina più rapidamente, contribuendo ad accelerare i consumi e, di conseguenza, a far salire il fatturato. Le proprietà terapeutiche della canapa, note in tutti i continenti da tempo immemorabile, sono state a poco a poco dimenticate. I semi della Cannabis contengono sostanze particolarmente pregiate che, nell'ambito di un'alimentazione sana, possono contribuire al benessere dell'individuo. La canapa ha inoltre buone proprietà energetiche. La cattiva fama della canapa è legata unicamente alla sua azione inebriante.

Informazioni Botaniche

Cannabis è il nome generico latino della pianta della canapa, che si suddivide in tre specie principali, ognuna con un diverso contenuto di tetraidrocannabinolo (THC), una sostanza dalle proprietà inebrianti.

1. Cannabis satina: è la più comune e contiene una percentuale minima di THC, il componente con proprietà inebrianti. La Cannabis satina è molto ricca di fibre ed è quindi particolarmente adatta per la produzione di carta e stoffe. La pianta, con fusto diritto, fistoloso e peloso, può raggiungere i quattro metri di altezza.

2. Cannabis indica: la canapa indiana contiene la percentuale maggiore di THC ed è particolarmente adatta per uso medico. La pianta, dal fusto cilindrico, può raggiungere 1,2 metri di altezza, ha molte foglie ed è molto ramificata.

3. Cannabis ruderalis: la canapa selvatica cresce spontaneamente e il suo contenuto di THC è maggiore di quello della canapa comune e inferiore a quello della canapa indiana. La pianta si sviluppa in altezza solo fino a 60 centimetri, ha foglie rade ma grandi e non è ramificata.

La Cannabis è una pianta dioica, può avere cioè solo fiori maschili o femminili. L'aspetto delle piante è quindi leggermente diverso in base al genere: quelle con fiori maschili sono lunghe e alte, quelle con fiori femminili sono più basse e larghe. Durante la fioritura, le piante femminili rilasciano una resina per proteggersi dalla forte evaporazione dovuta alla calura. La resina costituisce la sostanza base dell'hashish (in gergo "shit").

L'hashish e la marijuana producono effetti inebrianti, rilassanti e che acuiscono le percezioni solo se derivano dalle specie di canapa con contenuto di THC abbastanza alto. Le specie con basso contenuto di THC non vengono infatti "fumate". Le foglie e i fiori essiccati della pianta di canapa vengono chiamati Marijuana (in gergo "erba"). I fusti della pianta non contengono componenti inebrianti ma sono comunque utili in medicina. Generalmente i fusti della canapa vengono utilizzati soltanto per ottenere fibre.
Sin dalla Seconda Guerra Mondiale, la miscela di foglie e semi di canapa veniva utilizzata come surrogato del tabacco. Per i contadini di quel tempo riempire la pipa con questo miscuglio era pratica comune e, fino al 1929, anche del tutto legale.

L'opera degli sciamani tra medicina e stupefacenti

Gli sciamani indiani utilizzavano l'intera pianta della canapa per guarire i loro pazienti. Per gli Indiani la canapa era infatti una medicina e un rilassante di uso comune. L'effetto inebriante delle foglie e dei fiori di canapa serviva agli sciamani per acuire le proprie percezioni nello svolgimento della loro attività di vati e guaritori. L'effetto terapeutico della pianta veniva messo a disposizione di tutti i componenti della tribù.

La generazione degli hippy fece conoscere al mondo questa pianta dagli effetti sorprendenti anche se l'effetto che più stava a cuore ai "figli dei fiori" era quello inebriante, nonostante non fosse che una soltanto delle possibili applicazioni delle foglie e dei fiori di canapa. In seguito alla successiva massiccia diffusione delle droghe e quindi delle tossicodipendenze, la canapa fu messa fuori legge. Una pianta utile, con effettive proprietà terapeutiche, veniva messa al bando perché utilizzata per uno scopo univoco. L'antica conoscenza degli sciamani non andò tuttavia perduta. Oggi possiamo infatti trarre vantaggio da alcune delle proprietà terapeutiche di questa pianta.

Tutto cominciò in Germania

In Turingia furono scoperti semi di canapa in un vaso risalente al 5500 a.C. dimostrando così l'importanza attribuita nella Germania del passato a questa pianta. Ai tempi di Carlo Magno, intorno all'800 d.C., la canapa veniva coltivata per essere usata come materia prima per corde, vele, tessuti e olio per lampade. Un editto imperiale disponeva persino la coltivazione della canapa su vasta scala per garantire una produzione sufficiente di questa preziosa materia prima per il mercato intento tedesco.

Nel corso del 14° secolo furono sviluppati processi di lavorazione per ottenere la cellulosa e la carta dalle fibre di canapa.
Nel 16° secolo la carta di canapa veniva largamente utilizzata nella stampa. Parallelamente, la canapa veniva citata negli erbari come agente terapeutico. Medici rinomati come Paracelso (1493-1541) lodavano la canapa per le sue molteplici applicazioni in medicina. In Germania la coltivazione della canapa si ridusse drasticamente tra la fine del 18° e l'inizio del 19° secolo.

Il cotone e la juta ebbero la meglio e conquistarono il mercato mondiale. Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale la coltivazione della canapa visse il suo Rinascimento. Data la scarsità di importazioni dall'estero, le fibre di canapa ritornarono a essere la materia prima principale per fabbricare tende, corde, vele e stoffe particolarmente resistentiNel 1929 il governo prussiano vietò per la prima volta la coltivazione di canapa indiana con alto contenuto di THC. Ciò nonostante, durante la Seconda Guerra Mondiale in Germania si riprese a coltivare la canapa per raggiungere l'indipendenza dalle forniture di cotone dall'America. Il Dopoguerra fu il periodo del nylon.

Le fibre sintetiche e il cotone americano sostituirono quasi del tutto le fibre di canapa. Il combustibile diesel a base di canapa, già sperimentato, perse la guerra contro la benzina, inquinante e ricavata dal petrolio. Nel 1981, in Germania, venne proibita la coltivazione della canapa, anche delle specie a basso contenuto di THC. La canapa venne inserita nella legge sui narcotici nell'ambito della lotta contro la droga degli anni Sessanta e Settanta. Dal 1996, in Germania, è nuovamente legale coltivare la specie di canapa a basso contenuto di THC.

La ripresa della coltivazione e la legislazione tedesca del 1996

Dall'aprile 1996 in Germania è nuovamente possibile coltivare ufficialmente la canapa a basso contenuto di THC. È comunque necessario ottenere un'autorizzazione dal ministero dell'Agricoltura e dell'Alimentazione. Questo emendamento alla rigida legislazione interna va ricondotto all'equiparazione della legge tedesca allo stato giuridico generale dell'Unione Europea.
Cosa dice la legge:

• La canapa deve essere coltivata esclusivamente da aziende agricole

• La coltivazione della canapa deve essere mirata alla produzione di fibre

• Il contenuto di THC (la sostanza inebriante) non deve essere superiore allo 0,3%. È quindi possibile coltivare solo le specie a basso contenuto di THC, che non sono in grado di provocare alcun effetto inebriante se fumate

• Gli agricoltori che desiderano coltivare la canapa devono presentare una richiesta di autorizzazione al Ministero dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, inviando un campione della semenza che prevedono di utilizzare

La Cannabis in farmacia: un argomento molto discusso in Germania

La Cannabis indica, la canapa indiana, con un elevato contenuto di THC, in medicina può essere utilizzata per molteplici scopi, per esempio per:

stimolare l'appetito
decontrarre e calmare
rilassare e rasserenare lo spirito
decongestionare le mucose
diminuire la pressione interna dell'occhio

I medici tedeschi possono tuttavia prescrivere questo rimedio naturale solo come cannabinoide, un prodotto di sintesi. Sul mercato americano esiste già un farmaco di questo tipo, denominato "Nabilon". Le farmacie tedesche potrebbero vendere dietro presentazione della ricetta un prodotto sintetico contenente THC, se solo fosse presente sul mercato. Ciò ha recentemente riaperto la discussione sulla legalizzazione della canapa. Il consumo individuale, controllato, di canapa distribuita attraverso le farmacie, è stato caldeggiato più volte, anche da alcuni politici ma alla fine l'argomento è stato accantonato per l'opposizione delle Associazioni dei Farmacisti.

La soluzione olandese di commercializzare la canapa attraverso i cosiddetti coffee-shop, in Germania è stata rifiutata per l'impossibilità di effettuare controlli. La separazione della canapa da un contesto di droga resta comunque un tema attuale. In passato molti consumatori di canapa sono entrati in contatto con il mondo illegale del narcotraffico in seguito alla classificazione della pianta di canapa come stupefacente. E per molti di loro ciò si è trasformato in un vero e proprio problema di tossicodipendenza.

Infatti, poiché la canapa, o meglio l'hashish o la marijuana, non provocano una vera dipendenza, i trafficanti di droga l'hanno sostituita con oppio o eroina. In tal modo, essi sono riusciti a rendere tossicodipendenti i propri clienti, traendone benefici economici. La canapa è finita così per diventare una cosiddetta droga iniziale, anche senza essere una vera e propria droga. Se il consumo di canapa fosse stato legale, non si sarebbero creati contatti con il mondo criminale dei trafficanti di droga e il consumatore avrebbe avuto a disposizione prodotti puri. Con il commercio legale di canapa l'Olanda è il paese europeo con il minor numero di tossicodipendenti o di morti per droga.

 

 

 

Tratto da "Cannabis. Proprietà terapeutiche e altri utilizzi" di Gisela Schreiber. Tecniche Nuove.