Caratteristiche generali

La Bardana (Arctium Iappa) appartiene alla famiglia delle Composite e possiede diversi nomi popolari tra cui: Lappa, Cappellaccio, Erba porcina, Zecchitella, Spina buoi, Pidocchi di cane e Scarpanazzi. Il suo nome latino "Arctium lappa" deriva dal greco àrcteion "artiglio" e dal latino arctos "orso", mentre il nome della specie, lappa deriva dal greco labein "attaccarsi, aggrapparsi". La Bardana (Arctium lappa) è una pianta erbacea biennale che cresce dappertutto ed in particolare fra ruderi e terreni incolti e può raggiungere i 100-120 cm. Presenta foglie molto grandi di forma triangolare, di colore verde scuro sopra e biancastre e lanose nella faccia inferiore. I fiori riuniti in capolini e muniti di uncini, hanno un colore viola sgargiante. Della Bardana si utilizza soprattutto la radice proveniente da piedi giovani prima della fioritura. La radice medicinale della bardana presenta una scorza marrone, mentre la parte interna è bianca, spugnosa e fibrosa. Per la sua crescita la bardana predilige i terreni umidi e ricchi, lavorati in profondità e ben soleggiati, ma tollera bene anche terreni più poveri. Le radici possono essere raccolte nell'autunno del primo anno oppure nella primavera del secondo.

Composizione e Valori Nutrizionali

La bardana contiene sali minerali come magnesio, fosforo, potassio e calcio, vitamine del gruppo B e tannini. Oltre a queste sostanze la bardana contiene lignani, acido clorogenico ed acido caffeico, inulina, tracce di olio essenziale ed un principio attivo chiamato arctiopicrina.

Valori nutrizionali per 100 g di Radice di Bardana
Energia 72 Kcal
Carboidrati 17.34 g
Proteine 1.53 g
Fibre 3.3 g
Grassi totali 0.15 g
Folati 23 mcg
Niacina 0.300 mg
Acido Pantotenico 0.321 mg
Piridossina 0.240 mg
Riboflavina 0.30 mg
Tiamina 0.010 mg
Vitamina C 3 mg
Vitamina E 0.38 mg
Vitamina K 1.6 mcg
Sodio 5 mg
Potassio 308 mg
Calcio 41 mg
Ferro 0.80 mg
Magnesio 38 mg
Manganese 0.232 mg
Fosforo 51 mg
Selenio 0.7 mg
Zinco 0.33 mg

Bardana: Importanza ed Utilizzi nella storia

La Bardana ha vissuto storie dai sentimenti contrastanti, prima odiata per le sue capacità di propagarsi con grande facilità, tanto da meritarsi il titolo di pianta infestante, poi apprezzata per le sue capacità benefiche. Nell'antica medicina cinese, così come i guaritori ayurvetici della tradizione indiana, la bardana veniva utilizzata per curare raffreddori, influenza, infezioni faringee e polmonite. Nel XIV secolo, in Europa, le foglie di bardana venivano polverizzate nel vino e usate come trattamento per la lebbra.

Nel XV secolo la Bardana acquisì popolarità ed ammirazione, in quanto venne impiegata per guarire una malattia della pelle che affliggeva Enrico III. Nel XVII secolo, il seguace di Paracelso, Lazare Rivière utilizzò la Bardana per curare la sifilide. Nel XIX secolo, la bardana venne considerata un eccellente diuretico, tanto che alcuni medici la prescrivevano per infezioni dell'apparto urinario, disturbi renali e minzione dolorosa, oltre che per infezioni cutanee e artrite. Harry Hoxsey propose la Bardana , tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta dello scorso secolo, come ingrediente di un alternativo trattamento per la cura del cancro

Benefici

Un team di ricercatori tedeschi ha scoperto che la radice fresca di Bardana contiene i poliacetileni, sostanze chimiche, che sopprimono batteri e funghi patogeni. I brillanti risultati ottenuti nel trattamento di foruncolosi, acne ed eczema sono d'attribuirsi alla presenza di un antibiotico vegetale simile alla penicillina, contenuto nella pianta e dotato di potere antisettico che contrasta i batteri gram positivi (ne sono un esempio: stafilococco, pneumococco, streptococco). Possiede anche un'azione stimolante sul rivestimento cutaneo

Diuretica e soprattutto sudorifera, la radice agisce come un buon depurativo generale favorendo l'eliminazione degli elementi residui dell'organismo attraverso le ghiandole sudoripare, è quindi raccomandata anche in caso di gotta e remautismi. Recenti studi hanno provato che la bardana contiene una sostanza ipoglicemizzante appartenente al gruppo delle vitamine B. Questo è il motivo per cui si prescrive la bardana ai diabetici, nei quali provoca una netta diminuzione della glicemia. Questa scoperta spiega, inoltre, l'azione della bardana contro la foruncolosi, malattia spesso associata ad elevati livelli di zucchero nel sangue. 

Anticamente la religiosa e naturista Hildegard von Bingen raccomandò l'utilizzo della Bardana per curare il cancro. Effettivamente le sostanze presenti nell'erba sono dotate di attività antitumorale, tanto che un articolo pubblicato dalla rivista Chemotherapy individua nell'arctigenina, un costituente chimico presente nella bardana, l'agente "inibitore della crescita tumorale sperimentale". Un altro studio pubblicato dal magazine Mutation Research mette in evidenza la capacità riduttiva della pianta nei confronti delle mutazioni di cellule esposte all'azione di mutageni.

E' doveroso ricordare che la Bardana non sostituisce la terapia anti-tumorale, ma può, previa consultazione del proprio medico, essere assunta in combinazione con le terapie standard.

In uno studio, alcune cavie alimentate trattate con bardana si sono rivelate protette dall'azione notoriamente tossica di alcune sostanze chimiche. Questi risultati evidenziano e conferiscono alla pianta azione antitossica.

Controindicazioni

La Bardana è una pianta sicura e ben tollerata e sebbene non siano stati riscontrati effetti collaterali documentati, il The Toxicology of Botanic Medicines che la identifica  come stimolante uterino, ne sconsiglia l'utilizzo in gravidanza.