Cenni storici

Le Bandiere Tibetane sono piccole bandierine di preghiera in stoffa colorata che vengono solitamente utilizzate per onorare i luoghi mediante la forza del vento che distribuisce in tutto il territorio le benedizioni contenute in esse.

L'origine di queste bandiere di preghiera è attribuita all'antica religione del Tibet nonché del Nepal, molto diffusa nell'epoca antecedente al buddismo: la Bön.

Da tale tradizione, queste bandiere, oltre ad essere tinteggiate con i colori primari riportavano anche dei testi e delle figure stampate, e venivano utilizzate dallo sciamano Bonpo per onorare le cerimonie nepalesi.

Durante la grande rivoluzione culturale proletaria del 1966, l'uso di queste bandiere di preghiera diminuì drasticamente, ma non cessò mai di esistere tanto che ancora oggi sussistono diverse tipologie.

Le Bandiere di preghiera lung-ta e le darchor ed i loro significati

Le bandiere di preghiera possono essere orizzontali, chiamate lung-ta  o verticali, che prendono il nome di darchor.

  • Le bandiere lung-ta, che letteralmente significano “cavalli del vento”, possono essere rettangolari o quadrate e sono annodate tra loro mediante una lunga corda. Queste possono essere di diversi colori e presentano spesso dei mantra stampati che invocano armonia, compassione, saggezza, forza, pace e protezione contro le disgrazie arrecate dal male. Inoltre tali bandiere vengono appese in orizzontale dall'alto verso il basso utilizzando una corda e due oggetti posti elle rispettive estremità di quest'ultima. Le bandiere lung-ta sono in genere sospese in luoghi alti come ad esempio sul tetto di un tempio, sulle cime delle montagne o sulle vette dell'Himalaya. Secondo la tradizione buddhista, al centro di ogni bandiera deve essere raffigurato un cavallo, ovvero il “Cavallo del Vento” che trasporta sul dorso tre gioielli scintillanti che rappresentano la Trinità Buddhista: il Buddha, Il Dharma, che corrisponde all'insegnamento buddhista e il Sanga, la comunità buddhista.
  • Le bandiere darchor sono comunemente rettangolari e molto grandi, vengono attaccate a dei pali posti in verticale e piantati nel terreno, in cima ai tetti o sulle montagne. Queste sono legate iconograficamente alla figura del Dhvaja (“bandiera”, “vessillo”), lo stendardo della vittoria sul quale è raffigurato l'emblema di una divinità.

Queste bandiere svolgono pratiche spirituali attraverso il vento, che si ritiene abbia il compito di trasportare nell'aria e nei luoghi circostanti le benedizioni emanate dalle preghiere riportate in esse.

Proprietà, benefici ed utilizzi delle bandiere tibetane

Secondo la cultura tibetana queste bandiere sono in grado di portare pace, felicità e prosperità, devono però essere trattate con molto rispetto dal momento in cui contengono simboli e testi sacri e per eliminarle è necessario darle fuoco proprio perché non possono essere gettate come si fa comunemente con altri oggetti. Per fare ciò vanno dunque bruciate, in modo tale che il fumo possa trasportare in cielo le loro preghiere.

Tali bandiere possono essere di cinque colori e distribuite in set da cinque agganciate su un'unico filo. I colori in questione rappresentano i cinque elementi. Secondo l'ordine originario (da sinistra verso destra) troviamo:

  • Blu = Cielo
  • Bianco = Aria
  • Rosso = Fuoco
  • Verde = Acqua
  • Giallo = Terra

Queste sono in grado di diffondere buoni auspici, il momento migliore per appenderle è al mattino oppure in una giornata ventosa, per permettere alle preghiere contenute in esse di invadere lo spazio circostante. Le bandiere vecchie possono essere affiancate da quelle nuove proprio perché per tradizione questo atto simboleggia il benvenuto nei confronti dei cambiamenti che la vita ci pone, aiutandoci a riconoscere ed a riflettere che ogni essere ed ogni elemento è parte integrante di un cerchio più grande.