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Cosa sono i bagni derivativi?

I bagni derivativi consistono nel raffreddare la zona inguinale e genitale o con delle spugnature oppure mediante appositi cuscinetti che vengono prima raffreddati in congelatore e che poi si applicano a contatto con l’inguine per un determinato tempo (solitamente un quarto d’ora).

Il bagno derivativo è una tecnica naturale ed estremamente efficace che aiuta l’organismo a contrastare gli stati infiammatori in generale e che favorisce la soluzione, se eseguito con costanza, di vari disturbi.

La pratica ha origine nel mondo animale, dove si è visto che numerosi mammiferi in condizioni di stress, affaticamento o in caso di malattia, sono soliti bagnarsi o leccarsi la zona genitale.

In realtà, in passato, i nostri avi erano soliti praticare bagni derivativi per sollevarsi da malesseri generali, e tale attività ha continuato ad esistere almeno fino alla scoperta della medicina moderna. Molte persone anziane ne conoscono i benefici e tuttora sono abituate a fare bagni derivativi nella parte perineale anche se, probabilmente, il pudore e l’imbarazzo non permettono loro di raccontarlo. In Oriente tale pratica è molto diffusa anche tra i popoli di fede musulmana, infatti anche il Corano ne dà ampia testimonianza.

Molti studiosi e appassionati dell’argomento (tra cui France Guillain, famosissima per il suo metodo che include la pratica di bagni derivativi) paragonano giustamente i bagni derivativi all’allattamento al seno, ovvero li considerano un’abilità, una pratica tanto naturale quanto efficace.

Già all’inizio dell’Ottocento si capì come i cambiamenti della società influissero sulla salute delle persone, provocando in loro un innalzamento della temperatura corporea, in particolare della zona genitale. Ciò però non riguarda i popoli che ancora oggi non usano vestiti, o quelli che non indossano biancheria intima affinché i genitali restino freschi (in maniera del tutto analoga alle condizioni di vita dei primi esseri umani).

Proprietà e benefici dei bagni derivativi

Questo metodo naturale di depurazione dell’organismo e di risoluzione di problemi cronici trova sempre più largo impiego nel combattere fastidi locali come candide, infezioni, cistiti, pruriti, emorroidi, ma anche per contrastare disturbi “sistemici” di maggiore entità come acne, affaticamento, sovrappeso, ritenzione idrica, squilibri ormonali, emicranie, disturbi del sonno, fastidi legati al ciclo mestruale, depressione, vampate tipiche della menopausa, stitichezza, vene varicose e caduta dei capelli.
Gli effetti benefici dei bagni derivativi sono quasi immediati, soprattutto quando si tratta di disturbi come quelli del sonno o della digestione.
Eliminando le tossine, grazie alla pratica quotidiana di questa sorta di bagno, si riesce a provare sollievo in pochissimo tempo e si può godere di una nuova energia che interessa sia il corpo che la mente.
L’acqua è l’elemento più naturale che esista ed è fonte inesauribile di benessere. Essa è un ottimo rimedio per le più svariate esigenze, sia se ingerita, sia se “assorbita” grazie a bagni e lavaggi localizzati.
Partecipare attivamente alla prevenzione di alcuni disturbi e alla cura della propria salute è molto importante. Spesso i piccoli gesti quotidiani possono risolvere gravi fastidi, evitarne la cronicizzazione o, addirittura, impedirne la formazione.  

È soprattutto nella prevenzione, infatti, che i bagni derivativi e i rimedi naturali in generale, giocano un ruolo fondamentale per la salute. Non contraendo disturbi, si riesce ad evitare l’utilizzo di sostanze chimiche e medicinali che, da un lato sono necessari per poter guarire da una malattia, ma, dall’altro spesso tendono ad abbassare le difese immunitarie.

Nonostante ciò bisogna precisare che un bagno derivativo non è una cura miracolosa che risolve tutte le malattie ma, ripulendo dall’interno il corpo grazie alla sua proprietà idratante, riesce ad apportare innumerevoli benefici all’organismo:

  • mette in movimento le tossine fino a farle fuoriuscire (ciò è dovuto anche allo cambiamento di temperatura),
  • stimola la digestione e le funzioni intestinali, senza alterarne la regolarità,
  • favorisce la riduzione di peso corporeo,
  • rilassa i muscoli e rivitalizza i sensi,
  • rinvigorisce i capelli dalla radice,
  • calma le tensioni e i dolori di varia origine,
  • dona il giusto equilibrio tra corpo e mente.

Come eseguire un bagno derivativo

Il bagno derivativo può essere effettuato riempiendo di acqua fredda (non gelata) il bidet, sedendosi sopra con i genitali rivolti verso il rubinetto ed eseguendo un movimento ripetuto dall’alto verso il basso, con l’ausilio di una spugna o un asciugamano imbevuto di acqua fredda, facendolo passare nel cavo inguinale destro e poi in quello sinistro.

La procedura va svolta per circa 15-20 minuti e sarebbe utile ripeterla per almeno 2 volte al giorno.

Le persone che conducono una vita frenetica potrebbero pensare di dover rinunciare a questa piacevolissima pratica ma, per fortuna, oggi esistono sono delle alternative molto valide che non richiedono l’utilizzo del bidet!

In commercio si trovano, infatti, degli accessori che aiutano ad eseguire un bagno derivativo mentre si svolgono le normali attività domestiche quotidiane o, addirittura, durante il riposo.

Questi “strumenti” sono, in realtà, dei cuscinetti chiamati “poche”, che hanno la forma di un assorbente e, una volta raffreddati in congelatore per circa un’ora o un’ora e mezza, si possono applicare alla zona inguinale. Generalmente si suggerisce di rivestirli con l’apposita guaina di tessuto, in modo da evitare che il materiale freddo sia direttamente a contatto con la pelle.

Si consiglia, inoltre, di tenere poggiati all’inguine questi cuscinetti per circa 2-3 ore al giorno e, poiché il senso di freddo dura al massimo 30-40 minuti, è opportuno avere più di un cuscinetto in congelatore così da poterli intercambiare e da potenziare l’effetto benefico del bagno derivativo.

La teoria alla base di questa tecnica ritiene che la zona inguinale e quella genitale subiscano un surriscaldamento in seguito a stress, affaticamento e a causa dei ritmi dinamici delle normali attività quotidiane. Queste zone sono inoltre parecchio innervate, poiché attraversate dalle arterie principali e, soprattutto, sono spesso bersaglio di problematiche psicologiche come quelle relative alla menopausa o quelle che influiscono sulla sessualità.

Il bagno derivativo quindi, raffreddando una zona soggetta a calore, aiuta a ripristinare una corretta perfusione, mette in moto l’intestino, influisce sull’energia sessuale e sull’umore.

E’ buona norma che, durante l’esecuzione di un bagno derivativo il resto del corpo sia al caldo: si consiglia quindi di coprire bene le spalle e i piedi, così che solo la zona perineale sia soggetta al raffreddamento. Alla base di questo contrasto di temperature stanno gli effetti benefici sulla circolazione e sull’eliminazione delle scorie metaboliche. Inoltre è importante bagnare solo la zona perineale e inguinale, senza immergere o raffreddare i glutei.

 

Bikum Family per Bagno derivativo

Ecco l'occorrente per fare i bagni derivativi

Controindicazioni

 

I bagni derivativi sono indicati sia per gli uomini che per le donne, ma possono essere inadatto per le persone in sovrappeso o, per contro, in eccessivo sottopeso, avendo questa pratica degli effetti sul metabolismo.
Pur non avendo grosse controindicazioni, si consiglia di cominciare a fare i bagni derivativi in maniera graduale: nel caso di un bagno fai da te, le prime volte è consigliabile non superare i 5 minuti, per far sì che il corpo si abitui a questo cambiamento; mentre per l’utilizzo del poche inizialmente è sufficiente mezz’ora di contatto.
È importante sottolineare che, nonostante i numerosi benefici che possono conseguire dalla pratica dei bagni derivativi, nel caso di malattie e disturbi gravi, è sempre consigliabile rivolgersi ad un medico e ricorrere, qualora fosse prescritto dal medico stesso, all’utilizzo di medicinali specifici.

Come dicevamo i bagni derivativi sono indicati quasi per tutti, a prescindere da età e sesso, ma non se ne consiglia la pratica ai malati terminali, a chi ha subito da poco interventi e, ancora di più, a coloro ai quali è stato appena messo un pacemaker, un impianto dentale, una protesi o altri corpi estranei simili.

Scritto da Lo staff di Sorgente Natura