La scoperta degli Antibiotici Naturali

Gli antibiotici di sintesi non vanno certo demonizzati: se prescritti correttamente sono fondamentali per debellare infezioni pericolose in quanto annientano o comunque tengono sotto controllo i batteri patogeni. Un uso attento, mirato e scientifico ne fa uno strumento importantissimo nelle mani di medici responsabili e preparati.

Pensiamo ora al processo di guarigione di un paziente come a un percorso che conduce dal punto in cui i batteri patogeni hanno preso il sopravvento al punto in cui questi sono stati sconfitti: questo ipotetico tragitto può essere affrontato con vari mezzi. L’antibiotico può essere paragonato a un’auto sportiva, che alla velocità di 200 km orari ci fa giungere a destinazione in un batter d’occhio. La guarigione è immediata, ma il viaggio è stato pericoloso: abbiamo rischiato un incidente, ovvero la grave conseguenza di un effetto collaterale; inoltre siamo intossicati dai gas di scarico del bolide e dobbiamo smaltire milioni di microrganismi morti e tutte le sostanze tossiche rilasciate. Siamo spossati e indeboliti, e se venissimo in contatto con un altro tipo di batteri (o addirittura con lo stesso), oppure con un virus o un fungo, per noi sarebbero guai.

Al punto opposto, c’è la possibilità di percorrere la strada della guarigione a piedi, cioè senza alcun aiuto esterno, contando unicamente sulle nostre forze. È una strategia che richiede parecchio tempo e potremmo non avere l’energia sufficiente per arrivare in fondo.

Infine esiste la bicicletta, che con un po’ di allenamento ci porta ovunque in tempi ragionevoli. Forse arriveremo a destinazione un po’ stanchi, ma i batteri che attenteranno di nuovo alla nostra salute dovranno fare i conti con un sistema immunitario molto più forte. Gli antibiotici naturali sono le nostre biciclette: uccidono o tengono sotto controllo i batteri, e contemporaneamente rinforzano le nostre difese.

Il nostro organismo, un insieme in equilibrio

I batteri che possono farci ammalare vivono normalmente nell’aria, nell’acqua, in ciò che beviamo e mangiamo e addirittura all’interno del nostro corpo, ma questo non significa certo che siamo continuamente malati. Quando poi tra i colleghi, i compagni di scuola o in famiglia si diffonde una malattia contagiosa, non tutti si ammalano: come si spiegano questi fatti? Com’è possibile entrare in contatto con microrganismi patogeni e non ammalarsi? La risposta sta nelle condizioni in cui si trova il nostro organismo al momento del contatto. Chi si ammala in realtà si trova già in una situazione di debolezza. Stanchezza, stress, alimentazione scorretta, vita sregolata o malattie di altra origine tengono sotto pressione il nostro organismo e riducono le sue capacità di difesa. Il problema quindi non è tanto evitare i batteri, cosa quasi impossibile, quanto cercare di avere le difese sempre pronte e impedire ai batteri di trovare un ambiente idoneo per moltiplicarsi.

Se da una parte il microscopio ha aperto la porta sull’affascinante mondo dei microrganismi, permettendo importanti scoperte, dall’altra ha anche fatto perdere la visione d’insieme. Uccidere i batteri senza guardare all’intero equilibrio del nostro organismo non è il modo corretto di agire, perché si tratta di un rimedio solo temporaneo che finisce con il rendere sempre più vulnerabili.

Gli antibiotici naturali, invece, aiutano a sconfiggere i microrganismi facendo da supporto alle nostre difese, non agendo al posto loro.

L’azione delle piante medicinali

Appurato il potere antibiotico di una pianta e isolata la sostanza responsabile di questo effetto, si potrebbe procedere alla ricerca sistematica di tutte le piante in modo da catalogarle e stabilire la più adatta per ogni tipo di malattia. Un approccio come questo è tuttavia riduttivo, perché ogni pianta contiene in sé centinaia di sostanze ed è la loro sinergia ad aiutarci a guarire: se riuscissimo a estrarre la sostanza antibiotica, o addirittura a sintetizzarla in laboratorio, resteremmo molto delusi dal suo scarso effetto curativo.

L’azione delle piante infatti non è solo quella di uccidere o inibire i batteri, ma anche di rinforzare il nostro sistema immunitario, di favorire la cicatrizzazione, la rigenerazione dei tessuti, la disintossicazione del tessuto connettivo e di migliorare la funzionalità dei vari organi.

Le piante medicinali forniscono all’organismo del malato minerali, oligoelementi, vitamine, ormoni e altre sostanze vitali, ed è il complessivo miglioramento dello stato di salute a ricreare la capacità di autodifesa contro i batteri patogeni.

Simbiosi, antibiosi e antibiotici

La convivenza di diversi tipi di organismi in uno stato di reciproco vantaggio prende il nome di simbiosi. Gli esseri umani, per esempio, vivono in simbiosi con i batteri saprofiti che si trovano nelle mucose, in base a questo tipo di "accordo": la flora batterica aiuta nel corso di vari processi digestivi e produce alcune sostanze indispensabili al benessere, mentre in cambio le viene messo a disposizione un ambiente protetto da cui trarre nutrimento.

Antibiosi è invece la strategia di sopravvivenza opposta, cioè l’antagonismo tra specie diverse che condividono lo stesso ambiente. Le piante hanno messo a punto, in milioni di anni di evoluzione, sostanze che permettono loro di competere efficacemente contro batteri, virus e funghi con cui vivono in antibiosi.

Per capire la differenza fondamentale tra i metodi di difesa messi a punto dalla natura e quelli creati nei laboratori farmacologici bisogna avere chiaro un concetto fondamentale: in natura non viene mai sacrificato un "compagno" con cui si vive in simbiosi per eliminare un "nemico".

Gli antibiotici naturali non danneggiano i batteri saprofìti anche perché ripristinano subito le condizioni ottimali per la loro sopravvivenza; ancora prima di debellare i batteri patogeni viene data la possibilità all’organismo di ristabilirsi e rinsaldare tutti gli equilibri che la malattia ha alterato

 

 

 

Tratto da "Antibiotici Naturali", di Petra Neumayer. Red Edizioni.