Mangiare Verde

Mangiare "sano" è diventato un leitmotiv da poco meno di un secolo, con l' emergere di elementi di dietetica che hanno lo scopo di insegnarci a elaborare i pasti per promuovere la nostra salute. Dopo numerosi studi in varie aree del mondo su popolazioni eccezionalmente sane (alimentazione cretese, di Okinawa ecc.), pare ormai assodato che uno stile alimentare comprendente frutta e verdura quotidiana in grande quantità costituisca tra le altre cose l' imprescindibile base di una salute solida. Resta ancora da stabilire come consumare questi vegetali in maniera piacevole e quali di essi vadano privilegiati. [...] Una volta accettato il principio che la verdura a foglia verde è necessaria all' armonioso funzionamento di tutto il metabolismo, possiamo chiederci qual è il modo migliore di consumarla: cruda o cotta?

Verde? Sì, ma crudo. I benefici dei "Raw foods"

Gandhi avrebbe detto: " Tutto ciò che non si può mangiare crudo non dovrebbe essere mangiato cotto ". La scienza più recente sembra dargli proprio ragione o, a ogni modo, riconoscere la superiorità del crudo sul cotto Secondo l' istituto Max Planck in Germania (istituto per la ricerca sulla nutrizione), la cottura infatti avrebbe l' effetto di provocare le seguenti conseguenze:

  • perdita di enzimi al cento per cento
  • perdita di vitamine dal settanta all'ottanta per cento
  • perdita al cinquanta per cento della biodisponibilità proteica in seguito alla trasformazione subita

Possiamo pertanto interrogarci sulla necessità avanzata da taluni nutrizionisti di cuocere gli alimenti più o meno tossici allo stato crudo, con il pretesto che in questo modo sarebbero più "assimilabili", considerato che gli alimenti consumati crudi sono per numero e varietà sufficienti a soddisfare i bisogni del corpo umano. Rimane ovviamente il piacere gustativo che deriva da condizionamenti culturali, geografici e familiari, che è opportuno non trascurare, se vogliamo rendere la sana alimentazione fattibile e accessibile alla maggior parte degli individui.

La cottura ad alte temperature coagula i minerali e le proteine complesse, interrompendo così l' assorbimento dei minerali (compreso il calcio) e distruggendo la maggior parte dei grassi nutritivi, poiché li trasforma in una struttura cancerogena e mutagena (che produce cambiamenti nei geni) e libera nel contempo radicali liberi.Quantunque queste teorie vengano regolarmente contestate, numerosi ricercatori concordano nell' affermare che il potenziale enzimatico dell' individuo diminuisce con l' età. D'altro canto, come sappiamo, possediamo enzimi metabolici ed enzimi digestivi.

Gli enzimi metabolici, incaricati della guarigione e del mantenimento dei vari organi corporei, vengono chiamati a contribuire alla digestione allorché gli enzimi digestivi non sono più sufficienti. Così facendo,abbandonano il loro "posto", tanto necessario al mantenimento di un buono stato di salute. Considerando che gli enzimi degli alimenti consumati vengono completamente distrutti dalla cottura, per affrontare il compito della digestione possiamo unicamente rivolgerci al nostro capitale enzimatico, esaurendolo così ogni giorno di più.

Il cibo crudo presenta l' incontestabile vantaggio di fornire alimenti ricchi di enzimi destinati alla digestione dell' alimento stesso, permettendoci dunque di preservare in larga misura i nostri. L' importanza degli enzimi è d' altronde tale da aver dato vita a una vera e propria "terapia enzimatica", nella quale alcune guarigioni considerate miracolose hanno luogo di quando in quando in seguito al consumo di enzimi.

Alla luce di tutte queste constatazioni appare dunque evidente e fondamentale dare la preferenza alla verdura cruda per un miglior funzionamento del metabolismo, un sostegno dell' apparato digerente e il massimo benefìcio da tutte le sostanze nutritive assorbite. Non si tratta soltanto di consumare prodotti di qualità (per la loro freschezza e il fatto di essere coltivati senza sostanze chimiche), occorre anche assimilarli per trarne qualche vantaggio e per non soffrire di insufficienze o di carenze varie, il che costringerebbe alla fin fine a rivolgersi, volenti o nolenti, a tutta una pletora di integratori alimentari.

Infine, è necessario riconoscere che la semplicità di preparazione del crudo riduce al minimo l' impegno in cucina e arriva persino a eliminare i costi energetici necessari alla cottura! Scegliere il crudo non offre soltanto un benefìcio fisico e individuale, ma anche ambientale e generale. E allora, come non accogliere questa scelta

Aumentare il consumo di verdura. Perchè? 

L'alcalinizzazione

Nel loro insieme i medici, come pure i nutrizionisti, riconoscono che gli occidentali moderni soffrono per la maggior parte d' iperacidità, alla base di tutte le malattie croniche ma anche di molte altre (cancro in particolare), quando non... di tutte in generale.
Per giustificare questa eccessiva acidificazione del nostro organismo si considerano svariate cause:

  • un' alimentazione prevalentemente acidificante
  • inquinamento chimico vario (alimentare e ambientale)
  • stress dovuto allo stile di vita, a emozioni mal gestite, a mancanza di sonno
  • mancanza di esercizio fisico

Tra gli alimenti acidificanti (che non hanno per forza di cose un sapore "acido") troviamo la maggior parte dei prodotti e dei sottoprodotti animali (carne, pesce, latticini e in particolare il formaggio), la maggior parte dei cereali (raffinati o meno), la frutta secca, i semi, i legumi, gli zuccheri, i grassi, le bibite gassate e l' alcol.

Questo permette già di constatare la schiacciante maggioranza degli elementi acidificanti in un pasto considerato "normale" secondo i criteri oggigiorno ritenuti validi per una buona alimentazione, senza dimenticare gli altri acidificanti dati dai farmaci! La maggior parte dei nutrizionisti occidentali ammette che per il corpo il miglior equilibrio acido-basico può essere ottenuto con l' ottanta per cento di alimenti alcalinizzanti e il venti per cento di elementi acidificanti, così da permettere al corpo di resistere con successo alle malattie. In altre tradizioni le percentuali ammesse sono del settanta per cento di alcalinizzanti e trenta per cento di acidificanti.

Allorché il corpo diventa troppo acido e lo rimane a lungo, hanno inizio i danni:

  • viene minato il funzionamento cellulare
  • compaiono problemi vari (artrite, allergie, coma diabetico)
  • le funzioni mentali rallentano e sono meno efficaci
  • il sistema immunitario si indebolisce

Alla luce del moderno stile di vita e del funzionamento del corpo umano, ci rendiamo conto che la nostra attenzione deve sostanzialmente mirare ad alcalinizzare l' organismo, tenendo a mente che a contare è l' equilibrio acido-basico (acido-alcalino).
Quantunque sia responsabilità di ognuno fare del proprio meglio per combattere lo stress e l' acidificazione imparando a gestire le proprie emozioni grazie alla gamma di approcci vari oggi proposta (psicologia, sviluppo personale, yoga ecc.), curandosi e scegliendo
nei limiti del possibile il proprio ambiente, appare comunque relativamente più semplice per tutti iniziare a intraprendere dei cambiamenti agendo sulle scelte alimentari destinate a costituire i pasti. Per farlo è sufficiente conoscere gli alimenti alcalinizzanti:

  •  tutti i vegetali/ortaggi, in particolare quelli a foglia verde
  • il sale (da consumare tuttavia con molta moderazione)
  • la frutta

È prudente precisare che, poiché ciascun organismo è unico e ognuno reagisce a modo proprio, in sintonia con la propria costituzione, l'beffetto di un qualsiasi alimento può essere diverso a seconda della persona. A parte le verdure e gli ortaggi a foglia verde, che si
dimostrano alcalinizzanti per tutti, l' effetto degli altri alimenti dovrebbe idealmente essere testato a livello individuale (soprattutto la frutta che, pur se molto matura e appena colta, su certi organismi è acidifìcante).

 

 

 

Tratto da "Le incredibili virtù dei Succhi Verdi" di Colette Hervé-Pairain e Nadège Pairain. Il Punto d'Incontro Edizioni.