Informazioni e curiosità sulla pianta

L’alchechengio (Physalis alkekengi L.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee che cresce spontanea nei terreni umidi e incolti. Tra le zone di origine di questa pianta si annoverano solitamente il Giappone e l’Europa tuttavia la sua reale provenienza rimane ancora oggi parzialmente incerta.

Non è raro trovare l’alchechengio nei giardini e negli orti italiani: questa pianta infatti, oltre a produrre delle deliziose bacche commestibili, ha un aspetto davvero bizzarro e originale. Oltre che per le sue benefiche bacche, questa pianta può essere infatti coltivata anche solo per scopo ornamentale. A seconda della varietà alla quale appartiene la sua altezza oscilla tra i 60 cm e i 2 m.

Coltivazione e cura dell’alchechengio

La coltivazione di questa pianta non presenta particolari difficoltà in quanto ben si adatta a diverse tipologie di climi e terreni. Predilige comunque crescere in ambienti calcarei, drenati e al riparo dal gelo. L’alchechengio, benché il suo nome abbia un suono orientale, è una pianta comunemente diffusa anche in Italia. Produce bianchi fiori a campanula e piccoli frutti di un rosso sgargiante.

La fioritura dell’alchechengio inizia a luglio mentre la raccolta dei suoi frutti avviene a partire da agosto. I fiori hanno una forma a calice e una consistenza molto simile alla carta tanto che, non a caso, il nome di questa pianta significa propriamente “lanterna cinese”.

I meravigliosi pregi delle bacche e delle foglie

Date le straordinarie proprietà benefiche delle bacche di alchechengi è possibile paragonare l’efficacia di questo frutto a quella delle più note erbe medicinali. Queste bacche sono infatti una ricchissima fonte di Vitamina C e sono tipicamente usate come rimedio naturale per favorire il benessere dei reni e dell’apparato intestinale.

Le bacche di alchechengi sono particolarmente apprezzate da chi soffre di calcoli renali e sono molto utili per purificare l’organismo dalle tossine in eccesso. Contengono anche Potassio, tannini e flavonoidi in buone quantità e favoriscono per questo la salute dei vasi sanguigni e delle articolazioni.

Tra le migliori virtù di cui vantano questi frutti si annoverano proprietà:

  • diuretiche
  • lassative
  • depurative
  • antinfiammatorie
  • emollienti

Questi frutti possono essere assunti per via orale oppure possono essere impiegati, insieme alle foglie, per creare impacchi rinfrescanti e distensivi. Le foglie fresche di alchechengi sono infatti note per la loro azione di contrasto sulle infiammazioni cutanee. Attenzione tuttavia a non ingerirle! Tutte le componenti di questa pianta infatti, con la sola eccezione delle bacche, risultano tossiche per l’organismo umano.

Come gustare le bacche di alchechengi

Le bacche di alchechengi si prestano per essere gustate in tantissimi modi. Possono essere mangiate fresche o essiccate oppure possono essere impiegate per preparare piatti sia dolci che salati.

Possono essere spremute per ricavarne un succo da bere oppure possono essere lavorate al fine di ricavarne una confettura. Nei piatti dolci sono perfette in abbinamento al cioccolato.

Le bacche di alchechengi hanno un sapore agrodolce e si prestano per questo anche ad essere confezionate in salamoia o sotto aceto. Sono ottime anche in aggiunta alle insalate, ai risotti e alle macedonie.