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Acqua di mare pura e naturale isotonica, prelevata in profondità nell'oceano atlantico e preparata secondo il metodo del Dr. René Quinton.

Modo d'uso: non indicato in confezione.


 I principi dell’azione terapeutica.

L’utilizzo del plasma marino costituisce un metodo a parte.

  • Il dosaggio, la frequenza, la via di somministrazione, la durata, ecc, determineranno l’efficacia del trattamento. Solamente una applicazione corretta permette di ottenere dei risultati terapeutici desiderati.
  • La sua azione terapeutica ruota attorno a tre assi:
  • Garantisce una ricarica idroelettrolitica;

Ha l’azione catalitica e funzionale degli oligoelementi come riequilibrio funzionale enzimatico; 3° - Ha un’azione di rigenerazione cellulare.

1° - Ricarica idroelettrolitica: azione diretta sull’Ambiente Interno.

Attraverso i meccanismi della pressione osmotica, i sali garantiscono l’equilibrio idrico dell’organismo per mezzo della regolazione renale. L’impatto come agente di reidratazione è immediato. Il sodio del Plasma Marino, è il sale che regola l’inibizione di acqua del protoplasma e del nucleo cellulare permettendogli di assimilare o conservare in un secondo momento tutti gli altri sali. La sua azione però è molto più complessa di quella ottenuta con una semplice soluzione di cloruro di sodio al 9 per mille.

Quest' azione concerne direttamente problemi di nutrizione, di assimilazione, di eliminazione.

Pertanto permette di garantire un trattamento idroelettrolitico sostitutivo in tutte le seguenti patologie acute:

Disidratazione - Diarrea acuta, - Diarrea infantile - Choc ipovolemico - Bruciature - Patologie gravi accompagnate da deficienze, demineralizzazione e spasmi.

2° - Riequilibrio funzionale enzimatico: Attività intracitoplasmatica.

L’azione degli Oligoelementi interessa l’insieme dei cicli metabolici sia generali che specifici e le modifiche di struttura, le secrezioni ormonali, e la produzione di anticorpi.

Anche qui, quando si parla di azione degli oligoelementi, bisogna tener conto della forma sotto la quale essi sono disponibili. La qualità degli elementi assimilati, prevale sulla loro semplice presenza. I minerali marini sotto forma di plasma marino, hanno una biodisponibilità eccezionale. Sono 92 elementi che vengono utilizzati dal metabolismo sotto forma completa, equilibrata e assimilabile.

L’impatto terapeutico è quindi significativo poiché la maggior parte delle patologie hanno uno squilibrio elettrolitico.

3° - Rigenerazione Cellulare.

Il terzo aspetto dell’azione del Plasma marino è la rigenerazione cellulare che ha luogo nel nucleo cellulare stesso. Gli equilibri del Terreno ripristinati dal Plasma Marino, sono trasmessi progressivamente al mitocondrio, al cromoplasto e ovviamente al nucleo; nuovi cambiamenti si verificheranno nel microambiente delle sequenze del DNA. Gli elementi marini, e la qualità della loro presenza, è determinante nel nucleo più che in qualsiasi altro dito.

Il Plasma Marino con la sua struttura di acqua, sali ed oligoelementi deve essee considerato come la matrice di base dei fenomeni biologici sia oceanici che umani.

Questo approccio porta alla sua applicazione per altri tipi di patologie quali: la senescenza dei processi degenerativi e le cosi dette “malattie di civilizzazione”.

In conclusione, il plasma marino, agendo profondamente a livello del metabolismo attraverso un’azione determinante ed immediata sullo stato fisiologico del plasma minerale umano, possiede uno spettro di azione unico e proprio. Il Plasma non agisce in termini sintomatici contro tal sintomo, ma contribuirà al corretto funzionamento del metabolismo.

L’applicazione terapeutica nel trattamento del terreno copre aspetti diversi :

  • Patologie che comportano gravi squilibri idrici dell’Organismo;
  • Ostetricia;
  • Pediatria;
  • Dermatologia, malattie della pelle;
  • Patologie digestive, e malnutrizione, anoressia;
  • Reumatologia;
  • Estetica;

Approfondimenti

“Ambiente Interno” e “Terreno”

Il concetto di “Ambiente Interno” contiene anche il concetto di “Terreno”. E’ quindi un concetto più ampio del concetto di Terreno. Esso comprende diversi Sistemi :

“Sistemi Strutturali”, quali il Sistema Mesenchimale Extracellulare, Sistema Linfatico, Sistema Microcircolatorio sanguigno, Sistema Microneuronale distale, Sistema di Terreno Minerale, e “Sistemi Funzionali” quali ad esempio il Sistema “Unità Funzionale di Base” costituita dalla Cellula ed il suo Ambiente di Vita, Sistemi Funzionali della Perfusione e della Filtrazione, ecc. L’Ambiente Interno è in continua interazione con l’Ambiente Esterno ed in tale interazione nell’Ambiente Interno operano meccanismi autoregolativi volti a mantenere condizioni di vita di quest’ultimo.

Ad esempio: Sistema autoregolativo della temperatura corporea; Sistema dell’Equilibrio Acido-Base; Tasso della glicemia, Tasso ormonale, Valori Pressori della circolazione sanguigna, ecc.

La composizione, la struttura e l’equilibrio dell’Ambiente Interno dipendono completamente dall’attività cellulare. In altri termini, l’equilibrio dell’Ambiente Interno nella sua interazione con l’Ambiente Esterno è il risultato di una delle attività principali del metabolismo e, reciprocamente, la qualità del funzionamento cellulare dipende dall’integrità dell’Ambiente Interno.

L’Ambiente Interno è passivo, poiché non produce niente da solo, non costituisce un organo, ma l’Organismo non può farne a meno dato che tutte le funzioni si attivano e si formano in questo ambiente.

Il concetto di “Terreno”, inserito nel concetto più ampio di Ambiente Interno, da un punto di vista fisiologico, fa riferimento ad aspetti qualitativi degli materiali costitutivi, aspetti biochimici, idroelettrici ed elettronici.

In merito allo stato del Terreno va distinto due aspetti:

a) un aspetto Costituzionale Genetico di Base, predisposizionante forme morbose specifiche dovute ad un tipo di reattività e di comportamenti dell’Organismo;

b) un aspetto che si sovrappone al precedente in seguito a Disadattamento Ambientale che determina dei disequilibri.

Gli equilibri dei materiali costitutivi sono: Equilibrio Idroelettrolitico, Equilibrio Enzimatico, Equilibrio Acido-Base, Equilibrio Ossido-Riduzione e Equilibrio Ossidativo-Radicalico.

 

Riequilibratura del Terreno Minerale dell’Organismo Umano

 

Regolazione Idroelettrolitica : Contenuto idrico e Circolazione dell’acqua nell’Ambiente interno.

L’acqua è il costituente fondamentale dell’Organismo ed il contenuto medio è circa del 60 % del peso corporeo che varia con l’età passando da un valore del 90 % in un bambino di un anno al 50 % di una persona oltre i 60 anni.

L’acqua è distribuita in modo diverso nei tessuti e negli organi. Il sistema circolatorio sanguigno, arterioso e venoso, contribuisce a renderla totalmente omogenea.

Il compartimento extracellulare agisce come sistema di circolazione di acqua e di sostanze minerali ed organiche a doppia corrente. Tale compartimento rappresenta il crocevia dei movimenti idroionici ed è composto da due settori:

  • il settore vascolare dove l’acqua è canalizzata nei vasi arteriosi, e di ritorno, nei vasi venosi e linfatici;
  • il settore interstiziale dove l’acqua è distribuita tra gli innumerevoli interstizi cellulari.

Il liquido interstiziale, il mare interno, costituisce un ultrafiltrato del plasma che penetra regolarmente nei tessuti vicino alle estremità arteriorali dei capillari. Gli studi dimostrano l’importanza dei fenomeni di filtrazione di questa rete microcircolatoria. La pompa cardiaca produce 8.400 litri in 24 ore. Il filtrato idroelettrolitico circolatorio nelle 24 ore è di 20 litri filtrati a livello delle anse capillari, 17 litri sono riassorbiti da queste e 3 litri sono riassorbiti per via linfatica. Il sistema linfatico è come un sistema di pompaggio che garantisce la stabilità della pressione interstiziale liberando attivamente ogni istante l’eccedenza di filtrato non riassorbito e tutto il flusso proteico travasato.

L’acqua che è solvente e reagente chimico deve le sue proprietà eccezionali alla capacità di formare dei legami idrogeni. Tali proprietà hanno un ruolo essenziale nei processi di trasferimento dei protoni tra le molecole, abbassano le barriere energetiche, favorendo la formazione di composti intermedi.

Gli scambi idroelettrolitici: Le pressioni osmotiche tra compartimenti.

I vari compartimenti extracellulari possiedono una osmolarità identica pari a 286 più o meno 4 milliosmoli e sono neutri da un punto di vista elettrico. Gli scambi tra i compartimenti si verificano grazie a dei fenomeni osmotici, tanto che gli scambi ionici tra i liquidi interstiziali ed i liquidi intracellulari si verificano essenzialmente per mezzo di un trasporto attivo.

Le membrane cellulari separano in modo radicale i due compartimenti in cui i cationi, gli anioni, le proteine ed il glucosio sono contenuti in diverse concentrazioni. L’acqua si diffonde liberamente nella membrana cellulare e nelle pareti capillari. Il suo metabolismo non può essere dissociato da quello degli elettroliti. L’idratazione del settore extracellulare è regolata dal sodio, qualsiasi modifica del sodio comporta variazioni parallele del bilancio idrico.

La regolazione dell’idratazione del settore intracellulare dipende dall’osmolarità dei liquidi extracellulari. Si evidenzia cosi il ruolo di un complesso sistema, in cui il sistema neurormonale è capace di agire sull’eliminazione dell’acqua, e soprattutto regola l’equilibrio sodico.

Plasma Marino e Plasma Umano

II razionale scientifico:

- Tutti i 92 Elementi Minerali della tavola periodica contenuti nell’Acqua di mare e nell’Ambiente Interno dell’Organismo Umano hanno concentrazioni simili. Vale a dire che i sali minerali e gli Oligoelementi dell’Acqua di mare sono in dosaggio e forma corrispondente a quella dell’Ambiente interno dell’Organismo umano.

- Così come Pomeostasi elettrolitica dell’Ambiente Interno dell’Organismo è mantenuta da meccanismi autoregolatori, parimenti il contenuto di minerali nell’oceano è regolato dall’attività dell’ecosistema marino. Ciò significa che i sali minerali e gli oligoelementi contenuti nell’acqua di oceano assumono una "forma specifica”.

Dobbiamo tenere presente che non è soltanto la natura di un elemento a determinare le sue proprietà biologiche, ma ancor di più la forma e la struttura specifica che assume. La biochimica si distingue dalla chimica minerale non certamente per la natura degli atomi studiati, ma per quella delle strutture proprie alla materia vivente nella quale gli atomi sono associati. La biochimica ci insegna che l’attività delle molecole dipende essenzialmente dalla loro configurazione nello spazio. Si pensi a questo fattore molto importante nello studio degli enzimi, degli ormoni, degli acidi nucleici. La composizione del substrato minerale in cui si trovano queste molecole organiche influisce in modo determinante sulla loro attività biologica.

Riguardo al plasma marino, si sa che i sali che compongono la matrice salina, hanno un prodotto di solubilità diverso da quello degli stessi sali disciolti nell’acqua distillata. L’idratazione dei sali marini non è quindi dovuta solamente alla loro natura specifica; bensì le sue proprietà particolari sono dovute dalla trasformazione di questi elementi alPinterno dei cicli dell’ecosistema.

La matrice salina delle acque marine costituisce un ambiente naturale unico quasi impossibile da riprodurre artificialmente. Questa idratazione specifica dei sali condiziona le caratteristiche fisiche dell’acqua stessa, condizionando il metabolismo.

Orbene, la natura dei sali e la forma sotto al quale sono presenti i diversi elementi della matrice salina delle acque marine, sono vicine a ciò che incontriamo nell’Ambiente Interno.

 

Conclusione:

Sussiste una identità fisiologica tra il Plasma Marino ed il Plasma Umano.Il Plasma Marino può agire come integratore di minerali per la vita cellulare tanto quanto il Plasma Umano. Non si tratta in alcun modo di una semplice soluzione salina la cui composizione potrebbe avvicinarsi a quella del liquido extracellulare, ma di un proprio siero fisiologico in perfetta osmosi con l’ambiente interno che soddisfa pienamente il fabbisogno di minerali da parte delle cellule.

E’ ampiamente dimostrata una efficacia terapeutica del Plasma Marino che agisce come - “una sinergia” di tutti i minerali che catalizzano il metabolismo inducendo riequilibrio minerale dell’Organismo.

L’efficacia terapeutica ruota attorno a tre assi:

  • - Riequilibrio idroelettrico;
  • - Riequilibrio funzionale enzimatico;
  • - Rigenerazione cellulare.

Il Plasma Marino può essere considerato come il “punto di equilibrio” dell’Ambiente Interno attorno al quale si basa la struttura dell’organismo. Rigenerando l’Ambiente Interno favorisce l’attività cellulare a favore di tutta l’economia dell’Organismo.

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